Insieme per il "PROGETTO CIVITAVECCHIA" Ideare e Realizzare Oltre i Colori della Politica

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martedì 31 gennaio 2012

PENSIAMO A CONTRASTARE LA CRISI CREANDO NUOVO LAVORO


Qualche giorno fa la riunione organizzativa dei partiti del centrodestra allo Sporting Club, a seguire le primarie del centrosinistra ai Mulini. Due appuntamenti di grande importanza, dagli esiti che esaltano, come è giusto che sia, la partecipazione, e che anche nei cittadini non schierati suscitano un interesse notevole. E con i quali ci si avvia ad entrare nel vivo della campagna elettorale.
Dal nostro punto di vista, però, quel mix di critiche, voti augurali, affrettate conclusioni non è pienamente soddisfacente. Per lo meno non è in sintonia con il momento di estrema difficoltà che attraversa il Paese, e con esso la nostra stessa città. Va sempre bene il confronto politico, ravvicinato o a distanza, ma non limitato a sostenere ad oltranza un’idea o una data impostazione politica. Non vogliamo che il trimestre che segue sia riempito unicamente di scontri, di accuse reciproche e di recriminazioni ripetute stancamente giorno dopo giorno. Siamo per una ininterrotta attenzione alle problematiche e alle prospettive di sviluppo locale che impongono ad ambedue le coalizioni di instaurare una linea di cominicazione per fronteggiare unitariamente questo terribile momento di crisi economica, aggravata anche dalla crisi internazionale. Al di là dell’interesse che può suscitare il prossimo appuntamento elettorale occorre pensare alla situazione atuale della città che si presenta complessa e difficile. E in sintesi, chi sta senza lavoro non può aspettare che i partiti si accordino sull’una o sull’altra iniziativa: si aspetta giustamente che in spirito di concordia si faccia subito quello che può essere fatto subito, per il bene di tutti, senza più perdere neppure un’occasione di sviluppo.
E, tanto per non restare nel vago, occorre accelerare l’iter del progetto Terme, visto che gli ostacoli che si frapponevano alla sua realizzazione sono superati. Quest’opera, invano attesa da decenni, renderà infatti più bella ed accogliente la città rivalutando quelle acque che sono millenario patrimonio della nostra cultura. Per i suoi importanti risvolti occupazionali l’impianto termale può dare avvio ad una effettiva diversificazione dell’economia cittadina, presupposto indispensabile per un graduale riscatto dalla presenza delle centrali termoelettriche.
Siamo convinti che in sintonia con tale indirizzo di sviluppo, sia possibile irrobustire da subito il processo di riqualifiazione della città attraverso il recupero e il restauro dei beni culturali: Tempietto Bramantesco, Sacrario del Cimitero Monumentale, Galleria Calamatta, Museo Civico possono essere infatti le tappe immediate di un tale percorso.
E poi, basti pensare ai frutti che può recare un opportuno utilizzo dell’ex Italcementi, che salvata dalle speculazioni immobiliari può diventare un essenziale punto di aggragazione e socializzazione della città quando la si trasformi nella sede privilegiata di strutture ricreative, del tempo libero, idonee ad ospitare eventi di ogni genere: congressi, esposizioni, mostre, raduni, gare, sfilate di moda.
E poi, sul fronte sempre caldo degli alloggi, in considerazione dei consistenti finanziamenti di cui finalmente si dispone si dia presto inizio alla costruzione dei previsti alloggi di edilizia residenziale pubblica, così da porgere un aiuto concreto ai problemi insoluti di tanti giovani coppie.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

