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lunedì 31 gennaio 2011

IN RIFERIMENTO A VIA FONTANATETTA CIRCA LA PUBBLICA ILLUMINAZIONE


Con riferimento all’articolo Via Fontanatetta, problema risolto solo in parte, letto oggi 29.01.11 su codesta testata, la prego voler accogliere e pubblicare le seguenti precisazioni.

“Bene fa la stampa a farsi interprete di determinate esigenze della popolazione; deve però verificare la veridicità delle notizie che gli vengono riferite, e riconoscere puntualmente i meriti della Pubblica Amministrazione ogni volta che essa realizza delle opere, autonomamente oppure stimolata dalle richieste.
Nel caso in parola, ieri sera, per effetto della avvenuta sostituzione delle lampade, i lampioni di Via Fontanatetta, che sono ben 110, erano tutti accesi tranne uno. Lunedì prossimo, poi, si effettuerà la verifica della situazione.
E’ altrettanto vero che l’Ente Provincia, su interessamento del nostro consigliere Alvaro Balloni, ha stanziato la somma di 120mila euro per il totale rifacimento dell’impianto di illuminazione della strada.
E pertanto, il beneficio dell’intervento effettuato sull’illuminazione di quella strada c’è già, la soluzione definitiva è assicurata in tempi presumibilmente brevi”.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 27 gennaio 2011

LO SCONCERTO DI DE PAOLIS


Il consigliere provinciale De Paolis si dice “sconcertato” delle dichiarazioni rilasciate da questo movimento sulle trattative in corso in ordine all’eventuale affidamento della gestione dell’acqua ad AceaAto2. Un tale stato d’animo deriva dal fatto – lo ricordiamo per comodità di chi legge – che questo Direttivo aveva chiarito che nulla di definitivo era ancora accaduto negli incontri sin qui tenutisi sul tema, e che le decisioni sarebbero state prese dal consiglio comunale, quando una ipotesi di intesa fosse stata raggiunta.

Il Nostro contesta.
Non entra nel merito di quale dovrebbe essere un approccio alle decisioni dei pubblici poteri che (a suo dire) possa definirsi autenticamente democratico. Per quanto afferma è facile capire che trattative sull’acqua non debbono proprio esserci, e tutto deve restare così com’è, salvo poi a protestare per i disagi e i dissesti anche economici che la cosa comporta. Quel soggetto totale che per lui è il Partito vuole che soluzione non vi sia, e che tramite referendum ci si professi semplicemente contrari alla cosiddetta privatizzazione.
E le istituzioni ? La pubblica amministrazione e i suoi organi esecutivi ? Sono parole vuote, da scrivere con la lettera minuscola, se non si rassegnano a sottostare alla dittatura dei partiti. Le riunioni indette dalle istituzioni sono da qualificarsi “segrete”, “scorciatoie” inammissibili.
E le sintesi istituzionali ? Non esistono, e comunque non sono certo augurabili.
Da ciò che poi afferma del PD e dei suoi rappresentanti ai diversi livelli organizzativi c’e da ricavare l’ulteriore ammaestramento che la parte deve prevalere sul tutto, le istanze locali dei partiti su quelle di livello superiore.
A questo punto bisogna dire a chiare lettere che quello di De Paolis è un intervento semplicemente demagogico, incompetente, vergognoso, che va a detrimento della politica e di chi la interpreta come servizio al cittadino e si batte con impegno ed abnegazione per procurare esclusivamente un vantaggio alla collettività.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

