Insieme per il "PROGETTO CIVITAVECCHIA" Ideare e Realizzare Oltre i Colori della Politica

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Nato per promuovere lo Scambio, la Libera Comunicazione di Opinioni, l'Avvicinamento dei Giovani alla Politica, la Ricerca di Soluzioni ai Problemi che Attualmente Gravano sulla Nostra Società, lo Sviluppo Socio-Economico e Culturale della Città di Civitavecchia e del suo Comprensorio. Strumento di Partecipazione e Coinvolgimento nella Vita Politica Cittadina, Libero da Vincoli Ideologici, Punto di Riferimento e di Incontro di Persone di Diversa Estrazione Sociale, Esperienza e Bagaglio Culturale. Il Movimento Polo Civico rappresenta la sintesi di questa Pluralità di Idee, Valori e Proposte.


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sabato 26 febbraio 2011

POLITICA: SIAMO PER UN CAMBIAMENTO VERO


All’atto in cui fondammo il POLO CIVICO, era l’anno 2007, pensammo di dar vita ad un soggetto politico innovativo – una guida per noi e un esempio per gli altri – che mettesse al centro della propria azione l’interesse generale, il bene comune e l’utilità sociale, non le ragioni di uno schieramento, di un partito o peggio di una persona.
Da allora ci sforzammo di convincere gli esponenti delle varie formazioni politiche ad abbandonare le contrapposizioni strumentali e demagogiche aventi il fine di rendere visibile la propria appartenenza politica e non di comunicare una diversità di vedute sulla soluzione di un problema. Chiedemmo a tutti di desistere dai pregiudizi, dagli scontri, dagli attacchi, dalle azioni offensive e denigratorie, dalle manifestazioni di odio. Di rinunciare ai toni sentenziosi, di stemperare la perentorietà delle proprie tesi lasciandosi andare al dubbio e all’ascolto delle ragioni degli altri. Pensammo a dare il nostro contributo all’instaurazione di un confronto politico schietto, alieno da accenti declamatori e propagandistici, concentrato sull’attuaziome di precisi punti programmatici, sui nodi irrisolti della crescita sociale, culturale ed economica delle popolazioni.
Ebben, ci auguriamo che nell’arco di un quadriennio l’azione assidua e paziente da noi svolta, anche tramite la partecipazione alle larghe intese cittadine e al governo della Provincia, abbia inciso in positivo sul modo di fare politica. Noi siamo coscienti di esserci attenuti ai principi dichiarati nel costituirci come movimento, e fieri di avere ottenuto la fiducia dei cittadini sulla base di una linea politica che ci siamo sforzati di far intendere agli elettori, e di averla mantenuta nel tempo, giacchè le nostre scelte siamo abituati a farle prima e non dopo gli appuntamenti elettorali. Siamo orgogliosi di avere volontariamente rinunciato, in nome di tale coerenza, ad un più che probabile seggio in Regione del rappresentante storico delle nostre convinzioni, il consigliere Alvaro Balloni.
Ma evidentemente non deve essere facile l’osservanza di simili regole comportamentali. Assistiamo infatti, a qualsaiasi livello, ad una trasmigrazione di rappresentanti del popolo eletti in una determinata coalizione verso un’altra, senza che appaia un travaglio politico e un percorso coerente che ne evidenzi le sostanziali motivazioni. Perché mutare partito e schieramento ovviamente si può, ma per rispetto verso l’opinione pubblica le motivazioni devono essere quanto mai chiare, forti, comprensibili e condivisibili dagli elettori..
Siamo poi dell’avviso che una maggiormnza democraticamente eletta non ha bisogno di apporti del genere, ma di un confronto serio e leale, che può anche essere netto e aspro, ma sempre volto a individuare le soluzioni più idonee e funzionali ai problemi del governo ella cosa pubblica. Non servono i “signorsì” , ma teste pensanti, perché la politica è bella e utile quando si fanno cose belle ed utili; non quando si fa tanto per fare. Perché la politica del “fare, fare presto” è pericolosa: può degenerare nell’arbitrio e nell’improvvisazione, e rischia di perdere di vista gli interessi veri della collettività.
Noi saremo sempre vigili su questo punto.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