sabato 28 gennaio 2012

VALLE DEL MARANGONE, PARTE LA RIQUALIFICAZIONE


E’ stata bella ed esauriente la presentazione - svoltasi venerdì scorso all’Aula Pucci - del progetto di valorizzazione del bacino del Marangone denominato Val Ma Co, che prende il via su proposta dell’Associazione Agraria di Civitavecchia presieduta da Franco Barlafante. Un’opera finanziata dall’Unione Europea e che si avvale del supporto di due società, la Temi e la Gesam, specializzate rispettivamente in ingegneria ambientale e in agronomia. Si è certi che l’azione di recupero del detto territorio e di esaltazione della biodiversità andrà senz’altro ad incidere profondamente sull’assetto della vallata.
La principale considerazione che è giusto fare in ordine alla concreta attuazione dell’iniziativa attiene allo spirito unitario con cui l’Associazione ha varato questo importante intervento, cosa che fa onore a tutti i consiglieri dell’ente, sia di maggioranza che di minoranza, e potenzia il significato stesso di ciò che si va realizzando. Un approccio che scaturisce dal lodevole impegno profuso, unitamente all’assessore al ramo Roberto Passerini, dal presidente Franco Barlafante, che già al momento dell’impostazione della campagna per l’elezione degli attuali organismi dirigenti dell’Associazione Agraria ha operato secondo lo spirito che ispira da sempre l’attività del POLO CIVICO. Un criterio nuovo, coinvolgente, teso a sollecitare il definitivo superamento degli schemi ideologici secondo i quali si era soliti affrontare appuntamenti del genere. E siamo lieti che si sia affermato questo modo nuovo e più proficuo di svolgere i compiti istituzionali.
Anche perché l’intervento prefigurato, per ora incentrato sulla percorribilità e la sistemazione del suolo, dei fontanili, dei pascoli e sul recupero dell’uliveto, promette sviluppi solo in parte prevedibili, affiancato com’è da una opportuna azione di sensibilizzazione ambientale di cui saranno tramite, ancora una volta, le scuole cittadine. E nel quadrante sud del nostro Comune l’opera assume anche un significato compensativo: costituisce un prezioso contributo alla ricomposizione a terra dello scompenso prodotto a mare, alcuni decenni or sono, dalla costruzione del porto turistico Riva di Traiano.
In un territorio di ridotte dimensioni come quello civitavecchiese dove, come è facile convenire, si è edificato troppo, e le zone verdi svolgono tuttora un ruolo marginale, la sistemazione del bacino del Marangone, che nell’arco di un triennio vedremo ultimata, potrà essere l’esempio trainante di un rapporto più corretto della nostra città con l’ambiente.
Un cambiamento tanto più necessario in quanto, allorquando le infrastrutture di collegamento saranno ultimate, Civitavecchia avrà bisogno di gestire nel modo più appropriato quel po’ di territorio che le rimane, e di attivare ogni opportuna opera di compensazione ai prevedibili fenomeni di congestione indotti dal proliferare delle attività umane.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 26 gennaio 2012

LARGHE INTESE O LARGHE PRETESE?


