
Da molti anni i mezzi di comunicazione di massa vanno accreditando l’idea che per la donna sia possibile e lecito arrivare alla realizzazione delle proprie aspettative attraverso l’utilizzo di doti puramente fisiche, l’avvenenza, per intenderci, a prescindere dal possesso di altre qualità legate invece alla personalità, alla professionalità e alla cultura.
Basti guardare agli esempi offertici quotidianamente dalle reti televisive, che ci bombardano nel nostro quotidiano dalla mattina alla sera, anzi sino a tarda notte, di messaggi che, in modo subliminale, relegano la donna ad oggetto passivo.
Negli stessi spot pubblicitari è possibile notare che il corpo femminile viene largamente utilizzato per scopi commerciali. Per non parlare di alcuni format, programmi per la famiglia, dove compaiono ragazze avvenenti con abiti succinti che rasentano il limite del pudore e, in altri casi, coprono con molta difficoltà le stesse zone erogene. Si tratta di programmi che sono tra quelli che vantano la maggiore audience e che quindi sono i più seguiti dal pubblico italiano, forse anche i più apprezzati. In presenza di tanta ostentazione dell’aspetto puramente fisico della componente femminile c’è da chiedersi se ciò avviene contro il volere o con il consenso di chi compare in tali contesti. Un identico spettacolo offre la rete informatica, oggi facilmente accessibile anche ai più giovani, su cui è possibile trovare di tutto e di più!
I media offrono così inequivocabili modelli di comportamento che vengono adottati, in tutto o in parte, da una percentuale non quantificabile di donne.
Così appare ai nostri occhi la situazione e in essa inquadriamo anche la controversa questione dei rapporti del premier con l’universo femminile, e gli scandali di cui si stanno occupando al momento i PM, le cronache e i dibattiti.
Da un lato, noi condanniamo la strumentalizzazione che altri fanno del corpo della donna, quando ciò accade; dall’altro non ignoriamo che esistono donne che per circostanze particolari decidono esse, deliberatamente, quindi non costrette da terzi, di avvicinarsi in prima persona a uomini facoltosi o potenti, pensando di poter trovare, attraverso atteggiamenti compiacenti e rapporti di natura sessuale una chiave di svolta per il proprio futuro. Nel tal caso, da soggetti passivi si fanno soggetti attivi. Possiamo disapprovare simili comportamenti, suggeriti del resto dai media, ma bisogna pur dire che dalla notte dei tempi il corpo, sia femminile che maschile, è stato usato per raggiungere il successo e la scalata al sociale. Proprio l'emancipazione dei costumi, o se si vuole il relativismo introdotto dal sistema di vita occidentale, ha portato, in questi ultimi anni, ad una accentuazione del fenomeno. Riteniamo, ovviamente, che queste persone non siano la maggioranza, e che non abbiano titolo a rappresentare l’intero genere femminile.
Vi sono, infatti, donne molto valide, anche madri di famiglia, che unicamente fidando nel loro intrinseco valore, riescono ad inserirsi nella società sia a medi che ad alti livelli. La storia ci insegna che donne provviste di talento a prescindere dall’aspetto fisico, che può facilitare o meno la loro affermazione, sono sempre esistite, e adesso sono decisamente in aumento. Basti pensare a quante donne di spicco si distinguono ormai nel mondo dell’economia, della scienza, della cultura, ad esempio Emma Marcegaglia, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, premio Nobel, e tante altre che, attraverso il loro valore, stanno dando un fattivo contributo alla crescita della società.
Sara Fresi e Valentina Dolci - Responsabili Donne e Giovani Polo Civico
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