
E’ di questi giorni la notizia che dal 1° gennaio 2012 – salvo proroga che comunque non si prevede di durata apprezzabile - in forza di quanto deciso dall’ARES, che è poi l’azienda regionale che si occupa dell’emergenza sanitaria, le due ambulanze del 118 operanti a Civitavecchia, nonché a Santa Marinella, Allumiere e Tolfa, effettueranno i loro interventi senza più avere il medico a bordo.
Sembra inoltre in forse la permanenza della postazione fissa ubicata presso la centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, che è anch’essa attualmente munita di ambulanza con infermiere e medico. Ciascuno potrà farsi un’idea delle implicazioni di quanto si apprende.
Per quanto ci riguarda siamo portati a credere che si tratti di una decisione inaccettabile, anche in tempi di crisi conclamata come l’attuale.
Infatti, la mancanza del medico a bordo vorrà dire non disporre, in caso di eventi gravi ed urgenti, di chi possa impartire le più appropriate e tempestive cure di primo soccorso, spesso decisive ai fini del buon esito delle terapie più complesse che successivamente verranno erogate dalle strutture ospedaliere.
Sarà il caso che l’Ente Regione si convinca che non è questo il modo di procedere quando si confronta con il compito ingrato di realizzare risparmi nel settore sanitario. La via maestra è quella intesa ad eliminare per quanto possibile gli sprechi e i duplicati.
Senza entrare più di tanto nello specifico ci sembra più giusto cercare di razionalizzare la spesa pubblica ottimizzando, coordinando e riorganizzando ciò che già esiste. Far rendere al meglio le risorse umane e di capitale, stipulando all’occorrenza convenzioni per coprire adeguatamente alcuni ambiti delle proprie competenze. Non si possono invece tagliare aspetti irrinunciabili dei propri servizi.
La remissione degli interventi di risparmio deve essere minima per il cittadino, dal momento che - è inutile dirlo - il funzionamento della sanità non è certo un optional ma un aspetto essenziale del benessere di un popolo.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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