C’è chi ha visto nelle dichiarazioni rese in conferenza stampa da Moscherini un chiaro accenno al POLO CIVICO. Vogliamo pensare che non sia vero, perché signifi cherebbe che il primo cittadino non solo non ha ancora imparato a conoscerci, ma che pensa - a torto – di poter risolvere nei modi riferiti i problemi di un’equilibrata composizione della coalizione. Ci dispiace, ma se è veramente così siamo proprio fuori strada. Non sappiamo se le parole del sindaco siano state fraintese, cosa che in conferenza stampa può pure accadere, o se c’è stato qualche suggeritore poco accorto e che proprio non gli vuol bene a fargliele dire. Lo stimiamo troppo per pensare che sia tutta farina del suo sacco; preferiamo pensare che in questa fase a consigliarlo siano in molti, e purtroppo spesso privi della capacità e lucidità necessarie per fare valutazioni che non pregiudichino assetti futuri e la possibilità di affrontare serenamente la campagna elettorale. Non servono gli aut aut, almeno con noi non servono, dal momento che non prendiamo ordini da nessuno, né ci facciamo condizionare da alcunchè. In molti e da tutte le parti ci contattano e avanzano proposte. Noi ascoltiamo tutti, come è giusto che sia per il rispetto dovuto
alle diverse posizioni politiche. Ma non certo per motivi di oppotunità, in quanto:
1.Siamo contro la mercifi cazione della politica, fenomeno purtroppo alquanto diffuso 2.Siamo un movimento serio – come ampiamente provato - che effettua le proprie scelte con grande senso di responsabilità nel rispetto della città e degli elettori, e solo dopo aver ponderato bene i programmi e le persone che poi dovranno attuarli 3.Ne deriva che chiunque pensi di accelerare la nostra scelta con un altolà
sbaglia, e di grosso 4.Siamo abituati a rispettare il mandato conferitoci dagli elettori anche a costo di sacrifi care aspirazioni personali, come crediamo di avere dimostrato in questi anni. Così come siamo abituati a fare un passo alla volta. Una cosa è il mandato che sta per terminare, un’altra cosa è quello successivo. Nel primo non c’era il rinnovo automatico per il secondo. 5.Per potere affrontare con forza la prossima campagna elettorale, ed acquisire la consapevolezza che vincere si può, va analizzato con estrema obiettività il lavoro fatto in questo lustro. Operare in termini di continuità e selezione, per salvare e valorizzare le cose buone,
individuare ed eliminare le cattive. E ciò vale per tutto e tutti, persone comprese. 6. E infatti, molte cose le abbiamo condivise, altre invece no. E quindi che fare ? Continuare così? Far finta di niente ? O piuttosto, come pensiamo noi, adoperarci
con serietà per eliminare i motivi del divergere? Non è forse questa la cosa più giusta da fare? 7. Se poi si pensa, invece, che tutti debbano inchinarsi ad una sola persona, non sappiamo in base a quale principio, si sbaglia. Anzi diciamo sin da ora che è giusto che ciascuno faccia le scelte che ritiene di dover fare, e per quanto ci riguarda nei tempi che riteniamo opportuni. Senza fretta. Perché la fretta è cattiva consigliera, e non possiamo permetterci di sbagliare quando è in gioco la città e il suo avvenire. 8. Le nostre decisioni le prenderemo quando saremo convinti che la scelta che facciamo è la più giusta, la migliore per Civitavecchia, la città che è nostra per nascita o per elezione, e dove vogliamo continuare a vivere. 9. Noi non interrompiamo di nostra iniziativa il mandato affi datoci dall’elettorato cinque anni fa. Se vuole, ad assumersi questa responsabilità può essere il sindaco. Da parte nostra non amiamo né rompere né cambiare tanto per cambiare: se arriveremo a farlo sarà o perché costretti da altri o perché convinti che sia meglio così.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

martedì 24 gennaio 2012

NUOVA ILLUMINAZIONE A LED


Si è concluso l'intervento a Piazza Verdi riguardante la sostituzione degli impianti di pubblica illuminazione con la tecnologia a Led che consente di ottenere un'elevata luminosità e bassi costi di manutenzione, riducendo così notevolmente la spesa che l'Amministrazione avrebbe dovuto affrontare a fronte degli impianti precedenti.
In tempi relativamente brevi, verranno sostituiti i punti luce ubicati su Lungomare Thaon De Revel fino a Largo Marco Galli. Gli interventi sopra citati sono stati effettuati dalla Soc. Enel Sole senza oneri per l'Amministrazione Comunale.
Si tratta di una serie di interventi mirati a migliorare la qualità della vita dei cittadini che abitano in quella zona e la sicurezza di chi, anche la sera, frequenta una delle più belle passeggiate della nostra città.

Mauro Campidonico – Assessore alle Manutenzioni

lunedì 23 gennaio 2012

IDEE E PROGETTI DIETRO AI NOSTRI SLOGAN


La diversità tra forze politiche emerge con chiarezza già al momento in cui analizzano (esplicitamente o implicitamente) la situazione in cui inseriscono la rispettiva attività. Un compito che per quanto ci riguarda abbiamo sempre ritenuto di importanza fondamentale, e che sempre da noi adeguatamente eseguito, ci permette
di svolgere in modo pertinente e assolutamente originale il ruolo politico che ci
siamo assegnato. Esiste infatti un principio ispiratore della nostra azione che ci ha
guidato sin da quando ci costituimmo in movimento, e che è presente nel nostro statuto. E’ il principio che ci impone di perseguire gli interessi generali, il benessere sociale materiale e morale di tutta la cittadinanza nonostante i frequenti intralci, impedimenti, disturbi, e la stanchezza spirituale che è sempre in agguato. La nostra tesi, l’abbiamo già esposta, è che in città stiamo ancora scontando le conseguenze di un modo di governare - da noi contestato – che si trascina da decenni,
ispirato a metodi e strumenti assolutamente improduttivi. Si va dalla confusione
tra essenziale e accessorio, che induce a collocare gli avvenimenti tutti sullo stesso piano, all’estremizzazione di ogni fatto, alle ricorrenti divisioni intrapartitiche e interpartitiche, alla scarsa attenzione ai fattori di crescita della comunità locale. Noi abbiamo cercato di rappresentare l’alternativa, dimostrando nei fatti di coltivare la trasparenza, il rispetto delle regole, l’uguaglianza, la giustizia, la partecipazione, lo spirito d’iniziativa e di solidarietà.
Per cui, quando fra i tratti distintivi del POLO CIVICO andiamo menzionando la coerenza, non facciamo esercizio di mera propaganda: ci riferiamo sia alla nostra coesione che alla continuità e conformità dei nostri comportamenti ai principi morali e alle idee proposte alla nostra condotta collettiva e individuale. Quando citiamo come altro carattere distintivo del movimento la competenza, non vogliamo citarlo in modo vago e generico: ci riferiamo a quella dote che si consegue a seguito di attitudine, esperienza, applicazione e spirito di sacrificio. Una caratteristica che rifugge quindi dal facile proporsi di taluni a rivestire cariche
pubbliche di grossa responsabilità, e che si estrinseca nella capacità effettiva
di affrontare problemi - talora semplici ma spesso complessi - e di offrire le soluzioni migliori per risolverli. Così pure, quando ricordiamo il requisito dell’onestà, intendiamo esattamente la capacità di svolgere funzioni pubbliche senza utilizzare il potere a fi ni individuali, anche al fine di poter confrontarsi serenamente con alleati e avversari politici, riconoscendo, se del caso, le ragioni degli altri anche quando contrastano con le proprie. Una buona qualità, anche questa non molto diffusa, che può essere accostata al requisito della serietà. E, menzionando l’affidabilità, usiamo il termine nella sua accezione prettamente
politica, per intendere che chi può garantire di saper espletare le proprie funzioni
con competenza ed onestà si pone in una condizione tale da meritare un’assoluta fiducia, mantenendo nel tempo gli impegnipresi con l’elettorato.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

mercoledì 18 gennaio 2012

LETTERA APERTA: AFFISSIONI è ora di intervenire


Civitavecchia, 18 gennaio 2012

Lettera aperta

al Sindaco

p.c.Direttore Generale

Com.te il Corpo Vigili Urbani
Responsabile CENSUM

COMUNE DI CIVITAVECCHIA


AFFISSIONI è ora di intervenire

Caro Sindaco,
ci siamo espressi più volte sul tema della propaganda elettorale per significare l’auspicio che essa assuma finalmente i caratteri di un leale e civile confronto tra forze politiche diverse eppure rispettose delle reciproche posizioni, e si svolga nell’assoluto rispetto della legalità. Mettendo in guardia dai pericoli dell’uso strumentale di ogni e qualsiasi argomento.
Non sta assolutamente avvenendo quello che era nei nostri voti.
Meno che mai in tema di affissione di manifesti, che come abbiamo sottolineato alcuni mesi orsono e ripetuto appena qualche giorno fa (avanzando anche una precisa proposta), invadono prepotentemente ogni zona della città senza che si sappia con quale criterio si utilizzano gli spazi. Noi per non incidere sulla situazione abbiamo utilizzato a pagamento dei 6x3. Se Lei come primo cittadino non interverrà, in breve tempo i manifesti copriranno ogni spazio disponibile moltiplicando l’attuale degrado e provocando un vero scempio del panorama urbano. Su quanto si profilava in tema di affissioni le abbiamo già rivolto formalmente precisi quesiti per avere i necessari chiarimenti. Chiarimenti che non ci sono stati forniti, ma che siamo fermamente determinati ad acquisire per sapere:

quale criterio segue codesta amministrazione per assicurare la par condicio tra partiti/movimenti politici concorrenti e limitare il deturpamento della città;
quali sono gli spazi nei quali essa consente/vieta l’affissione di manifesti aventi fini di propaganda politica;
qual è il numero di manifesti che consente di affiggere a ciascun attore politico;
per quanti manifesti è stata pagata l’imposta su quelli che ora appaiono affissi;
quali sono le sanzioni che ha applicato nei confronti degli eventuali trasgressori;
per mano di chi ha disposto debba/possa avvenire l’affissione;
per mano e a spese di chi debba avvenire la defissione dei manifesti abusivi.

Per meglio significare il senso e l’entità del fenomeno accludiamo alle note dirette al Sindaco e al Comandante dei Vigili Urbani una sintetica documentazione fotografica.
Si fa presente che trascorso inutilmente un congruo periodo di tempo, lo scrivente movimento, una volta constatato che dagli atti preliminari può desumersi l’ipotesi di illeciti non mancherà di prendere ulteriori iniziative in merito.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

Holding: giusto costruirle, sbagliato farle deragliare


Le holding come rimedio alla frammentazione delle società partecipate, al loro indebitamento e alla divaricazione delle politiche societarie: una misura simile a quella adottata anche in tante realtà emiliano-romagnole. Ciò per dire che fu giusto decretarne la costituzione, ma sbagliato non prestare suffi ciente attenzione al loro funzionamento, tanto che oggi i nodi della cattiva gestione vengono al pettine. E a questo punto sarebbe necessario avviare una verifi ca complessiva di questa
rete di imprese per individuare e perseguire le responsabilità. Si era partiti dall’idea di per sé giusta di assicurare all’Ente locale, tramite la totale riorganizzazione delle società partecipate, un effettivo coordinamento, una governance razionale, trasparente ed efficiente, una riduzione dei costi, l’accentramento della gestione contabile e fi nanziaria, e quella dei processi di controllo e amministrazione, degli uffi ci legali, appalti e forniture, nonché
la riduzione del numero degli amministratori.
Si era partiti dalla convinzione che solo così si potevano creare le condizioni per diminuire gli sprechi, le ineffi cienze, i passivi di bilancio. E quindi, distribuendo il rischio d’impresa tra più soggetti, attuando fi nanziamenti cospicui
attraverso partecipazioni a cascata consentire di produrre migliori servizi e più ricchezza. Si pensava - attraverso la creazione di una organizzazione più effi ciente e moderna - di avviare un reale controllo sociale dei redditi procurati dal settore pubblico che aiutasse a superare alcune diffi coltà strutturali cittadine.
Trasformando le partecipate in fattori di dinamismo e di crescita del contesto locale, che, con il senno di poi, si sarebbero rivelati preziosi nel momento di crisi che stiamo vivendo, se solo si considera che la crescita ha bisogno, per instaurarsi, di una macchina più effi ciente che meglio si adatti a un mondo in forte cambiamento come l’attuale. Ma in un’operazione del genere sono gli strumenti
usati o il modo della loro applicazione che permettono di giudicare se nella fase attuativa si conserva l’obiettivo di modificare un dato sistema di rapporti economici o si fi nisce invece per volerlo difendere. Noi come POLO CIVICO abbiamo prestato la dovuta attenzione dicendo no alla ricapitalizzazione di Etm della gestione Romagnuolo, e invece sì alla nomina di Lupi e Fano a capo delle holding. E non ci siamo fatti coinvolgere in modalità di gestione che non condividevamo.
E infatti, l’introduzione delle holding doveva essere accompagnata da una decisione
altrettanto indispensabile, quella di selezionare in modo rigoroso e imparziale i
manager, di mettere insomma gli uomini giusti al posto giusto, e non invece di affi dare le società ad amministratori improvvisati, magari scelti per opportunità politica. E così invece è avvenuto, tanto che ci si è impaludati in una situazione che ha mantenuto un apparato pubblico dal discutibile funzionamento che è un peso per tutti, ma in particolare per coloro che dispongono di meno risorse. E attenti ora alla Fondazione per la Cultura, per non correre lo stesso rischio.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

sabato 14 gennaio 2012

ELEZIONI, NON IMBRATTIAMO LA CITTA’


A distanza di quattro mesi dalle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale il surriscaldamento dell’ambiente politico è evidente. Ancora più evidente è la marea di manifesti che invade ogni muro, ogni pannello, ogni elemento dell’arredo urbano in barba al comune senso del decoro. E in barba al principio di uguaglianza tra formazioni politiche che dovrebbe far parte del bagaglio morale di ogni società che si rispetti e che è sancito dalle norme di legge e dalla Costituzione.
Noi vorremmo evitare che si affrontasse la campagna elettorale allo stesso modo di sempre, con trasgressioni generalizzate, interventi sanzionatori intempestivi e inefficaci, multe occasionali, immancabili condoni successivi che riducono le sanzioni a somme che non riescono neppure parzialmente a rifondere i danni arrecati alla città.
D’altro canto, abbiamo già visto che soluzioni come i patti tra candidati dei diversi partiti in lizza, intesi a porre in essere comportamenti più corretti, all’atto pratico non funzionano, e tutto rischia di svolgersi come sempre.
Perciò avanziamo formale proposta di affidare ad un’agenzia terza il compito di gestire in esclusiva, da subito, tutte le affissioni di natura elettorale.
In pratica funzionerebbe così.
Ogni partito/movimento consegnerebbe il proprio “pacchetto” di manifesti all’organismo incaricato, il quale provvederebbe materialmente ad effettuare la relativa affissione nel rigoroso rispetto degli spazi assegnati.
Non più quindi lo spettacolo indegno dell’attacchinaggio selvaggio, la corsa ad imbrattare le mura cittadine, la guerra all’ultima affissione. Ma una bella e civile competizione tra pari, che permette al cittadino di apprezzare nella sua totalità quanto il panorama politico gli offre in termini di valutazioni anche critiche e di proposta.
Si stamperebbe unicamente la quantità di manifesti che serve, eliminando drasticamente la parte eccedente. Sarebbe questo anche un modo di tagliare i costi della politica e di rispettare la città. Pensiamoci e decidiamo nella sede competente.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 12 gennaio 2012

NO ALLE CRITICHE GRATUITE


Accettiamo di buon grado le critiche, purché siano appropriate. E comunque riteniamo che prima di ipotizzare inadempienze o ritardi sia opportuno attingere informazioni presso gli uffici competenti.
Infatti, i lavori per l’installazione di un impianto di deumidificazione al “Geodetico” di San Gordiano sono regolarmente iniziati il 9 gennaio scorso, come preannunciato. Quindi alle parole sono seguiti i fatti.
In secondo luogo, ci risulta che in tempi recenti non vi sono state disfunzioni di apprezzabile durata sugli impianti semaforici: e che anzi un guasto verificatosi la mattina dell’11 u.s. è stato riparato nello stesso pomeriggio. I semafori sono sì obsoleti, ma in quanto la loro installazione risale a precedenti consiliature, e sono pochi solo perché residuali, dal momento che questa Amministrazione ha opportunamente scelto di sostituirli gradualmente con rotatorie, per ricavarne i benefici di una sensibile fluidificazione del traffico, dell’abbattimento degli inquinanti e dell’eliminazione dei costi manutentivi dei detti impianti.
E allora ? Non c’è nulla di nulla. Si critica per criticare.
Per cui è evidente che si va facendo campagna elettorale anche coi tentativi di denigrazione operati magari tramite la penna di qualche articolista.

Mauro Campidonico - Assessore alle Manutenzioni

VIALE DELLE STERLIZIE: RIPARTONO I LAVORI


Ripartono i lavori su Viale delle Sterlizie dopo lo stop del periodo natalizio e la risoluzione di inconvenienti riscontrati dalla società esecutrice del lavoro.
Verrà completato il marciapiede, laddove è maggiormente ammalorato, su entrambi i lati dell’arteria stradale con la tecnica dell’abbattimento delle barriere architettoniche, successivamente si passerà al rifacimento dello spartitraffico centrale e del manto stradale.

Mauro Campidonico – Assessore alle Manutenzioni

martedì 10 gennaio 2012

VIA BUONARROTI, VIA BERNINI SI RIFANNO IL LOOK


Continua l’opera di riqualificazione, da parte di questo Assessorato, di alcune delle arterie cittadine maggiormente percorse, infatti stanno per essere avviati i lavori di rifacimento di tre strade centrali di notevole importanza quali Via Buonarroti, Via Bernini e per ultimo, ma non per minore importanza, parte di Via Calisse.
Si procederà con la messa in sicurezza e la realizzazione di nuovi marciapiedi, laddove sono maggiormente ammalorati, con il sistema, ormai da questo Assessorato consolidato, dell’abbattimento delle barriere architettoniche consentendo, in tal modo, un camminamento pedonale sicuro e privo di ostacoli. Successivamente verrà effettuato il rifacimento del manto stradale delle suddette arterie che vide la sua ultima realizzazione molti anni fa.
Il costo dell’opera ammonta a complessive euro 295.000,00 e verrà realizzata dalla SIAD Autotrasporti e Scavi.
Oltre alle aree centrali questo Assessorato ha voluto dedicare progetti anche alle periferie, infatti a breve inizieranno i lavori di riqualificazione del quartiere Campo dell’Oro: verrà effettuato il rifacimento del manto stradale, i camminamenti pedonali e i piazzali di Piazzale Buozzi, Via Grandi, Via Turati, Via Don Minzioni e Viale De Gasperi.

Mauro Campidonico – Assessore alle Manutenzioni

POLITICA E CAPITALE UMANO CONTRO LA CRISI E PER PROMUOVERE LO SVILUPPO


Il trauma strutturale subito dall’economia mondiale continua a far sentire i suoi effetti con forme e dimensioni diverse in relazione alle specificità di ciascuna nazione. In tale frangente i paesi industrializzati devono confrontarsi con quelli in forte crescita economica e gestire in qualche misura le problematiche della parte di mondo rimasta indietro nella corsa al progresso economico e sociale. Si vive, insomma, una situazione estremamente travagliata e difficile, caratterizzata da aspetti a dir poco drammatici in termini di disuguaglianze, povertà, carestie e conflitti locali.
Per quanto riguarda l’Italia, è inevitabile che qui, avendo i partiti fatto flop nel compito di concordare efficaci provedimenti anticrisi, ci si sia decisi a delegare in extremis a un governo tecnico il compito di introdurre il necessario rigore nei conti pubblici, adottando una visione strategica del futuro basata sul conseguimento del pareggio di bilancio e sul rilancio dell’economia. E si è ora in attesa che le prime misure adottate in stretto collegamento con le autorità europee per contenere gli squilibri, i privilegi, l’evasione fiscale, le speculazioni finanziarie, il calo di credibilità e rendere più libero e concorrenziale il mercato producano gli effetti sperati.
Ma anche a livello locale la situazione non è delle più semplici e richiede interventi di carattere straordinario ispirati ad una visione di lungo periodo. Per cui s’impone che tutto quanto compete al settore amministrativo ed economico pubblico vada gestito con il criterio del buon padre di famiglia, che dev’essere profittevole per le generazioni successive e non solo nell’immediato. Quindi l’economicità e la correttezza (e i conti a posto) sono i presupposti indispensabili della ripresa, così come l’oculato utilizzo dei finanziamenti europei, statali e degli enti locali. La politica è chiamata in pari tempo ad accantonare la litigiosità per agevolare, invece, il recupero dei ritardi che si registrano nella cultura, nella ricerca e nell’innovazione tecnologica. Partendo dalla considerazione che i privati, in linea di massima, non sono restii ad operare investimenti nella sfera pubblica, sarebbe assolutamente auspicabile che il settore bancario e assicurativo si rendesse disponibile a dare una mano, impegnandosi in progetti coerenti con una strategia generale finalizzata ad esaltare l’altro capitale, quello umano. Nella convinzione che il benessere materiale ed economico dipende anche dall’apporto di quelle risorse invisibili, quali la cultura, l’arte, la conoscenza, l’esperienza e la professionalità, che sono veicolate dal capitale uomo. E che ottenendo risultati su tale versante si diventerà veramente padroni delle leve dello sviluppo, anche economico, della nostra società. Perché si affronteranno le problematiche con una mentalità diversa, intimamente convinta, ad esempio, che la crescità economica è più che mai affidata, in questo momento, all’adeguatezza delle infrastrutture, che ne costituiscono l’asse portante. In particolare per il porto di Civitavecchia, per il quale sembra essenziale che politica, imprenditoria e forze sociali moltiplichino gli sforzi per raccordarlo adeguatamente e presto con il territorio. E sarà logico convenire che la realizzazione di un’idonea rete infrastrutturale, oltre ad impattare direttamente sul PIL e sull’occupazione, è suscettibile d’incidere in maniera determinante e duratura sullo sviluppo del Paese e del nostro territorio. Per cui è da condividere la strategia intesa a focalizzare le energie su un numero ristretto di opere assolutamente prioritarie e da realizzare subito, e a semplificare l’iter di approvazione del progetto definitivo così da ridurre i tempi della realizzazione. E in tutta naturalezza si terranno i riflettori puntati sulla fase attuativa delle infrastrutture viarie avviate, in particolare sui lavori dei lotti Civitavecchia -Tarquinia del corridoio tirrenico e Cinelli-Monte Romano della trasvarsale per Orte, per sapere come procedono, anche in vista della costruzione dei tratti che servono a completare le due importantissime arterie. E, se è vero come è vero che due mesi fa l’assessore regionale Malcotti dichiarava che stava predisponendo la prosecuzione verso nord dell’autostrada in direzione di Montalto di Castro, c’è da sapere quale sia stato l’esito di un tale impegno. E sarà ovvio rivolgere altrettanta attenzione alle novità che potrà riservare all’Alto Lazio l’intervento che il Governo ha già annunciato sugli aeroporti.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

domenica 1 gennaio 2012

AMBULANZE SENZA MEDICO, UN RISCHIO INACCETTABILE


E’ di questi giorni la notizia che dal 1° gennaio 2012 – salvo proroga che comunque non si prevede di durata apprezzabile - in forza di quanto deciso dall’ARES, che è poi l’azienda regionale che si occupa dell’emergenza sanitaria, le due ambulanze del 118 operanti a Civitavecchia, nonché a Santa Marinella, Allumiere e Tolfa, effettueranno i loro interventi senza più avere il medico a bordo.
Sembra inoltre in forse la permanenza della postazione fissa ubicata presso la centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, che è anch’essa attualmente munita di ambulanza con infermiere e medico. Ciascuno potrà farsi un’idea delle implicazioni di quanto si apprende.
Per quanto ci riguarda siamo portati a credere che si tratti di una decisione inaccettabile, anche in tempi di crisi conclamata come l’attuale.
Infatti, la mancanza del medico a bordo vorrà dire non disporre, in caso di eventi gravi ed urgenti, di chi possa impartire le più appropriate e tempestive cure di primo soccorso, spesso decisive ai fini del buon esito delle terapie più complesse che successivamente verranno erogate dalle strutture ospedaliere.
Sarà il caso che l’Ente Regione si convinca che non è questo il modo di procedere quando si confronta con il compito ingrato di realizzare risparmi nel settore sanitario. La via maestra è quella intesa ad eliminare per quanto possibile gli sprechi e i duplicati.
Senza entrare più di tanto nello specifico ci sembra più giusto cercare di razionalizzare la spesa pubblica ottimizzando, coordinando e riorganizzando ciò che già esiste. Far rendere al meglio le risorse umane e di capitale, stipulando all’occorrenza convenzioni per coprire adeguatamente alcuni ambiti delle proprie competenze. Non si possono invece tagliare aspetti irrinunciabili dei propri servizi.
La remissione degli interventi di risparmio deve essere minima per il cittadino, dal momento che - è inutile dirlo - il funzionamento della sanità non è certo un optional ma un aspetto essenziale del benessere di un popolo.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO