
La stampa locale riporta l’intervento estremamente critico di una formazione politica, improntato ad un netto scetticismo circa l’utilità dei lavori alla Marina. Per essa la riqualificazione non avrebbe senso in presenza di un mare inquinato e gravato da un odore nauseabondo.
Le citate considerazioni risultano assennate solo in assoluto, poiché è da chiedersi a chi non farebbe piacere avere entrambe le cose, una Marina riqualificata ed un mare pulito. Solo che per ottenere il duplice obiettivo non basta manifestare il desiderio di conseguirlo. Occorre, ed è fondamentale, lavorare assiduamente, fattivamente e con unità d’intenti in seno alle diverse istituzioni, perché i progressi di una città o di un comprensorio sono conseguenza del grado di coesione e di lealtà con cui operano i suoi esponenti politici
Sono anni che noi andiamo battendoci per la realizzazione di un depuratore finalmente adeguato alle esigenze complessive della città, visti i limiti dell’attuale impianto e l’insoddisfacente funzionamento della linea realizzata e gestita dalla Regione. La quale però non ha mai concesso il finanziamento richiestogli per la realizzazione della nuova opera. E da chi in questi anni ha avuto un proprio rappresentante proprio in tale Ente non ci pare sia il caso venga agitato, e in questi termini, il problema dell’inquinamento marino, quando avrebbe potuto collaborare concretamente in quella sede per il conseguimento del traguardo del mare pulito.
Siamo convinti che sia la coerenza che la correttezza e un appropriato grado di coesione siano aspetti importanti della dibattuta questione morale, perché chi sta nelle istituzioni deve non solo starci senza rubare ma anche seguire comportamenti onesti e fattivi nei confronti di tutti, anche di amministratori di colore diverso dal proprio, perché al centro dell’agire di ciascuno deve esserci sempre il cittadino e i suoi bisogni e non il colore della casacca di chi amministra.
E il punto è che la Regione non solo non ha concesso il finanziamento del nuovo depuratore, il cui importo assommava a 5 milioni e 200mila euro, ma ha “consigliato” al Comune di effettuare il passaggio ad Ato 2. Cosa che però, guarda caso, non trova il consenso, bensì la decisa opposizione, di chi oggi fa esternazioni di questo tipo. E allora? Come si esce da queste contraddizioni ?
Vogliamo evitare polemiche, ma ci sorge il dubbio che chi dispone dei mezzi per almeno tentare di risolvere l’annoso problema della depurazione delle acque non si impegna a sufficienza, forse per non togliersi la possibilità di criticare.
Non è quindi il caso di puntare il dito contro un’opera ormai in dirittura d’arrivo e che siamo convinti una volta compiuta sarà l’indice di un miglioramento complessivo di una città ormai assoggettata ad una positiva evoluzione, ma semmai di offrire ogni collaborazione utile a conseguire l’obiettivo del mare pulito.
Il Consiglio Direttivo - Polo Civico
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