
Quanto ieri riportato dalla stampa sulla questione dell’idrico ci lascia letteralmente esterrefatti. Leggendo alcune dichiarazioni ci chiediamo se sia possibile trattare un problema così serio con una tale superficialità, arrivare a parlare di riunioni segrete - anzi “carbonare”- come sono state definite senza alcun approfondimento della notizia, fornire cifre che non stanno né in cielo né in terra, senza operare nessuna verifica e forse al solo scopo di ingenerare preoccupazioni nei cittadini, riferirsi con tanta approssimazione ad Acea ATO 2, che ad oggi rifornisce circa 80 comuni della provincia, quasi fosse una società non trasparente, e infine, su basi tanto inconsistenti, giungere addirittura a chiedere le dimissioni del Sindaco, che se riceverà una opposizione del genere governerà, c’è da giurarlo, altri cento anni. Questa materia va invece affrontata con la ponderazione che merita!
Tutti sappiamo, ma alla luce dei menzionati interventi vale la pena ricordarlo, che la gestione delle acque rappresenta per Civitavecchia un problema di grande portata con cui la città si sta confrontando da date remote senza mai pervenire a scelte risolutive. Anche perché esiste un intreccio complicato tra approvvigionamento, rete distributiva, costi e tariffe, che impone a chi amministra di trattarlo con la massima attenzione, determinazione e serietà. Come per l’appunto sta facendo il governo cittadino.
Il quale ha avviato una serie di incontri sia con Acea ATO2, sia con la Provincia di Roma, per fare tutte le verifiche necessarie e propedeutiche ad un’intesa seria, capace di dare una risposta ampiamente soddisfacente ai cittadini. Altro che storie !
L’unica cosa vera, il resto erano solo notizie prive di qualunque fondamento, è che l’incontro c’è stato, ma - purtroppo per chi credeva di avere scoperto chissà che cosa - si è trattato di uno di quegli incontri che erano stati programmati nell’ultima riunione tenutasi a Roma con l’assessore provinciale Michele Civita e con Acea ATO2 il 17 c.m. per approfondire, appunto, e chiarire, tutti gli aspetti necessari per addivenire ad un accordo. E ciò occorreva a questo punto esplicitare !
Quando poi si parla di rete idrica e di investimenti relativi le dimensioni non sono certo piccole: si tratta di decine di milioni di euro da investire. E’ chiaro? Quando parliamo di personale parliamo di persone che devono essere garantite nel loro rapporti di lavoro e nei loro diritti. Quando parliamo di utenza parliamo di cittadini che devono essere tutelati e garantiti nella erogazione e qualità del prodotto acqua e nelle tariffe. E’ chiaro ?
E’ per questo che condividiamo quanto sta facendo l’Amministrazione comunale, l’assessore alle manutenzioni Campidonico coadiuvato dal consigliere provinciale Balloni, e anche l’assessorato al bilancio, i dirigenti interessati al problema, i rappresentanti delle holding e del Medio Tirreno. Ed è logico, e nessuno ha mai pensato diversamente, che un problema di tale portata debba essere sottoposto, prima di apporre la firma definitiva, al Consiglio comunale.
Un’ultima cosa va detta al movimento dei cittadini (autore della lettera a Napolitano) che riteniamo degno della massima stima e con il quale ci confronteremo appena possibile: stia tranquillo, perché non stiamo lavorando alla vendita del 60% dell’idrico ma alla soluzione definitiva, e speriamo soddisfacente per tutti i soggetti interessati, della questione dell’acqua.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO