
E’ stata bella ed esauriente la presentazione - svoltasi venerdì scorso all’Aula Pucci - del progetto di valorizzazione del bacino del Marangone denominato Val Ma Co, che prende il via su proposta dell’Associazione Agraria di Civitavecchia presieduta da Franco Barlafante. Un’opera finanziata dall’Unione Europea e che si avvale del supporto di due società, la Temi e la Gesam, specializzate rispettivamente in ingegneria ambientale e in agronomia. Si è certi che l’azione di recupero del detto territorio e di esaltazione della biodiversità andrà senz’altro ad incidere profondamente sull’assetto della vallata.
La principale considerazione che è giusto fare in ordine alla concreta attuazione dell’iniziativa attiene allo spirito unitario con cui l’Associazione ha varato questo importante intervento, cosa che fa onore a tutti i consiglieri dell’ente, sia di maggioranza che di minoranza, e potenzia il significato stesso di ciò che si va realizzando. Un approccio che scaturisce dal lodevole impegno profuso, unitamente all’assessore al ramo Roberto Passerini, dal presidente Franco Barlafante, che già al momento dell’impostazione della campagna per l’elezione degli attuali organismi dirigenti dell’Associazione Agraria ha operato secondo lo spirito che ispira da sempre l’attività del POLO CIVICO. Un criterio nuovo, coinvolgente, teso a sollecitare il definitivo superamento degli schemi ideologici secondo i quali si era soliti affrontare appuntamenti del genere. E siamo lieti che si sia affermato questo modo nuovo e più proficuo di svolgere i compiti istituzionali.
Anche perché l’intervento prefigurato, per ora incentrato sulla percorribilità e la sistemazione del suolo, dei fontanili, dei pascoli e sul recupero dell’uliveto, promette sviluppi solo in parte prevedibili, affiancato com’è da una opportuna azione di sensibilizzazione ambientale di cui saranno tramite, ancora una volta, le scuole cittadine. E nel quadrante sud del nostro Comune l’opera assume anche un significato compensativo: costituisce un prezioso contributo alla ricomposizione a terra dello scompenso prodotto a mare, alcuni decenni or sono, dalla costruzione del porto turistico Riva di Traiano.
In un territorio di ridotte dimensioni come quello civitavecchiese dove, come è facile convenire, si è edificato troppo, e le zone verdi svolgono tuttora un ruolo marginale, la sistemazione del bacino del Marangone, che nell’arco di un triennio vedremo ultimata, potrà essere l’esempio trainante di un rapporto più corretto della nostra città con l’ambiente.
Un cambiamento tanto più necessario in quanto, allorquando le infrastrutture di collegamento saranno ultimate, Civitavecchia avrà bisogno di gestire nel modo più appropriato quel po’ di territorio che le rimane, e di attivare ogni opportuna opera di compensazione ai prevedibili fenomeni di congestione indotti dal proliferare delle attività umane.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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