STORIA DI DUE DONNE


"Viviamo tutti, ma non sappiamo perché e a che scopo; viviamo tutti coll'intento di diventare felici, viviamo tutti in modo diverso eppure uguale". Leggere oggi questa frase su un diario di una adolescente, vissuta oltre mezzo secolo fa, lascia nel lettore un retrogusto d'amaro, soprattutto se l'autrice ha lasciato le sue memorie durante la persecuzione dei nazisti.
La ricerca della felicità in un luogo dove ne fu privata, in un periodo storico avverso a lei come a tutti coloro di origine ebraica che, non rispecchiando uno pseudo-prototipo di individuo ariano, venivano deportati nei campi di concentramento e sottoposti ad ogni tipo di efferatezza fisica e psicologica. Una ragazza cresciuta forse un po' troppo in fretta che molti hanno conosciuto attraverso i suoi scritti: "Il Diario di Anna Frank". Dove la giovane mette a nudo le sue sensazioni, speranze e paure. Il "Diario" diventa un fedele compagno intimo con cui poter confidare i suoi pensieri e, se oggi possiamo leggere questa testimonianza il merito fu, a suo tempo, di Miep Gies: una giovane donna coraggiosa che tentò fino all'ultimo di nascondere Anna e la famiglia Frank dalla persecuzione del regime nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Trascorsi alcuni anni dalla deportazione dell'adolescente, la Gies trovò il "Diario" e lo trattenne a sé con la speranza di riconsegnarlo al proprietario quando avrebbe fatto ritorno. Quell'attesa fu vana, perciò diede gli scritti ad Otto Frank, padre di Anna, che, a sua volta, fece pubblicare l'opera nel 1947. Successivamente Miep Gies ottenne il premio Raoul Wallenberg per il coraggio, la nomina a Giusti tra le nazioni. Nel 1994 ricevette l'Ordine al Merito di Germania; l'anno seguente, fu premiata con la medaglia di Yad Vashem e, nel 1997, con il cavalierato dalla regina Beatrice dei Paesi Bassi.Nel Giorno della Memoria vengono ricordati milioni di persone che, seppur visti "diversi", dal regime nazionalsocialista erano "uguali" in quanto esseri viventi e, per questo, vorremmo pensare a quel periodo storico come ad una fotografia in bianco e nero che ritrae il volto della giovane Anna.

Sara Fresi e Valentina Dolci - Responsabili Donne e Giovani Polo Civico

martedì 25 gennaio 2011

RIGUARDO L’ILLUMINAZIONE DI VIA FONTANATETTA


Gli uffici dell’Assessorato alle Manutenzioni, su indicazione dell’Assessore Mauro Campidonico, hanno già segnalato il problema dell’illuminazione di via Fontanatetta al settore Viabilità della Provincia di Roma che, a sua volta, si è preso l’impegno di ripristinare la pubblica illuminazione della suddetta strada provinciale.

Mauro Campidonico – Assessore alle Manutenzioni Ordinarie e Straordinarie

lunedì 24 gennaio 2011

ACQUA: UN PROBLEMA SERIO CHE CON SERIETA’ VA AFFRONTATO


Quanto ieri riportato dalla stampa sulla questione dell’idrico ci lascia letteralmente esterrefatti. Leggendo alcune dichiarazioni ci chiediamo se sia possibile trattare un problema così serio con una tale superficialità, arrivare a parlare di riunioni segrete - anzi “carbonare”- come sono state definite senza alcun approfondimento della notizia, fornire cifre che non stanno né in cielo né in terra, senza operare nessuna verifica e forse al solo scopo di ingenerare preoccupazioni nei cittadini, riferirsi con tanta approssimazione ad Acea ATO 2, che ad oggi rifornisce circa 80 comuni della provincia, quasi fosse una società non trasparente, e infine, su basi tanto inconsistenti, giungere addirittura a chiedere le dimissioni del Sindaco, che se riceverà una opposizione del genere governerà, c’è da giurarlo, altri cento anni. Questa materia va invece affrontata con la ponderazione che merita!
Tutti sappiamo, ma alla luce dei menzionati interventi vale la pena ricordarlo, che la gestione delle acque rappresenta per Civitavecchia un problema di grande portata con cui la città si sta confrontando da date remote senza mai pervenire a scelte risolutive. Anche perché esiste un intreccio complicato tra approvvigionamento, rete distributiva, costi e tariffe, che impone a chi amministra di trattarlo con la massima attenzione, determinazione e serietà. Come per l’appunto sta facendo il governo cittadino.
Il quale ha avviato una serie di incontri sia con Acea ATO2, sia con la Provincia di Roma, per fare tutte le verifiche necessarie e propedeutiche ad un’intesa seria, capace di dare una risposta ampiamente soddisfacente ai cittadini. Altro che storie !
L’unica cosa vera, il resto erano solo notizie prive di qualunque fondamento, è che l’incontro c’è stato, ma - purtroppo per chi credeva di avere scoperto chissà che cosa - si è trattato di uno di quegli incontri che erano stati programmati nell’ultima riunione tenutasi a Roma con l’assessore provinciale Michele Civita e con Acea ATO2 il 17 c.m. per approfondire, appunto, e chiarire, tutti gli aspetti necessari per addivenire ad un accordo. E ciò occorreva a questo punto esplicitare !
Quando poi si parla di rete idrica e di investimenti relativi le dimensioni non sono certo piccole: si tratta di decine di milioni di euro da investire. E’ chiaro? Quando parliamo di personale parliamo di persone che devono essere garantite nel loro rapporti di lavoro e nei loro diritti. Quando parliamo di utenza parliamo di cittadini che devono essere tutelati e garantiti nella erogazione e qualità del prodotto acqua e nelle tariffe. E’ chiaro ?
E’ per questo che condividiamo quanto sta facendo l’Amministrazione comunale, l’assessore alle manutenzioni Campidonico coadiuvato dal consigliere provinciale Balloni, e anche l’assessorato al bilancio, i dirigenti interessati al problema, i rappresentanti delle holding e del Medio Tirreno. Ed è logico, e nessuno ha mai pensato diversamente, che un problema di tale portata debba essere sottoposto, prima di apporre la firma definitiva, al Consiglio comunale.
Un’ultima cosa va detta al movimento dei cittadini (autore della lettera a Napolitano) che riteniamo degno della massima stima e con il quale ci confronteremo appena possibile: stia tranquillo, perché non stiamo lavorando alla vendita del 60% dell’idrico ma alla soluzione definitiva, e speriamo soddisfacente per tutti i soggetti interessati, della questione dell’acqua.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