martedì 22 febbraio 2011

Ecco perchè Acea ATO2 va bene


Entrare in ATO2 non significa privatizzare. Un po’ di chiarezza è d’obbligo.
Le azioni della Acea Spa sono così distribuite: Comune di Roma 51%, GDF Suez S.A. 10,024%, F. Gaetano Caltagirone 12,993%, il Mercato 25,983%
Il servizio idrico erogato copre acquedotti, fognature e depuratori, e si ripartisce per zone o ambiti territoriali. La nostra zona coincide con la provincia di Roma, e si chiama ATO2.

L’Acea ATO2 è retta da un Consiglio di Amministrazione composto da:

Presidente Sandro Cecili Acea/con gradimento Provincia
Vice Presidente Salvatore Doddi Provincia di Roma
Consigliere Alessandro Filippi Acea
Consigliere Stefano Antonio Donnarumma Acea
Consigliere Massimo Milani Comune di Roma
Consigliere Alfonsino Mei Comuni della Provincia di Roma
Consigliere Andrea Bossola Acea
Consigliere Emanuela Cartoni Acea

I rappresentanti degli Enti locali sono espressione dei partiti.
La Conferenza dei Sindaci. Presieduta da Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, è l’organo che programma gli investimenti e decide le tariffe.
In data 14.12.2010, ha approvato l’articolazione tariffaria unica dei comuni di ATO 2 relativa al corrente anno 2011. Chiunque può giudicare della congruità delle tariffe cliccando su internet.
Si tratta di scegliere tra continuare a navigare in un mare di inefficienze alle quali non siamo in grado di porre rimedio per carenze finanziarie (più di 7 milioni e mezzo di passivo) e tecnico-gestionali oppure entrare in questo ambito, di cui fanno già parte circa 80 comuni della provincia. Una volta fatti salvi gli interessi dei lavoratori del settore e dell’utenza.
Infatti, solo così potremo finalmente iniziare ad affrontare con la mole di investimenti richiesti e con l’organizzazione propria di una grossa azienda i problemi delle continue perdite dovute alla vetustà delle condotte, quelli della certezza e qualità del prodotto acqua, del precario funzionamento dei depuratori, dei ritardi nella fatturazione, della forte evasione. E conseguire nel settore dell’idrico uno standard di efficienza pari all’importanza che riveste Civitavecchia.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

sabato 19 febbraio 2011

PORT AUTHORITY: FINALMENTE SI PROFILA UN SI’ AL GRAN COMPLETO


Prima l’univoca e forte presa di posizione delle imprese operanti nel nostro scalo intesa a rivendicare la nomina a presidente dell’Autorità Portuale di persona fornita dei necessari requisiti di competenza e capacità manageriali, radicato in città, e non invece espressione dei soliti compromessi di natura politica e partitica.
A seguire, i commenti e i pronunciamenti favorevoli ad una simile impostazione da parte di diversi esponenti politici dei vari schieramenti e di rappresentanti delle istituzioni interessate alla designazione dei candidati.
Quindi l’annuncio del Sindaco di Civitavecchia che avrebbe proposto al Consiglio Comunale il nome di Pasqualino Monti, candidato che è parso rispondere in toto all’identikit dell’aspirante più quotato e stimato, tanto che, da subito, è riuscito a mettere d’accordo sul suo nome sia le forze economiche che quelle politiche, sia di destra che di sinistra. Fatto che raramente è accaduto.
Ora la dichiarazione di gradimento di detta candidatura che proviene anche da Tidei, deputato PD al Parlamento.
Si delinea così una estesa convergenza sulla validità della presentazione del detto nominativo per la nomina a presidente del Porto, dal momento che appariva scontata l’approvazione della candidatura da parte del Consigliere Provinciale Alvaro Balloni, che peraltro ieri, in un breve incontro avuto con Zingaretti e con il suo Capo di Gabinetto Venafro, ha già avuto occasione di anticipare il suo parere favorevole alla scelta di Monti. In modo che anche Palazzo Valentini abbia presto tutti gli elementi necessari per esprimersi formalmente in argomento.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

MULTISALA O MULTINGORGO?


