Insieme per il "PROGETTO CIVITAVECCHIA" Ideare e Realizzare Oltre i Colori della Politica

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martedì 27 dicembre 2011

QUELLO CHE VI ABBIAMO PORTATO PER LE FESTIVITA' NATALIZIE


Nel mese di Dicembre molti problemi da tempo affrontati sono stati risolti grazie all'azione del Polo Civico, rappresentato a livello locale sia dall'Assessore alle Manutenzioni Mauro Campidonico che dal Consigliere Alvaro Balloni, nostro rappresentante anche in Provincia.
Una soluzione che renderà più sereni gli abitanti delle zone periferiche è quella del problema delle Strade Vicinali: strade il cui suolo è di proprietà privata ma che sono soggette al pubblico transito come ad esempio strade di collegamento tra strade comunali o provinciali o statali; strade in cui esistono servizi di interesse pubblico, quali scuole, edifici di culto, uffici e servizi comunali, ecc.. Infatti nel consiglio comunale del 22 Dicembre c.a. è stato approvato all'unanimità, maggioranza e opposizione, il Regolamento per la Gestione delle Strade Vicinali, in virtù del quale l'Amministrazione Comunale avrà lo strumento giuridico per poter concorrere alla manutenzione delle strade interessate, in accordo con gli abitanti.
Altro importante risultato è la messa in funzione dei Varchi Elettronici, che impediranno ai mezzi pesanti l'accesso e il transito nel centro della città pena salatissime multe, eliminando parte dei problemi del traffico veicolare e dell'inquinamento dell'aria. È necessario sottolineare che queste due realizzazioni sono nuove di zecca, perché a Civitavecchia provvedimenti in tal senso non erano stati mai adottati.
Terzo risultato conseguito è l'attivazione di un finanziamento provinciale di euro 145.000 su proposta del Consigliere Provinciale Alvaro Balloni per il progetto riguardante i lavori di adeguamento dell’ecocentro comunale ubicato in via Alfio Flores snc (Zona Industriale).
Quarto, l'illuminazione di Via Fontanatetta realizzata con il contributo della Provincia che ammonta a circa euro 130.000 su proposta del Consigliere Provinciale Alvaro Balloni, al cui merito, rispetto all'impegno profuso, va anche il finanziamento di euro 50.000 della Provincia per l'allargamento e la messa in sicurezza del tratto della Strada Braccianese Claudia all'ingresso del Nuovo Cimitero, intervento resosi necessario per il transito veicolare e pedonale notevolmente aumentato in quella zona.
Possiamo dichiararci soddisfatti di aver chiuso l'anno 2011 in maniera proficua per noi del Polo Civico e per la Città tutta, anche se ci rendiamo conto che molto c'è ancora da fare... se ce lo consentirete.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL POLO CIVICO

venerdì 23 dicembre 2011

UN MONDO DI LUCE A COSTO ZERO


Un Mondo di Luce a Costo Zero… è il progetto proposto dalla Soc. Beghelli Servizi S.r.l. e accolto dall’Assessorato alle Manutenzioni.
Si tratta di una sperimentazione che, a breve e per la prima volta, prenderà luce nel plesso “Scuola Media Calamatta” sita in Via Don Milani. Il nuovo impianto prevede l’installazione di corpi illuminanti di nuova generazione, che garantiranno, un risparmio energetico ed una migliore qualità illuminotecnica.
I vantaggi saranno quelli di ottenere un maggior confort visivo; risparmio energetico fino al 70%; salvaguardia ambientale grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti attraverso i processi produttivi di energia, il tutto in linea con le direttive comunitarie e nazionali in materia di risparmio energetico.
La Soc. Beghelli Servizi S.r.l. si occuperà, oltre che dell’installazione, anche della manutenzione ordinaria e straordinaria dei corpi illuminanti, anche qualora potrebbero esserci eventuali rotture e/o esaurimento dei tubi fluorescenti, per tutta la durata della convenzione (10 anni a partire dalla sostituzione dei precedenti impianti), il tutto senza oneri per l’Amministrazione Comunale con un introito del 10% sul totale del risparmio energetico.
Questa sperimentazione vuole essere un passo in avanti per quanto riguarda la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto per chi vive quotidianamente la scuola, con un’attenzione maggiore per la qualità dell’illuminazione di tutti gli ambienti, sia quelli deputati allo svolgimento delle lezioni, che quelli destinati alle segreterie ed al personale amministrativo. Al termine della sperimentazione, che sarà monitorata per un periodo di 10-12 mesi, tali applicazioni saranno adottate per tutti i plessi scolastici comunali.

Mauro Campidonico – Assessore alle Manutenzioni

mercoledì 21 dicembre 2011

REALIZZAZIONE ROTATORIA STRADA MEDIANA INTERSEZIONE VIA DELLA POLVERIERA


Sono iniziati i lavori riguardanti la realizzazione della rotatoria ubicata tra la Strada Mediana intersezione Via della Polveriera; si tratta di un progetto co-finanziato dalla Regione e dall’Amministrazione Comunale.
In questa prima fase è stata delimitata l’area di cantiere con la chiusura parziale di Via della Polveriera, necessaria per dare l’avvio alle operazioni preliminari; nella seconda fase, si procederà alla realizzazione della rotatoria con la chiusura parziale della Strada Mediana per consentire i lavori necessari per l’ultimazione finale.
Tale opera ha il quadruplice obiettivo di: diminuire il percorso di coloro che quotidianamente si immettono su Via della Polveriera per raggiungere gli istituti scolastici, gli edifici di culto, gli impianti sportivi e le attività commerciali; diminuire le emissioni di gas inquinanti rilasciate dai veicoli in transito; diminuire la velocità di coloro che percorrono la Strada Mediana; aumentare la sicurezza dei cittadini che, alla guida dei veicoli, percorrono le suddette arterie viarie.
Il costo dell’opera ammonta a complessive € 290.000,00 e verrà effettuata dalla Società CO.GE.RO.

