
A distanza di quattro mesi dalle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale il surriscaldamento dell’ambiente politico è evidente. Ancora più evidente è la marea di manifesti che invade ogni muro, ogni pannello, ogni elemento dell’arredo urbano in barba al comune senso del decoro. E in barba al principio di uguaglianza tra formazioni politiche che dovrebbe far parte del bagaglio morale di ogni società che si rispetti e che è sancito dalle norme di legge e dalla Costituzione.
Noi vorremmo evitare che si affrontasse la campagna elettorale allo stesso modo di sempre, con trasgressioni generalizzate, interventi sanzionatori intempestivi e inefficaci, multe occasionali, immancabili condoni successivi che riducono le sanzioni a somme che non riescono neppure parzialmente a rifondere i danni arrecati alla città.
D’altro canto, abbiamo già visto che soluzioni come i patti tra candidati dei diversi partiti in lizza, intesi a porre in essere comportamenti più corretti, all’atto pratico non funzionano, e tutto rischia di svolgersi come sempre.
Perciò avanziamo formale proposta di affidare ad un’agenzia terza il compito di gestire in esclusiva, da subito, tutte le affissioni di natura elettorale.
In pratica funzionerebbe così.
Ogni partito/movimento consegnerebbe il proprio “pacchetto” di manifesti all’organismo incaricato, il quale provvederebbe materialmente ad effettuare la relativa affissione nel rigoroso rispetto degli spazi assegnati.
Non più quindi lo spettacolo indegno dell’attacchinaggio selvaggio, la corsa ad imbrattare le mura cittadine, la guerra all’ultima affissione. Ma una bella e civile competizione tra pari, che permette al cittadino di apprezzare nella sua totalità quanto il panorama politico gli offre in termini di valutazioni anche critiche e di proposta.
Si stamperebbe unicamente la quantità di manifesti che serve, eliminando drasticamente la parte eccedente. Sarebbe questo anche un modo di tagliare i costi della politica e di rispettare la città. Pensiamoci e decidiamo nella sede competente.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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