E’ un traguardo importante la realizzazione di un cinema multisala a Civitavecchia, una città che non eccelle per varietà di spazi culturali o deputati allo svago e al divertimento dei giovani e meno giovani, anche se, negli anni, tante cose sono cambiate, e in meglio.
E’ però sbagliato usare toni impositivi per sostenere la bontà delle proprie scelte.
Così impostato, il dibattito sul multisala sembra incanalarsi in uno scontro a muso duro tra chi mantiene ferma una tesi e chi ne sostiene un’altra, in una disputa accanita e senza esclusione di colpi che porta ad un travisamento dei reciproci intendimenti, quasi che la contrapposizione sia tra chi una struttura del genere la vuole e chi la rifiuta.
Mentre a noi pare che le cose non stiano affatto così, che in tal modo vengano dimenticati i termini del problema: tutti infatti convengono che il multisala è utile, anzi ci vuole proprio, va realizzato.
Noi pensiamo che per uscire dalle secche dello scontro apertosi sulla realizzazione della struttura sarebbe meglio da una parte entrare nel dettaglio delle convenienze dell’opzione su cui ci si mostra così tanto intransigenti, dall’altra circostanziare meglio i rilievi che altrettanto insistentemente si fanno. Senza rinunciare a comunicare, avendo come orizzonte di riferimento la verità delle cose.
A questo punto ci deve essere un ragionamento serio e pacato, che porti a concludere che nessuno è contrario alla costruzione del multisala: che si diverge unicamente sulla sua ubicazione. Elemento che però riveste una notevole importanza.
E a questo riguardo anche a noi pare che collocare il cinema in quella zona non farà altro che appesantire la viabilità sulla statale Aurelia e aggravare gli intasamenti che già ora si riscontrano in determinate ore per la concomitante presenza di diverse strutture, per lo più destinate alla fruizione del tempo libero. Quanto ai parcheggi sotterranei, non danno sufficiente sicurezza e sono di difficile utilizzo.
Se poi si considera che sempre in quella zona si prevede l’insediamento della Cittadella dello sport e la costruzione, allo scalo Matteuzzi, di un Porticciolo turistico di dimensioni più che doppie rispetto alla previsione del piano Badaloni, possiamo dire che in conseguenza di tanto addensamento di impianti l’ingorgo è assicurato.
E’ ben vero che a Civitavecchia, sin dall’inizio dell’attuale consiliatura, l’opposizione alle varie proposte della maggioranza è apparsa strumentale e a corto di idee che possano soddisfare le esigenze di sviluppo della città, provocando un reciproco disconoscimento a priori delle rispettive tesi. Il che ha prodotto un atteggiamento che riteniamo assolutamente sterile, sulla cui validità saranno in ogni caso gli elettori a decidere. Tuttavia, noi siamo del parere che non si debba continuare a procedere per contrapposizioni frontali, che si debba lavorare alla costruzione di una nuova solidarietà civile dove il dialogo debba avere il suo spazio.
Per riassumere, noi siamo tra quelli che vogliono bene alla città e che quindi guardano alla costruzione del multisala come ad un irrinunciàbile fattore di sviluppo, ma che nutrono seri dubbi sulla bontà della sua ubicazione.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

martedì 15 febbraio 2011

CI SONO DONNE E DONNE...


Da molti anni i mezzi di comunicazione di massa vanno accreditando l’idea che per la donna sia possibile e lecito arrivare alla realizzazione delle proprie aspettative attraverso l’utilizzo di doti puramente fisiche, l’avvenenza, per intenderci, a prescindere dal possesso di altre qualità legate invece alla personalità, alla professionalità e alla cultura.
Basti guardare agli esempi offertici quotidianamente dalle reti televisive, che ci bombardano nel nostro quotidiano dalla mattina alla sera, anzi sino a tarda notte, di messaggi che, in modo subliminale, relegano la donna ad oggetto passivo.
Negli stessi spot pubblicitari è possibile notare che il corpo femminile viene largamente utilizzato per scopi commerciali. Per non parlare di alcuni format, programmi per la famiglia, dove compaiono ragazze avvenenti con abiti succinti che rasentano il limite del pudore e, in altri casi, coprono con molta difficoltà le stesse zone erogene. Si tratta di programmi che sono tra quelli che vantano la maggiore audience e che quindi sono i più seguiti dal pubblico italiano, forse anche i più apprezzati. In presenza di tanta ostentazione dell’aspetto puramente fisico della componente femminile c’è da chiedersi se ciò avviene contro il volere o con il consenso di chi compare in tali contesti. Un identico spettacolo offre la rete informatica, oggi facilmente accessibile anche ai più giovani, su cui è possibile trovare di tutto e di più!
I media offrono così inequivocabili modelli di comportamento che vengono adottati, in tutto o in parte, da una percentuale non quantificabile di donne.
Così appare ai nostri occhi la situazione e in essa inquadriamo anche la controversa questione dei rapporti del premier con l’universo femminile, e gli scandali di cui si stanno occupando al momento i PM, le cronache e i dibattiti.
Da un lato, noi condanniamo la strumentalizzazione che altri fanno del corpo della donna, quando ciò accade; dall’altro non ignoriamo che esistono donne che per circostanze particolari decidono esse, deliberatamente, quindi non costrette da terzi, di avvicinarsi in prima persona a uomini facoltosi o potenti, pensando di poter trovare, attraverso atteggiamenti compiacenti e rapporti di natura sessuale una chiave di svolta per il proprio futuro. Nel tal caso, da soggetti passivi si fanno soggetti attivi. Possiamo disapprovare simili comportamenti, suggeriti del resto dai media, ma bisogna pur dire che dalla notte dei tempi il corpo, sia femminile che maschile, è stato usato per raggiungere il successo e la scalata al sociale. Proprio l'emancipazione dei costumi, o se si vuole il relativismo introdotto dal sistema di vita occidentale, ha portato, in questi ultimi anni, ad una accentuazione del fenomeno. Riteniamo, ovviamente, che queste persone non siano la maggioranza, e che non abbiano titolo a rappresentare l’intero genere femminile.
Vi sono, infatti, donne molto valide, anche madri di famiglia, che unicamente fidando nel loro intrinseco valore, riescono ad inserirsi nella società sia a medi che ad alti livelli. La storia ci insegna che donne provviste di talento a prescindere dall’aspetto fisico, che può facilitare o meno la loro affermazione, sono sempre esistite, e adesso sono decisamente in aumento. Basti pensare a quante donne di spicco si distinguono ormai nel mondo dell’economia, della scienza, della cultura, ad esempio Emma Marcegaglia, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, premio Nobel, e tante altre che, attraverso il loro valore, stanno dando un fattivo contributo alla crescita della società.