Mauro Campidonico – Assessore alle Manutenzioni

QUANDO IL NATALE E’ DIVERSO

Il Natale rappresenta non solo la rievocazione suggestiva della natività, la più importante ricorrenza della Cristianità che noi festeggiamo partecipando ai riti religiosi, dedicandoci ad allestire un po’ dovunque l’albero e il presepe, scambiandoci i regali e tanti altri affettuosi pensieri. Con un insieme di iniziative che comunque ci aiutano a costruire un momento assolutamente diverso rispetto alle festività del resto dell’anno. E’ anche e soprattutto per ciascuno di noi il momento in cui, nell’intimità famigliare, ci si scambiano voti augurali nella speranza che il futuro ci riservi il massimo della felicità e della serenità.
Rappresenta anche e soprattutto l’occasione, oltre che per sentire gli amici, anche quelli con cui abbiamo contatti sporadici, per stare un po’ più di tempo insieme ai nostri cari, per dare affetto e riceverne in cambio. E’ l’occasione per realizzare qualcosa di più e di diverso insieme con i propri cari e tutti gli amici. Ed è proprio ciò che rende magica questa festività in cui l’Amore e la Fede si esprimono in tutta la loro forza. In cui i momenti conviviali hanno tutta la loro significativa importanza perché la possibilità di sedere a tavola con più persone ci permette di aprirci di più e di fare, insieme a loro, riflessioni più profonde su ciò che accade e ci circonda. Tutto ciò è bello, ci rende felici, e ci fa aprire il cuore agli altri. E’ questa la forza vera del Natale. Non è importante cosa c’è sulla nostra tavola, è importante ciò che sta nel nostro cuore, è fondamentale quanto amore si riesce a dare. Dare e ricevere regali fa piacere, senz’altro, ma dare e ricevere amore è qualcosa di straordinario che rende veramente felici.
Il problema nasce proprio qui, quando non tutte le persone alle quali tu vorresti dare amore possono essere vicine a te. Allora ti è ancora più chiaro il fatto che il Natale che ora ricorre non può essere uguale a quelli che lo hanno preceduto; semmai può essere uguale a quelli che seguiranno. Purtroppo la realtà è questa: quando una persona cara scompare, manca nella vita di tutti i giorni, manca ancor più in questo periodo. E così ti viene naturale pensare a quanto eri felice quando si stava tutti insieme, quanto ti rendeva felice il sorriso di chi ora non c’è più, quanto invece adesso ti manca. Ora si può rivolgere a colui che è scomparso soltanto il proprio personale pensiero, la propria preghiera nella speranza che Lui sia felice lassù come lo era qui tra noi, non gli si può dare il proprio abbraccio, stringerlo forte, dargli un bacio sulla guancia. Non è più possibile sentirsi dire, come nel mio caso dal caro Andrea, “papà ti voglio bene”. Ecco perché per me, per mia moglie, per mio figlio, per mia madre, per gli zii, i cugini, così come per Ramona, per Mauro e Marina e per tutti quelli che si trovano nella nostra stessa condizione sarà un Natale diverso, un Natale in cui non mancherà né l’amore, né la fede, ma mancherà una persona importante, una persona speciale, la sua cara presenza fisica. Ci dovremo accontentare di saperlo comunque vicino a noi e di sentirlo dentro di noi nel nostro cuore.
Voglio rivolgere a voi tutti in questa circostanza soltanto poche parole: vogliatevi bene, date affetto ed amore ai famigliari, parenti ed amici perché è cosa bella e importante. Una società cresce anche se cresce il grado di solidarietà e di amore che esprime. Facciamo in modo che i nostri ricordi siano pieni di buone azioni, di cose e gesti che hanno un valore positivo. La nostra vita sarà così più serena, statene certi.
Ringrazio gli amici del POLO CIVICO che mi hanno dato la possibilità di rivolgere a voi tutti un mio personale pensiero ed augurio: anche se per me è un Natale diverso, voglio che per tutti sia bellissimo, pieno di serenità, di amore e felicità. Felicità. Una parola che ormai non mi appartiene più, ma che chiedo e anzi voglio ci sia sempre presente in abbondanza per ciascuno di voi e per le vostre famiglie. Buon Natale.

Alvaro Balloni

domenica 18 dicembre 2011

CONTRASTARE LA RECESSIONE, PROMUOVERE LO SVILUPPO


Che cosa può fare Civitavecchia nella circostanza di questa crisi economico-finanziaria globale ? Subire passivamente le conseguenze dell’andamento sfavorevole dei mercati in attesa di tempi migliori, e in particolare che le decisioni degli organi nazionali e internazionali producano gli sperati miglioramenti – peraltro al momento poco probabili – o piuttosto attrezzarsi per evitare il peggio ?
Il dilemma è a nostro avviso un falso dilemma da tramutare immediatamente in un imperativo categorico: cogliere l’occasione di ciò che sta avvenendo per sottoporre a severa critica ogni e qualsiasi aspetto del nostro vivere in ambito sociale e in dimensione individuale per introdurvi elementi di radicale cambiamento. Il solo modo possibile per contrastare l’annunciata recessione e promuovere l’auspicato sviluppo.
A questo punto riteniamo non inutile ricordare che in questi ultimi anni il sistema Italia è stato caratterizzato da un crescendo di divisioni interne di carattere politico e sociale, rivelatesi alla prova dei fatti così forti da essere assolutamente incompatibili. E siamo certi che la conflittualità conseguente ne ha prodotto la massima esposizione al morso della crisi e l’evidente cedimento strutturale. Ed è sotto gli occhi di tutti che mentre molte località di piccole e grandi dimensioni risultano fornite di quel tanto di coesione e unità d’intenti che permette loro di confrontarsi con la crisi senza eccessive remissioni, Civitavecchia appare immersa nello stesso clima di difficoltà e incertezza che vive la generalità del Paese, impaniata com’è nelle beghe e nella irresolutezza di sempre. Ancorata a un passato di guerra totale tra forze politiche e sociali, anche circa l’acquisizione/rifiuto di progetti e risorse finanziarie che erano destinate allo sviluppo di settori vitali dell’economia locale, che faceva pagare alla collettività, e ai giovani in particolare, il prezzo del procurato sottosviluppo..
E invece, nella situazione occorre che ogni organismo (di natura politica, amministrativa, sociale, religiosa, culturale, economica, ecc.) si tramuti in centro propulsore dello sviluppo cittadino. E lanci quei messaggi di impegno e di coesione che sinora sono mancati. Nella convinzione che tanto più ci si tutela contro le avversità del futuro quanto più nel nostro agire quotidiano si mettono a frutto tutte le possibilità di crescita.
Ma per far ciò gli organismi di natura pubblica e privata debbono acquisire maggiore credibilità e incisività, funzionando in modo diverso: le riunioni interne e i confronti tra enti e istituzioni debbono tramutarsi in vere e proprie occasioni di incontro volte ad elaborare nuove tesi, liberare energie, preparare i giovani a capire la complessità della vita pubblica in vista di un naturale turnover, interpellare i cittadini sulle loro proposte di intervento, generare non solo coinvolgimento ma fiducia e addirittura entusiasmo. Andare oltre il concetto di tolleranza delle altrui opinioni per sposare quello di arricchimento delle proprie.
In questa nostra società, dove le sedi di discussione e di decisione sono tante, è indispensabile che si operi nel rispetto dei rispettivi ruoli e funzioni, facendo la necessaria distinzione tra criteri generali e decisioni specifiche, senza mai derogare dagli argomenti in discussione. Questa città ha le energie e competenze che servono per migliorarsi e superare il difficile momento che attraversa. Occorre però che le convogli nella giusta direzione.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

venerdì 16 dicembre 2011

LA RIATTIVAZIONE DEI VARCHI ELETTRONICI E' COSA FATTA


Continua l’impegno dell’Amministrazione comunale per contrastare l’annoso problema dell’attraversamento abusivo del centro cittadino da parte dei mezzi pesanti, un fatto che per la sua caratteristica e dimensione compromette l’ordinato scorrimento degli autoveicoli e aggrava sensibilmente l’inquinamento atmosferico.
Come si ricorderà, dopo un periodo di continue e clamorose proteste elevate per evidenziare i disagi causati dall’ininterrotto transito di autotreni lungo le arterie cittadine, nel giugno 2009 un’ordinanza sindacale aveva introdotto il divieto di circolazione dei TIR nel settore centro-meridionale della città.
Per cui si dispose che questi mezzi, unitamente agli autobus di grosse dimensioni, avrebbero dovuto dirottare sulla bretella autostradale. Si prevedevano ovviamente delle deroghe, allo scopo di non penalizzare alcune attività di importanza essenziale sotto i profili economico e produttivo, amministrativo e della sicurezza. Per controllare il rispetto dell’ordinanza si provvide all’impianto di due varchi elettronici alle due estremità dell’abitato, posizionati rispettivamente su Via Aurelia Sud e su Via Terme di Traiano. L’applicazione delle nuove disposizioni aveva inoltre comportato per il locale Comando dei vigili urbani l’espletamento di un complesso lavoro di disamina di una fitta serie di situazioni/comunicazioni/richieste.
Ben presto, però, gli impianti di rilevamento andarono in tilt, tanto da rendere inefficace la disposizione, specie nelle ore notturne.
Recentemente, tuttavia, a seguito dell’ incameramento dei finanziamenti finalizzati al ripristino dei due impianti, acquisiti tramite la partecipazione a un bando emanato dalla Provincia, si è potuti intervenire per la riparazione dei guasti. Possiamo annunciare che il collaudo dei dispositivi è stato felicemente ultimato e il funzionamento delle due stazioni di rilevamento elettronico è finalmente riattivato.

Mauro Campidonico - Assessore alle Manutenzioni

mercoledì 14 dicembre 2011

GOVERNO TECNICO, QUALE IMPATTO SULLE INFRASTRUTTURE?