giovedì 20 gennaio 2011

CDR-Q IN CENTRALE A CIVITAVECCHIA


Non vorremmo che la proposta da noi avanzata di bruciare CDR di qualità elevata nella centrale termica di Torre Valdaliga Nord di risolvesse in una polemica infinita con il Segretario della Fiamma Tricolore, perché se è questo che si prospetta la cosa non ci interessa proprio.
Ciò detto, vogliamo aggiungere solo poche cose a quanto già affermato.
L’analisi di Pedrini si limita a contrastare una tale evenienza, e basta. Nulla suggerisce ai fini del corretto smaltimento dei rifiuti. Non prende in esame le altre fonti d’inquinamento, che sono tante perché tante sono le attività dell’uomo, e quindi non esamina le conseguenze che esse producono sulla salute dei nostri concittadini;
Interpreta la nostra tesi come peggiorativa delle attuali condizioni, quando, come da noi ripetutamente spiegato, è incentrata sul fermo proposito di diminuire le emissioni di CO2 e di combattere e ridurre l’inquinamento nel suo complesso;
Omette di considerare che ad oggi non esistono proposte di smaltimento convincenti, che non creino cioè un inquinamento aggiuntivo, e che la nostra proposta è l’unica che oltre a non accrescere l’inquinamento può procurarci le risorse economiche e gli strumenti per abbatterlo sul serio;
Non serve parlare di argomenti del genere basandosi su analisi incomplete e di parte; serve invece confrontarsi con realismo, senza pregiudizi e spunti polemici, animati unicamente dalla voglia di individuare la soluzione migliore. E noi, per quel che ci riguarda, abbiamo detto sin dall’inizio che la nostra è una proposta di cui sosteniamo con convinzione la validità, ma che ci vedrà combattere per la sua applicazione solo se sarà condivisa dalla popolazione. Abbiamo sostenuto che se condivisione non dovesse esserci avremmo indirizzato le nostre energie per realizzare la soluzione che la città dimostra di approvare.
E’ certo però che Civitavecchia per scegliere deve essere adeguatamente informata sulle varie opportunità che esistono di affrontare il tema dello smaltimento dei rifiuti.
Ed è quanto coerentemente ai detti presupposti abbiamo cercato di fare, preoccupati unicamente della possibilità che possa essere equivocato e stravolto il senso della nostra proposta, in quanto noi a questa nostra città teniamo più di chiunque altro e vogliamo continuare ad abitarci e nelle condizioni migliori.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

martedì 18 gennaio 2011

TRA CAMBIAMENTI E ANTICHE ABITUDINI


Il dibattito apertosi tra esponenti delle varie forze politiche a seguito del fermo applicato dalla Sovrintendenza ai lavori di riqualificazione della Marina unitamente alle dichiarazioni che riguardano la crisi in atto nello scalo marittimo offrono lo spunto per proporre alcune riflessioni.

Da un canto alcuni interventi sembrano prefigurare un cambiamento di rotta da parte di esponenti importanti dell’opposizione circa il modo di intendere la loro funzione rispetto alle varie e distinte modalità di attuazione del programma e di gestione del potere seguite dalla maggioranza. Tanto da avvicinarsi in qualche misura a quelle che sono le nostre convinzioni di sempre, e che ogni volta che ci è stato possibile abbiamo cercato di esporre in termini tali da acquisire la più ampia condivisione della cittadinanza.
Crediamo cioè che non si possa continuare ad impostare il rapporto tra i partiti all’insegna dello scontro, delle invettive e delle manifestazioni di odio nei riguardi di chi nutre convinzioni politiche diverse dalle nostre. Bisogna superare lo stadio della cronica divisione in parrocchie ideologiche, politiche, culturali, economiche e così via, per trovare ad ogni costo un comune denominatore. E’ necessario stemperare la perentorietà delle tesi che andiamo sostenendo per aprirci, se non altro per motivi culturali e metodologici, al dubbio e all’ascolto delle ragioni altrui. Occorre dare adeguato rilievo e spazio ad alcune esigenze che nella pratica politica vengono troppo spesso accantonate, quali il bene comune, l’utilità sociale e l’interesse generale. In tale ottica, va interpretato in modo più corretto il rapporto tra maggioranza e minoranza, nella convinzione che gli eletti dal popolo sono tutti utili al funzionamento del sistema democratico, in quanto tutti chiamati a realizzare, nella distinzione dei ruoli, il bene della città, alla quale sono legati da un patrimonio comune di valori e tradizioni che li debbono unire al di là delle divisioni politiche.
Dall’altro vi sono dichiarazioni di quanti, soffermandosi sui diversi aspetti della crisi che interessa da qualche tempo il porto, esprimono il proprio rammarico per la situazione che vanno riscontrando. Con gli accenti di chi, scientemente, si decide a intervenire a cose fatte, osservando convenienze diverse da quelle suggerite dalla tempistica, limitandosi alla pura constatazione dei fatti. E non intende correlare la progressiva involuzione dell’attività portuale alle tesi pubblicamente sostenute e alla cariche ricoperte ai vari livelli e nei vari ambiti. E che non avendo fatto sentire, quando era il caso di farlo, la sua dissonanza dalle decisioni dell’autorità competente, adesso si convince che la colpa di tutto è della politica.
Ebbene, noi vorremmo aggiungere che la colpa è di una certa politica, quella che non osservando i principi di correttezza e coerenza politica, suggerisce valutazioni e comportamenti che non si sviluppano in piena autonomia dagli interessi di parte e dai pregiudizi ideologici.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

SOLIDARIETA' ALLA COSER


Esprimiamo piena solidarietà alla Coser Sport che per effetto dell’incendio sviluppatosi nottetempo nella struttura di Via della Maratona ha subito gravi danni alla piscina e ai servizi annessi.
Condividiamo la rabbia e lo scoramento provato nell’occasione dagli operatori sportivi calati impensabilmente in una situazione tanto difficile che comporta l’insorgere di immani problemi di ordine economico ed organizzativo.
Ci poniamo comunque a totale disposizione della società sportiva per qualsiasi genere di aiuto ritengano di poter ricevere e auspichiamo vivamente che in tempi rapidi si faccia luce sulle cause dell’evento, e che, nel caso ne venga appurata la natura dolosa, gli autori dell’atto delinquenziale vengano puntualmente perseguiti a norma di legge.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

lunedì 17 gennaio 2011

LED IN QUARTA


Un lungo lavoro in sinergia tra l’Assessorato alle Manutenzioni, guidato da Mauro Campidonico, e la IV Circoscrizione, particolare importanza ha rivestito la collaborazione del Consigliere Circoscrizionale Giuseppe Magro Coordinatore dei Lavori Pubblici, vedrà la luce, in tempi relativamente brevi, l’intervento di installazione di 6 punti luce con illuminazione a LED in Via di Torre Valdaliga.
Si tratta di un rinnovamento tecnologico che Civitavecchia vedrà per la prima volta sul suo territorio. Attraverso l’illuminazione a LED verrà ottenuta un’elevata luminosità, bassi costi di manutenzione e tutto ciò potrà essere ottenuto a costi contenuti grazie ad un finanziamento provinciale ottenuto dal Consigliere Alvaro Balloni che ha creduto in questo progetto. Questa nuova tecnologia che, per la prima volta, sbarcherà nel territorio di Civitavecchia contribuirà notevolmente al miglioramento della vita dei cittadini e della sicurezza degli stessi portando una ventata di luce nuova.

Mauro Campidonico – Assessore alle Manutenzioni Ordinarie e Straordinarie

giovedì 13 gennaio 2011

NOMINATI ED ELETTI I VERTICI DEL POLO CIVICO


In data 12 gennaio scorso, il Consiglio Direttivo del POLO CIVICO, nella composizione scaturita dall’assise congressuale del 12 dicembre 2010, si è riunito sotto la presidenza del Segretario Alvaro Balloni per completare l’assetto dei vertici dell’organismo e rilanciare l’azione politica sui temi di grande attualità ed interesse per la comunità cittadina.
Di seguito le risultanze di quanto deliberato e discusso dai responsabili di questo movimento:

1. Presidente: Castriota Francesco, Vice Presidente: Campidonico Mauro
2. Ufficio di Segreteria: Segretario Balloni Alvaro; Vice Segretari Maiorana Renato e Fresi Giuseppe; membri Grande Gianfranco e Magro Giuseppe
3. Tesoriere: Tassarotti Franco
4. Referenti componente donne e giovani: Fresi Sara e Dolci Valentina.
La Commissione di Vigilanza e Controllo ha nominato suo Presidente Scibilia Roberto.

Nel corso della riunione sono state inoltre vagliate le più rilevanti problematiche cittadine e decise alcune misure atte a convogliare l’azione politica del movimento verso la loro soluzione, nenché a far conoscere ai concittadini, in modo più puntuale ed esauriente, quanto viene operato dal movimento al riguardo.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

LE ACCUSE GRATUITE DI PEDRINI


Pedrini, commentando la preoccupante fuoriuscita dei fumi dalla centrale di Torre Nord, rivolge accuse e anatemi a destra e a manca coinvolgendo anche noi del POLO CIVICO in presunte responsabilità come al solito non provate né provabili, irride alla nostra ipotesi di soluzione senza presentare la sua.
Confermiamo che la nostra proposta si basa su un modo di argomentare ineccepibile, e si dipana alla luce del sole, cioè nel modo esattamente contrario a quello che sostiene il Federale.
Partiamo dal fatto che la presenza di una serie di fattori inquinanti (attività manifatturiere, centrali, navi, traffico automobilistico, ecc.) ha reso la situazione ambientale della città e del comprensorio decisamente compromessa. Ciò è dovuto ad una debolezza di fondo del nostro contesto socio-economico e alle scelte effettuate dal mondo politico. Per inciso, noi non apparteniamo ai partiti che hanno consentito la conversione a carbone della centrale di TVN. Anzi, siamo sempre stati in prima fila nei cortei per scongiurare una tale evenienza. Nel 2003 abbiamo fatto approvare, tra l’altro all’unanimità, dal Consiglio provinciale di Roma un ordine del giorno contro tale trasformazione. Ma alla fine ha vinto chi voleva tale centrale. La centrale, questa servitù esiste, e brucia carbone.
Quanto alla crescente quantità dei nostri rifiuti, dato che il conferimento in discarica non può durare in eterno, a causa dell’inquinamento del sottosuolo che comporta, noi sosteniamo che occorre farsi carico di come smaltirli. Su questo fronte, anche alla luce degli interessi economici presenti nel settore dello smaltimento, non ci conviene giocare una partita basata esclusivamente sui no che rischia di vederci ancora una volta perdenti. Ci conviene adottare invece una soluzione che dimostri che Civitavecchia sa gestire i rifiuti che produce.
E lo fa dotandosi di appositi impianti di trattamento dei RSU, che debitamente autorizzati e operando in ottemperanza alla normativa UNI, produrranno quel CDR di qualità elevata, che a norma di legge viene ora considerato in tutto e per tutto combustibile. Il quale possiede un basso contenuto di umidità, un basso residuo di ceneri e un buon potere calorico che comunque viene aumentato addizionando scarti legnosi e residui agroforestali. La lavorazione dei rifiuti passa attraverso varie fasi intese a separare l’umido dal secco e dai metalli, a stabilirne la dimensione, la miscelazione con componenti ad alto valore energetico, il confezionamento nelle forme idonee al trasporto. Previa stipula di una convenzione con Enel che obbliga l’azienda ad utilizzare nella misura massima del 5% esclusivamente il CDR-Q prodotto dalla città dietro il pagamento di adeguato corrispettivo, il prodotto viene consegnato alla centrale.
Andiamo cioè a suggerire una soluzione che non aggrava ma anzi alleggerisce il carico d’inquinamento (meno CO2, meno composti organoclurati, ) e che attraverso le risorse economiche che procura fa attestare su percentuali di almeno il 30% la raccolta differenziata, riduce l’utilizzo dela discarica, può attivare misure di contrasto all’inquinamento e di riequilibrio ambientale, far nascere attività economiche legate alla trasformazione dei rifiuti creando così occupazione e reddito. Una soluzione, insomma, che trasforma un problema in una opportunità, come è già avvenuto in altre città.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

mercoledì 12 gennaio 2011

POLITICI E DROGA


La notizia del coinvolgimento di uomini politici locali (non necessariamente amministratori) nell’inchiesta sul consumo di droga recentemente svolta della magistratura è qualcosa che fa veramente riflettere, e fa nascere serie preoccupazioni sull’affidabilità ed autorevolezza del sistema rappresentativo locale. Dà ragione a quanti sostengono la necessità che un rischio del genere debba essere scongiurato con il ricorso a sistemi oggettivi di controllo.
Ebbene, il volontario assoggettamento di esponenti delle forze politiche a prove atte ad escludere l’assunzione di sostanze stupefacenti è volto palesemente a rassicurare la citta sull’operato di chi la rappresenta, operato che dev’essere esemplare, limpido e libero da condizionamenti di qualsiasi genere. Diretto a fornire ai cittadini, proprio in un momento in cui la fiducia nel corretto funzionamento delle istituzioni sembra essere giunta a livelli estremamente bassi, quel minimo di garanzia e di fiducia indispensabile e ricucire i rapporti sfilacciati tra rappresentanti e rappresentati. Ad evitare illazioni e deprecabili generalizzazioni, che sicuramente non aiutano a stabilire quel clima di autentica collaborazione che occorre per attivare i tanto auspicati processi di crescita e sviluppo della comunità locale.
E sono per l’appunto considerazioni del genere che hanno suggerito alla massima assise cittadina di approvare, nel 2010, la mozione presentata dal consigliere Alvaro Balloni che suonava come invito ai consiglieri comunali a sottoporsi volontariamente ai test antidroga e a renderne pubblici i risultati.
Sulla base dei motivi richiamati, ci sembra assolutamente impossibile liquidare la questione dicendo che la proposta di un test volontario sui “nostri” uomini politici, nella cui accezione rientrano, si badi bene, non solo gli eletti consiglieri, sia comunali che circoscrizionali, ma anche tutti coloro che rivestono cariche di responsabilità in seno alle forze politiche, è inutile e populista.
Anzi, alla luce delle notizie riferite in premessa, considerata l’urgenza di sgombrare il campo da sospetti che proprio per essere così indefiniti non consentono di essere confutati e però ingenerano un diffuso discredito, pensiamo che la stessa Amministrazione comunale dovrebbe assumere l’iniziativa di sostenere le spese relative all’effettuazione dei test, la cui attendibilità è talora commisurata alla dimensione dei costi, che nel caso di quello dei bulbi capillari sono piuttosto elevati. E potrebbe farlo magari stipulando una convenzione con strutture sanitarie che per la loro natura e il loro prestigio diano tutte le garanzie del caso a costi relativamente contenuti.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

martedì 4 gennaio 2011

QUEI RINGRAZIAMENTI PARZIALI


Ha rivolto ringraziamenti praticamente in tutte le direzioni Mauro Mandolesi nel suo recente commiato dal vertice dell’UNITALSI, con la sua carrellata di citazioni che non si limitano all’attualità ma risalgono a ritroso nel tempo sino all’amministrazione comunale De Sio. Espressioni di gratitudine che paiono doverose nei confronti di istituzioni, enti e persone che hanno dimostrato sensibilità ai problemi da lui affrontati in prima persona.
Ma una dimenticanza c’è stata: la consegna alla benemerita associazione di un pulmino da utilizzare per gli spostamenti dei soggetti disabili acquistato dal Comune in conseguenza di un finanziamento finalizzato dell’ente Provincia di Roma al tempo della Giunta Moffa. Finanziamento deliberato proprio per l’assiduo interessamento dello scrivente Alvaro Balloni, allora come oggi consigliere provinciale.
Vi fu la presa d’atto di quanto avvenuto e l’espressa soddisfazione del destinatario della fornitura.
Ora, se si fosse trattato di qualcosa di meno conto o di utilità meramente accessoria, come ad esempio di un elemento di arredo, pazienza. Ma come si fa a dimenticare l’elargizione di un mezzo dall’importanza determinante ai fini dello svolgimento dell’attività sociale davvero non si capisce. Né si comprende come una omissione di questo tipo possa incentivare i vari soggetti alla generosità, sentimento purtroppo poco diffuso su cui però si fondano legami sociali tanto essenziali e insostituibili.

Alvaro Balloni - Consigliere Provinciale