Sara Fresi e Valentina Dolci - Responsabili Donne e Giovani Polo Civico

sabato 12 febbraio 2011

ECONOMIA IN CRISI? Molto dipende dalla politica


Le soluzioni che si danno alle crisi delle aziende, private pubbliche o partecipate che siano, presentano spesso aspetti poco convincenti. La mancanza di un approccio idoneo a capire la natura reale delle disfunzioni, di un confronto vero tra situazione presente e pregressa, di un esame rigoroso delle diseconomie, di cognizioni esatte circa l’effetto delle cure ipotizzate impediscono frequentemente il loro risanamento.
Quando ci occupiamo di avvenimenti del genere, che accadono ovunque, e naturalmente anche nella nostra città, dobbiamo aggiungere, per dovere di chiarezza, che le responsabilità della politica nell’andamento dell’economia non sono poche, perché anche in regime di libero mercato è alla politica che spetta indicare le coordinate entro cui le attività economiche devono svilupparsi. E capire le questioni da tenere costantemente sotto controllo, quali gli assetti societari, il management, la modernizzazione, il varo dei consorzi, i rapporti con i mercati emergenti, la semplificazione delle procedure amministrative, l’efficienza dei servizi a supporto.
Su tali problematiche, Il nostro Movimento, ci sentiamo di affermarlo, avverte da sempre il dovere di fare la sua parte, di dare le sue indicazioni sia per una efficiente ed efficace gestione amministrativa sia per il consolidamento di un’economia diversificata, meno esposta agli scompensi che affliggono periodicamente l’uno o l’altro settore imprenditoriale. Sollecita la necessaria attenzione verso le tante attività insediatesi e/o attese in zona industriale, verso quelle portuali, tra cui annette una importanza preminente all’industria cantieristica per i fatturati e i livelli occupazionali che assicura. Propugna un rinnovato interesse verso la logistica con tutto ciò che essa comporta in termini di adeguamento delle infrastrutture portuali, aeroportuali, viarie e ferroviarie, il recupero del Terminal Asia e del District Park. La realizzazione, infine, del progetto termale.
E per l’affermazione dei detti principi il POLO CIVICO non ha mai mancato di prendere posizioni decise anche nei confronti di esponenti dello stesso Movimento, quando ne ha ravvisato la inderogabile necessità. Siamo cioè convinti che la politica debba intervenire prima e non dopo il determinarsi di una crisi, come pure che tutti i settori amministrativi rivestano una qualche valenza economica. E che quindi prevenire è meglio che curare. Al contrario di altri soggetti politici che vanno predicando un senso di responsabilità che dimostrano di non possedere, se è vero come è vero che omettono di intervenire per tempo sulla perdita di competitività preferendo effettuare, a posteriori, l’autopsia dei defunti.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

martedì 8 febbraio 2011

PIU’ ATTENZIONE ALLE INFRASTRUTTURE


Il finanziamento della “grande incompiuta”, la superstrada Civitavecchia – Orte, che da Cinelli e Monteromano dovrà in futuro diramarsi verso la nostra città, l’avvio dei lavori per l’autostrada Civitavecchia – Livorno, la costruzione della bretella A12-Porto, destinata ad assorbire il traffico degli automezzi pesanti diretti allo scalo marittimo, l’impianto nell’Alto Lazio del “terzo aeroporto” non ricevono ancora l’attenzione che meritano nel dibattito politico cittadino, in cui sembrano entrare sporadicamente e solo surrettiziamente. Sebbene sia del tutto evidente che ad una felice posizione geografica della città corrisponde un persistente isolamento dal contesto territoriale di riferimento, in particolare dall’entroterra della Tuscia e dell’Umbria e dal litorale toscano.
E ciò accade perché l’attenzione al problema dell’adeguamento delle infrastrutture relative alle comunicazioni visto come condizione imprescindibile di crescita e di sviluppo economico si è sin qui prodotta, più che altro, verso le comunicazioni marittime. Portando ad un immancabile risultato positivo, in quanto il porto, quando è stato finalmente pensato in un’ottica di sistema, è decollato, assumendo l’importanza e le dimensioni che tutti possiamo constatare. Mentre sul versante delle comunicazioni terrestri è (sin qui) mancato quel fermo convincimento della necessità di rivolgere lo stesso coerente impegno per conseguire il loro potenziamento.
E’ ben vero che il territorio situato alle spalle di Civitavecchia presenta una natura più aspra e tormentata di quanto non sembri, e costringe chi deve cimentarsi nella costruzione di strade e ferrovie a prevedere spesso percorsi sinuosi, a ricorrere alla costruzione di frequenti gallerie e viadotti, e che quindi migliorare le vie di accesso all’entroterra non rappresenta certo una operazione agevole e poco costosa. Ma ci sembra che sin qui, questo importante argomento si sia piuttosto prestato ad un rituale inserimento nei documenti ufficiali di istituzioni e partiti locali a giustificazione del mancato sviluppo economico e sociale della città che ad essere utilizzato come elemento di quotidiana riflessione, come concreto dato programmatico, come obiettivo unificante della politica cittadina
E’ ora invece che ciascuna istituzione pubblica, tutte le forze politiche e sociali, senza distinzione di parte, tengano ben presenti, nell’ordinario espletamento delle loro specifiche attività, l’importanza fondamentale che riveste ai fini del predetto sviluppo del tessuto economico della città il fattore comunicazioni. E seguano con costante attenzione l’iter attuativo delle opere sopra menzionate per agevolare il superamento delle difficoltà che possano insorgere nelle sue varie fasi ed evitare ad ogni costo un allungamento dei tempi di realizzazione previsti.
Tutti infatti sappiamo che quando si comprende appieno l’importanza di un problema, quando la sua soluzione viene percepita, nonostante la diversità delle prospettive politiche, come elemento di importanza essenziale, tutte le difficoltà che si frappongono alla sua soluzione si riescono agevolmente a superare.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

venerdì 4 febbraio 2011

PORT AUTHORITY: UNA INDICAZIONE SENSATA


A sostegno di una chiara esigenza.
Una politica che si risolva in sterili giochi di potere e non si sforzi di trovare momenti di coesione e di aggregazione intorno ai principali obiettivi di crescita delle popolazioni non serve alla società, non serve all’economia. Non serve alla città, non serve al Paese, non serve alle istituzioni. Vogliamo competenza, conoscenza delle problematiche dei traffici del settore marittimo, dinamismo, vogliamo affrontare il rischio che ogni scelta comporta, vogliamo una guida sicura a Port Authorty che operi in naturale sinergia con l’amministrazione comunale. Vogliamo ragionare in termini di crescita e di espansione anche in tempi di difficoltà economica generalizzata, non rassegnarci a mettere le toppe alla crisi che tocca alternativamente ora l’una ora l’altra azienda. Vogliamo finalmente contare, attivandoci presso gli organi competenti perchè prevalga la migliore scelta possibile
E’ questo, riferito in termini espliciti o impliciti, il messaggio che gli imprenditori portuali hanno da poco rivolto alla collettività, preoccupati dal profilarsi dei soliti giochi dei partiti in vista della nomina del nuovo presidente di Port Authorty. Evidentemente memori di quanto accadde in occasione della nomina dell’ultimo presidente dell’ente, quando – sia detto solo per inciso e senza voler assolutamente farcene vanto - ci esprimemmo pubblicamente per manifestare le stesse preoccupazioni e le stesse esigenze del mondo imprenditoriale che gravita nel porto.
Ci fa piacere che, questa volta, le reazioni degli esponenti della politica locale non si siano fatte attendere e non siano affatto dissonanti rispetto alle indicazioni espresse dall’imprenditoria; che siano invece convergenti. E giudichiamo un tale atteggiamento in termini decisamente positivi, anzi confortanti in quanto rispondenti alle attese del nostro modo di intendere la politica. E quindi, se otterremo soddisfazione su queste coincidenti vedute in ordine alla nomina del nuovo presidente del porto, la vittoria sarà di tutti.
Rispetto poi all’altro argomento, quello che va oltre l’esigenza della competenza e tocca la “civitavecchiesità” del papabile, il titolo ci pare di importanza accessoria.
E’ chiaro che una eventuale convergenza della scelta su Moscherini, che trasferitosi da tempo nella nostra città ne ha guidato bene e a lungo lo scalo, taglierebbe la testa al toro, perché quel nome coniugherebbe appieno ambedue i requisiti.
Ma il fatto che la persona chiamata ad assumere la carica di cui parliamo debba essere residente o nativo della città ci pare semmai importante sotto il profilo della conoscenza della situazione del nostro scalo. Guardando al futuro - e non a un passato fatto di incomunicabilità tra partiti di orientamento diverso - è chiaro che l’esistenza di un’intesa tra le forze politiche locali rende più forti le candidature di personaggi locali a cariche aventi la più diversa valenza, compresa quella di presidente del porto.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 3 febbraio 2011

DI NUOVO PEDRINI


Ci mancava Pedrini, il segretario federale, con la sua solita vena polemica e la sua pungente ironia. E infatti, puntualmente, con l’inizio di febbraio, è tornato a farsi vivo per battere il suo chiodo prediletto: il binomio inquinamento e rifiuti. Ancora una volta, però, senza additare una soluzione a tanto sfacelo.
Anche se non disperiamo.
Così ci sentiamo di dire, in quanto dopo critiche e frecciate rivolte ripetutamente in più direzioni, Pedrini non ha ancora spiegato ai lettori quale sia la sua ricetta per risolvere una situazione tanto compromessa. Per cui – è solo un consiglio – potrebbe provare a rivolgere questi stessi preoccupati discorsi ai suoi referenti politici in seno alla coalizione ora al governo della Regione Lazio: chissà che il vero e definitivo rimedio non esca fuori proprio da un confronto serrato in un ambito certamente competente ad esprimersi e provvedere.
Circa gli argomenti che ci toccano, il Nostro, per pura voglia di contendere, si lascia andare a considerazioni che vanno nella direzione opposta a quella da lui voluta.
Infatti, in base ai documenti da lui citati, la combustione di carbone nella centrale di TVN causerebbe più di qualsiasi altro combustibile un incremento sensibile delle emissioni di mercurio, e ciò con i pericoli che ne conseguono per l’uomo e per l’ambiente.
Ebbene, se la proposta che noi sosteniamo - partendo dal dato di fatto che l’impianto di TVN c’è, nostro malgrado, e nostro malgrado brucia carbone - è tale da prevedere una diminuzione percentuale sino al 5% dell‘uso del carbone in centrale che verrebbe sostituito con la cosiddetta materia prima seconda, CDR-Q, cioè combustibile da rifuti di qualità elevata, è chiaro a chiunque che essa contribuisce anche a diminuire la percentuale del mercurio emesso in atmosfera, oltre, come già detto, quella di CO2.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

martedì 1 febbraio 2011

DOPPI RINGRAZIAMENTI DA PARTE DEL CONSIGLIERE DELLA IV GIUSEPPE MAGRO COORD. LAVORI PUBBLICI


Ringrazio la Provincia di Roma e la grande disponibilità degli Assessori Rosati e Vincenzi che hanno accolto positivamente la proposta del Consigliere Provinciale Alvaro Balloni che, in collaborazione con l’Assessorato alle Manutenzioni guidato da Mauro Campidonico, ha affrontato il problema della pubblica illuminazione di Via Fontanatetta (da circa tre mesi buia) reperendo un contributo di 120.000 € per la sostituzione di oltre 40 lampade e per la risoluzione definitiva di tutto l’impianto.
Un altro ringraziamento va alla Ditta Sacchetti che ha risolto il problema delle buche poste al centro del Piazzale della Madonnina di Pantano e inoltre, ha ricoperto, con del lapillo, la strada antistante la Chiesa della Madonnina di Pantano.

Giuseppe Magro – Consigliere IV Circoscrizione Coordinatore dei Lavori Pubblici