Tra proteste e scelte impopolari prosegue il cammino del Governo tecnico diretto a sollevare il nostro Paese dallo stato di crisi che lo attanaglia basandosi sui noti tre pilastri, uno dei quali, lo sviluppo, è suscettibile di rivestire un ruolo determinante. Un processo difficile da rimettere in moto quello relativo alla crescita, per il ritardo con cui è stato percepito uno stato di crescente difficoltà economica e finanziaria che si prospetta ora dalle dimensioni epocali e su cui la politica, dimentica delle sue colpe, ora accentra le critiche più nefaste e generalizzate.
Civitavecchia deve porre particolare attenzione all’andamento di questo momento cruciale della vita nazionale in quanto può rimetterci o guadagnarci più degli altri, a seconda di come sarà capace di giocare la carta del potenziamento delle infrastrutture viarie, ferroviarie e aeree.
Il ministro Passera ha varato un vero e proprio piano per lo sviluppo nazionale e assicurato di voler attingere ai fondi europei ancora recuperabili per investirli in infrastrutture, reti digitali e scuole. Di voler intervenire sul CIPE – l’organismo di programmazione economica - per rendere cantierabili ulteriori grandi opere infrastrutturali, alcune delle quali anche menzionate dalla stampa, in aggiunta a quelle recentemente sbloccate per un ammontare di 12,5 MLD. In ciò seguendo l’esempio concreto della Spagna. Ha assicurato un’intesa costante con i colleghi preposti a sviluppo, coesione e istruzione. Il che appare un approccio indubbiamente positivo.
Ma gli intendimenti e le mosse iniziali sono una cosa, il perseguimento costante di un obiettivo un’altra.
Ora, in tema di infradtrutture, la nostra città ha il problema di controllare l’andamento dei lavori di completamento del cosiddetto corridoio tirrenico e della trasversale per Orte - dove come si sa è entrato finalmente in funzione l’interporto - e di perorare la causa del “terzo aeroporto” laziale, la cui localizzazione che noi vorremmo a Tarquinia, è ancora incerta e dipende d’altronde dall’idoneità dei collegamenti via terra.
Civitavecchia deve sapere con certezza se il nuovo esecutivo si adopererà per incidere in positivo sul finanziamento e sull’iter procedurale delle dette opere. E data l’importanza del tema non può semplicemente attendere che le decisioni ci piovano dall’alto, ma deve possibilmente influire perché siano tempestive e vantaggiose: predisporre quanto occorre per utilizzare le opportunità che ne verranno attraverso un’azione di graduale riqualificazione e ammodernamento strutturale della città. Stare al passo con i tempi sotto l’aspetto delle comunicazioni potrà essere un fatto assolutamente significativo ai fini del potenziamento di ogni attività economica e dell’incremento dell’occupazione, anche nel comprensorio.
Purchè siano queste le intenzioni ed anzi le scommesse della nostra classe politica e non invece le astiose contrapposizioni di parte che a nulla conducono se non ad uno screditamento generale della funzione di governo del territorio. Se non si cambia registro a poco varranno i piani per realizzare la piattaforma logistica, gli accordi stabiliti da port Authority con altri stati e scali del Mediterraneo e i protocolli d’intesa con il Comune sui temi più vari, se di fatto in sede locale mancherà la spinta necessaria per raggiungere il risultato che più sta a cuore alla città, che consiste nell’eliminazione della strozzatura procuratale dalla inadeguatezza delle vie di comunicazione.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

sabato 10 dicembre 2011

LA PRIMA SCELTA


Alle prossime elezioni amministrative solo candidati di prima scelta: è questo che noi vogliamo.
Che cosa manca infatti alla nostra città per conseguire quel livello di sviluppo e quel tasso di benessere cui aspira ? I cosiddetti ferestieri sono forse in grado di rispondere alla domanda con più facilità che non gli stessi civitavecchiesi, forse troppo partecipi della realtà locale. A chiunque appare tuttavia evidente che la città non ha ancora imparato a muoversi nel modo giusto per sfruttare appieno i propri punti di forza e affrontare con successo i problemi che la affliggono. Per cui Civitavecchia progredisce sì, ma meno speditamente di quanto potrebbe. Noi, per il modo di condurre la nostra attività pubblica, lontano da ambiguità, contraddizioni e laceranti spaccature interne, determinati a dar voce a settori della società di diversa matrice ideologica che non si vedono rappresentati dai partiti tradizionali, sollecitiamo da tempo una radicale riforma della politica. Convinti che è in sede locale che si migliora - contesti nazionale, europeo e mondiale permettendo - è qui che in vista dell’appuntamento elettorale di primavera vogliamo offrire ai cittadini la possibilità di una scelta di prim’ordine affinché l’elettore esprima un voto convinto ed entusiasta e non di mero ripiego. Precisando sin d’ora i requisiti che a nostro modo di vedere dovranno avere i candidati alla carica di Consigliere e di Sindaco. Per far sì che la politica, che è sempre chiamata a muoversi tra utopia e realtà, produca questa volta le scelte migliori.
Dei Consiglieri comunali irreprensibili sotto tutti i riguardi, al corrente delle problematiche sociali e competenti nel funzionamento della macchina amministrativa. Che considerano il potere non un privilegio ma un servizio alla collettività, immedesimati nella loro funzione, consapevoli delle responsabilità di governo complessivo che li riguardano a prescindere dalla loro appartenenza alla maggioranza o alla minoranza. Che assumono come platea di riferimento l’intero elettorato e quindi si confrontano con gli altri consiglieri anche di partito o schieramento diverso, e dialogano con soggetti pubblici e privati della città. Che traducono in atti concreti queste loro doti e convinzioni. Sensibili alle richieste della cittadinanza ma risoluti nel respingere le spinte che si connotano di particolarismo.
Un Sindaco che si impegna a trarre la sua forza dal sapiente coordinamento delle istanze dei partiti componenti la coalizione. Che ritiene di prendere le distanze dai metodi impositivi e dalla prassi del muro contro muro, cui spesso sospinge l’opposizione indiscriminata ad ogni decisione e proposta, e preferisce adoperarsi per unire una città tradizionalmente divisa su tutto, dai temi economici a quelli urbanistici a quelli ambientali. Che preferisce spiegare la bontà delle sue scelte di governo magari ricorrendo ad un’analisi delle cause di natura culturale e politica che ci hanno condotto alla situazione attuale così da sottrarre il cittadino al conformismo dell’anticonformismo, alla tendenza a intrupparsi nelle idee dominanti, al pressappochismo supponente. Un sindaco deciso a interpretare le esigenze dei ceti svantaggiati in modo assolutamente autentico. Mettendo a nudo le manovre – evidenti in ambito cittadino - di coloro che tutelano il popolo in modo generico, velleitario o demagogico, adulandolo come depositario di tutte le virtù sociali e come vittima del cinico egoismo e dell’immoralità dei ceti dominanti, formulando proposte politiche atte a giustificare il desiderio di rivalsa da parte dei ceti meno abbienti, ma non idonee a incidere effettivamente sui complessi problemi che pone la società moderna. E di quanti avanzano proposte non di rado pretestuose perché sostanzialmente dirette a perseguire fini di mera conquista o mantenimento del potere o a sostenere progetti politici di sostanziale conservazione.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

NOVITA’ ANCHE PER L’ILLUMINAZIONE


E’ fissato per lunedì 12 dicembre l’inizio dei lavori relativi all’impianto di un nuovo sistema d’illuminazione a LED su Piazza Verdi. L’adozione di detta tecnologia rappresenta anche un nuovo modo di affrontare in via sperimentale il problema dell’illuminazione delle aree urbane a Civitavecchia.
In tutta sostanza si provvederà a rimuovere i pali dell’attuale impianto e li si sostituirà con otto nuovi complessi d’illuminazione provvisti di sostegni alti otto metri e culminanti con due fanali che illumineranno in modo uniforme sia il giardino che la zona stradale.
Lo stesso genere di riqualificazione si estenderà quanto prima al Viale Thaon di Revel.

Mauro Campidonico - Assessore alle Manutenzioni

giovedì 8 dicembre 2011

LE RESPONSABILITA' DI MONTI E QUELLE DELLA POLITICA


La corsa del Governo tecnico verso la defi nizione delle misure da inserire nella cosiddetta manovra, e destinate – per quanto asserito - a traghettare il Paese verso il riordino della sua dissestata economia è seguita in ogni realtà del Paese con attenzione, valutando la pesantezza e la scompensata incidenza dei rimedi prescelti che lasciano inalterate alcune aree di privilegio. L’approvazione del provvedimento avviene nella diffusa consapevolezza della gravità della situazione, e in uno stato d’animo che oscilla tra lo scetticismo e la speranza. Borse, spread, prezzo del petrolio e dell’oro, agenzie di rating, banca centrale europea, fondo monetario, proteste degli indignati e di quanti stanno già pagando gli effetti delle speculazioni fi nanziarie scandiscono da noi, ogni giorno, l’andamento della crisi. Generando la convinzione, alla luce dall’amara esperienza che viviamo, che occorre urgentemente intervenire su alcune esasperate manifestazioni del capitalismo se non si vuole soccombere ad una vera e propria catastrofe economica e sociale dalle dimensioni globali.
In Italia, è accaduto un fatto inusitato che merita di essere colto nella sua enorme portata: la politica ha abdicato al compito di intervenire sull’organizzazione e l’amministrazione della vita pubblica perchè non ha inteso assumersi la responsabilità di correggere gli squilibri insostenibili da essa stessa creati.
Ha però incaricato di tanto un Governo di soli tecnici. Nella circostanza dell’esame parlamentare la si vede intervenire nel merito dei singoli provvedimenti usando lo spirito fazioso di sempre, con i distinguo e lo strabismo che l’hanno così profondamente screditata. Con commenti e proposte che paiono prescindere dalla situazione di emergenza che essa stessa ha causato. Si capisce che il politico abituato a frequentare i palazzi del potere è convinto che basti portare un po’ di pazienza per tornare a muoversi, non appena superata l’emergenza, con il metodo di sempre. Noi siamo dell’avviso che si tratti di una convinzione sbagliata e che il recupero della fiducia dei cittadini passi per un’altra via. Una via che non sarà certamente la demonizzazione di una funzione, quella della politica, che tutti sappiamo quanto sia preziosa e indispensabile all’articolazione della vita democratica di una nazione, ma piuttosto della chiara condanna dei metodi sbagliati con cui è stata praticata e che hanno causato la situazione in cui ora ci troviamo immersi sino al collo. E che ci costringe ad affrontare sacrifi ci che non possiedono
al di là dell’apparenza alcuna equanimità e paiono deboli nel rilancio produttivo. Sacrifici che se fossero stati concordati per tempo tra le diverse forze politiche sarebbero stati di maggiore efficacia, senz’altro minori e più equamente distribuiti. I politici dovranno fare intendere ai cittadini che questa volta sono determinati ad operare una “svolta” radicale: che mai più ometteranno di tutelate gli interessi generali per compiacere alle richieste di categoria, che non dilapideranno le risorse fi nanziarie in tanti rivoli rivolti ad accontentare le clientele ma le concentreranno su obiettivi di crescita e di trasformazione dei vari settori produttivi. Crescita e trasformazione che dipendono chiaramente da un mix di misure appropriate: potenziamento delle infrastrutture, generalizzazione di una mobilità alternativa, gestione oculata delle bellezze paesaggistiche, dei beni architettonici, artistici, monumentali e culturali, difesa dell’ambiente, finanziamento della ricerca, perseguimento dell’eccellenza nello studio e del merito nei concorsi, snellimento dell’apparato assistenziale a favore di misure che incentivino l’iniziativa personale. Nonché diminuzione dei costi della politica, dei doppi o tripli incarichi, sburocratizzazione della pubblica amministrazione capace di agevolare l’impianto e l’espletamento di attività imprenditoriali.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

RIPRISTINO DEL MANTO STRADALE


In riferimento agli interventi di scavo precedentemente effettuati, il giorno 5 dicembre 2011 verranno svolti i lavori di ripristino del manto stradale che interesseranno parzialmente le seguenti strade: via Roma (mezza carreggiata), via Apollodoro, via Paolo III, via Pio IV, via Plinio il Giovane, Corso Centocelle (davanti all’attività commerciale denominata “La Moderna”).
Tali lavori verranno eseguiti dalla Società Italimpianti in accordo con l’Assessorato alle Manutenzioni; si ringrazia la stessa per essersi resa disponibile ad eseguire i suddetti interventi, oltre quanto di loro competenza, senza oneri per l’Amministrazione Comunale.

Mauro Campidonico - Assessore alle Manutenzioniri

martedì 6 dicembre 2011

UNA BOCCATA DI OSSIGENO PER LE MANUTENZIONI


E’ stata una deliberazione importante quella con cui mercoledì scorso il Consiglio comunale di Civitavecchia ha provveduto all’approvazione dell’assestamento di bilancio. Un atto capace di inviare un messaggio di rassicurazione e serietà offrendo un pur minimo supporto alle più urgenti necessità del periodo di fine consiliatura a una città prematuramente bersagliata da dichiarazioni orientate soltanto a carpirne la benevolenza in vista delle prossime consultazioni amministrative. Qualche risorsa fi nanziaria è stata destinata anche alle molteplici esigenze del settore delle manutenzioni, un settore che soffriva da tempo di accentuate carenze di risorse, soprattutto per svolgere lavori di natura ordinaria.
Lavori che ciononostante sono stati sin qui non solo numerosissimi ma anche di non facile esecuzione perché inseriti in un contesto urbano dalle marcate caratteristiche di disomogeneità e disordine edilizio di cui spesso ci siamo tutti
lamentati. E ciò che sinora è stato portato a termine o è in corso di realizzazione costituisce un notevole passo avanti per trasformare l’aspetto della città e metterlo al passo con le esigenze di decoro e funzionalità dei tempi. Per altro verso
l’assegnazione di questi fondi premia l’impegno dell’assessore Campidonico, del dirigente e del personale tutto nel governare il diffi cile settore.
Un impegno che ha rischiato di non essere compreso nella sua effettiva entità dal momento che ad un certo punto del mandato sono venute meno le risorse fi nanziarie. E qualche osservatore superfi ciale che non ha ben chiara la distinzione tra manutenzione straordinaria (a suo tempo pianifi cata e via via tradottasi nelle
varie opere che spesso abbiamo enumerato) con la manutenzione ordinaria (da applicare a eventi imprevedibili) tra risorse fi nanziarie di sicuro/ di incerto reperimento, ha confuso questa obiettiva impossibilità ad effettuare interventi
con una pura e semplice inoperosità. Quando invece abbiamo a suo tempo accettato il compito assolutamente nuovo nella nostra città di provvedere a mantenere funzionali strutture e impianti pubblici cittadini proprio per misurarci con le diffi coltà che vi sono ricomprese. La dirigenza del POLO CIVICO ha avuto un bel da fare, a fronte di critiche immeritate e talora tendenziose, per spiegare con articoli, conferenze
stampa, dibattiti e incontri informali le difficoltà del momento. Ed è solo grazie a questo forte impegno, che pure noi reputiamo parte integrante del dovere di qualsiasi forza politica, che il rapporto tra il nostro movimento e i cittadini,
tra amministratori e amministrati, è stato mantenuto e alcune volte rafforzato. Con le nuove risorse messe ora a disposizione si potrà intervenire sulla depurazione delle acque che tutti sanno riveste una importanza fondamentale per i risvolti di natura igienico- sanitaria che implica. Si potranno riprendere gli interventi sulle perdite della rete idrica nella misura del 50% in attesa di affrontare e risolvere una volta per tutte il problema della rete colabrodo con risorse di ben altra
entità. Un ulteriore stanziamento verrà utilizzato, unito a quelli provinciale, per ampliare l’area che fronteggia i locali commerciali del Cimitero della Braccianese-Claudia così da fl uidifi care l’ingresso e l’uscita degli autoveicoli e rendere più sicuro il transito pedonale. In definitiva, anche se francamente avremmo voluto di più, alcune risorse e benefi cio della città sono venute. E per impiegarle nella giusta direzione ci spenderemo con la consueta determinazione che ci deriva dalle
convinzioni che ci animano.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 1 dicembre 2011

UNA POLITICA SANA A FAVORE DEI CITTADINI


A chi confonde gli annunci con le promesse e i fatti con le parole ricordiamo che si tratta di cose ben diverse. Il POLO CIVICO sta sempre più dimostrando il valore del suo apporto all’operato di questa Amministrazione. L’annuncio dell’avvio dei lavori di Viale della Sterlizie fa seguito a quello di Viale Togliatti e precede di poco quello di Via Buonarroti e di Campo dell’Oro: opere che sono il frutto del lavoro da noi impostato quando tre anni fa ricevemmo l’incarico di dirigere l’assessorato alle manutenzioni. Da allora abbiamo programmato e prestato la massima attenzione sia agli
interventi di carattere ordinario - sui quali torneremo - sia a quelli di manutenzione straordinaria. Quest’ultima attività è sfociata lo scorso anno nel rifacimento di Via Terme di Traiano, Via Montanucci, strada Mediana (sezione urbana e tratto diretto in zona industriale), oltre che nella riqualifi cazione del centro storico (Via Doria, Via Mazzini, P.zza del Conservatorio, ecc.), quest’anno nell’abbattimento delle barriere architettoniche dei viali Garibaldi e della Vittoria. Mentre è in corso la ripavimentazione di P.zza Fratti. Ora vorremmo far notare che talune opere pure indifferibili non si facevano da decenni: proprio la parte più datata di Campo dell’Oro, i Piazzali Di Vittorio, Buozzi, Grandi e zone limitrofe, così come ad esempio Viale delle Sterlizie. Così come alcune altre, ad esempio il tratto di Mediana che va dalla rotatoria di Via Terme di Traiano alla zona industriale. E non può essere sottaciuta l’utilità ai fini dello snellimento del traffi co e dell’abbattimento dell’inquinamento atmosferico delle molte rotatorie inserite nella rete viaria. Ciò per dimostrare quanta attenzione abbiamo posto alle esigenze dei cittadini utilizzando in modo oculato le non molte risorse e calando gli interventi proprio laddove maggiormente urgevano, spesso accogliendo le sollecitazioni che ci pervenivano. Ed allora? Che cosa è che non va? Perché qualcuno – voci isolate per la verità – non vuol vedere in faccia la realtà e si lascia andare ad affermazioni che non stanno né in cielo né in terra tanto alterano e distorcono i fatti? Noi nel nostro lavoro come nella nostra azione politica ci abbiamo sempre messo la faccia, e continueremo a fare così fi no a quando ce ne verrà data la possibilità. Si deve porre maggiore attenzione alla appropriatezza degli interventi: se infatti si critica chi lavora bene e se ne indebolisce la posizione all’interno di una Amministrazione si ottiene il risultato di far prevalere solo chi lavora male. E i danni che ne vengono li pagano i concittadini. E’ chiaro il concetto? Nei giudizi ci vuole sempre obiettività ed onestà intellettuale. Se si è superficiali o ci si fa guidare da logiche di schieramento
allora si dimostra che non si lavora per la città ma solo per distruggere qualcosa. Bisogna essere consapevoli del fatto che ognuna di queste realizzazioni ha richiesto grande attenzione e molto lavoro. E quindi le critiche, tutte immeritate, sono assolutamente denigratorie e offensive. Nessuno, neanche nel passato, ha fatto quello che noi in questi tre anni siamo riusciti a fare. Ora non cerchiamo applausi, ma obiettività nei giudizi sì. Per quanto riguarda invece la manutenzione ordinaria siamo consapevoli che molto di più andrebbe fatto, ma dobbiamo fare i conti con le risorse disponibili. Ma anche sul punto non si può ignorare come, pur organici all’Amministrazione, abbiamo denunciato (lettere aperte e conferenze stampa) l’inadeguatezza dei fondi chiedendone ripetutamente l’incremento. E se anche in questo avessimo ricevuto un aiuto per far pesare di più le nostre istanze forse molto di più si sarebbe potuto fare. Ma evidentemente qualcuno ha preferito il calcolo elettorale all’interesse della città. Chi non vede il nostro lavoro o lo critica lo fa molto probabilmente per una logica elettorale, ignorando anche in questo che noi invece la nostra campagna elettorale la facciamo tutto l’anno e per tutta la durata del mandato con il nostro lavoro serio e responsabile, mettendoci la
faccia, sempre. E anche questo non è da tutti.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

domenica 27 novembre 2011

LEGALITA’ E SICUREZZA, FATTI NON PAROLE


I recenti arresti effettuati in molte località del litorale dimostrano ancora una volta l’esposizione del nostro territorio all’influenza delle cosche che gestiscono i traffici della droga e i proventi dell’usura. E non potrebbe essere altrimenti data la presenza del porto e delle centrali e considerata la crescente attenzione prestata a Civitavecchia dagli operatori economici in vista dello sviluppo atteso per la prossima saldatura della rete infrastrutturale. D’altronde non passa giorno che i media non riportino analisi allarmate sulla proliferazione della delinquenza comune, contornata dai fenomeni di microcriminalità, teppismo, bullismo, e di quella di stampo mafioso e camorristico. Cui si accompagnano appelli a fornire una maggiore sicurezza ai cittadini col rafforzamento di polizia e carabinieri: più uomini, più mezzi, più presidio del territorio dovrebbero dare più sicurezza. C’è da chiedersi se possa bastare accogliere acriticamente una simile richiesta.
Noi siamo sinceri estimatori delle forze dell’ordine e plaudiamo al loro prezioso e insostituibile lavoro nonché alla difficile azione investigativa della magistratura, e proprio perché pienamente convinti della necessità di potenziare le operazioni di polizia abbiamo sponsorizzato nella sede istituzionale della Provincia di Roma la consulta provinciale contro le mafie, e promosso la mozione del consiglio provinciale in difesa del nostro tribunale e la consegna di due autovetture ai locali comandi di carabinieri e polizia. Tuttavia riteniamo che il problema della sicurezza, legato a filo doppio a quello della legalità, non possa ricadere tutto sulle spalle delle forze dell’ordine e dei magistrati. Va affrontato anche e soprattutto a monte, con un’azione di radicale e capillare prevenzione, capace di operare una modifica profonda della società in tutti i suoi aspetti e di trasfondervi gli anticorpi contro il fenomeno malavitoso.
E abbiamo avanzato una serie di proposte intese a rendere più armonica e coesa la vita della comunità cittadina. Nell’attività politica locale abbiamo inviato chiari segnali: sui pericoli del consumo della droga – dando l’esempio con i test effettuati da Balloni e Campidonico - per l’assenza nelle nostre scelte di calcoli meschini, per la corretta gestione della cosa pubblica. Ed era giusto farlo, visto che sotto la lente d’ingrandimento delle Procure figurano una serie crescente di reati legati alla gestione degli appalti, casi di corruzione, di tangenti, di estorsioni e ricatti. Che ci auguriamo inducano i partiti a impostare diversamente l’attività degli organi interni, ad avvicinarsi ai cittadini, a rivedere la composizione delle liste elettorali e le nomine dei loro rappresentanti negli enti, a guardare con più attenzione alla trsparenza della loro attività. E più volte abbiamo posto l’accento sulla inderogabile necessità di creare nuova occupazione per i giovani favorendo l’insediamento di nuove attività produttive, e di attivarsi perché gli ambienti di lavoro diventino i luoghi in cui il merito la professionalità e l’impegno ricevano il giusto premio e le varie forme di disimpegno, di vessazione, di mobbing e bossing conclamati o meno, siano alfine debellate. Così da assicurare una produttività elevata, uno sviluppo sano ed equilibrato del tessuto economico fondato sulla gratificazione che l’individuo ricava dall’attività svolta. Circa lo smaltimento dei rifiuti abbiamo denunciato i pericoli di imposizioni dall’alto, e invitato ad effettuare con immediatezza le scelte più coraggiose, in considerazione degli interessi spesso ambigui che insistono sul settore. Sullo sviluppo urbanistico abbiamo perorato la causa di una città a misura d’uomo, che convogli le attività dei costruttori verso la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente e lasci spazio all’armonico, all’artistico e al bello. Che si coniughi con le stesse istanze culturali. Una serie di proposte mirate ad eliminare dalla città le zone grigie in cui maggiormente possono annidarsi le complicità con la malavita.
Auspichiamo che l’assieme di iniziative sollecitate a livello provinciale - nei termini sopra sinteticamente richiamati - e quelle assunte a livello locale costituiscano altrettanti motivi di impegno di tutto il territorio per restringere sempre più il campo di azione di ogni forma di delinquenza.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

venerdì 25 novembre 2011

RIFACIMENTO DEL VIALE DELLE STERLIZIE


Avranno inizio tra breve i lavori di rifacimento del manto stradale e dei marciapiedi di Viale delle Sterlizie, che di quella strada mediana che si snoda longitudinalmente tra la zona sud della città e la zona centrale costituisce uno dei tratti certamente più transitati.
E anche di maggiore importanza, perché funge da via di collegamento tra gli impianti sportivi – Geodetico, Stadio del Nuoto, San Gordiano Calcio – e la chiesa, la farmacia, le scuole e i complessi commerciali. Un connettivo veramente essenziale alla vita ordinata dei residenti di San Gordiano, che abbisognano ancora di tante e tante strutture di primaria importanza.
Per i motivi sopra esposti, chi scrive ha voluto studiare, d’intesa con gli uffici dell’Assessorato, le soluzioni più idonee ad una realizzazione dell’opera tale che restituisse comodità e lustro ad un quartiere che aveva accumulato negli anni un sensibile deficit di interventi pubblici e manutentivi. E in tale ottica ha disposto l’elaborazione di un progetto di natura complessiva, volto al rifacimento sia dei marciapiedi che del manto stradale e dello spartitraffico.
I lavori verranno effettuati seguendo una precisa scansione già sperimentata con successo in altre arterie cittadine.
Nella prima fase verranno infatti realizzati su ambo i lati della strada i nuovi marciapiedi, che a seguito dell’abbattimento delle barriere architettoniche dovranno costituire un itinerario pedonale sicuro, privo di ostacoli e di facile percorrenza. Nella seconda fase si effettuerà l’intervento sulla sovrastruttura spartitraffico, che verrà realizzata ex novo laddove manchi o accusi un forte deterioramento. Infine, verrà steso sul fondo stradale un manto d’asfalto omogeneo, in grado di consentire un transito veicolare in condizioni di assoluta sicurezza.

Mauro Campidonico - Assessore alle Manutenzioni

mercoledì 23 novembre 2011

LA CITTA' AL PRIMO POSTO, SEMPRE


Ci piace tornare al tema della lettera aperta indirizzata al Sindaco Moscherini per spiegare con più chiarezza il signifi cato e il valore delle richieste che vi sono contenute e il senso della nostra presenza oggi in maggioranza. Così da dare a chi ci
legge la possibilità di giudicarci con più informazioni a riguardo. E’ ovvio che siamo un movimento politico che non si fa guidare nelle proprie scelte da calcoli elettorali o da pregiudizi di schieramento: noi non ci schieriamo a favore dell’una o dell’altra coalizione in base alla collocazione politica: ne siamo convinti a tal punto di averlo scritto anche nel nostro statuto. Collaboriamo con le forze politiche con le quali ci è possibile dare un fattivo contributo, e non è determinante nella scelta il fatto che esse siano di destra o di sinistra. Assolutamente no. Noi anzi ci schieriamo a seconda della fi ducia che riponiamo nel candidato che in quel momento rappresenta la coaliziome e in quella che trasmette il suo programma elettorale.Siamo fatti così. Tra l’altro questa è una logica a cui, almeno a parole, tutti vogliamo obbedire. Ed allora anziché essere titubanti sposiamola tutti questa tesi, facciamola diventare la nostra idea, l’idea e la volontà dei cittadini di Civitavecchia. Diamo il nostro consenso a questo movimento,
condividiamo quello che il POLO CIVICO esprime. Tutti hanno potuto vedere come noi, a differenza di altri partiti che si sono affannati a dire sì, per ora non andiamo con nessuno. Abbiamo detto no: noi vogliamo riflettere, capire, valutare cosa si sta dando veramente ai cittadini, cosa possimo ancora dare in questo fine mandato e cosa si può concretamente proporre per il prossimo. Questo ci sembra, ne siamo convinti, un approccio che risponde con onestà e rispetto a chi ci ha accordato fi ducia la volta scorsa e ha potuto vedere in noi una forza politica seria, di sicuro affi damento, coerente e soprattutto rispettosa del mandato ricevuto. Un terreno questo
su cui non temiamo confronti. E’ chiaro quindi che la nostra presa di posizione risponde a quanto affermato, è l’espressione del nostro DNA politico, è attenzione ai giudizi perché quelli affrettati possono nuocere a tutta la collettività. Se l’assenza nelle decisioni di un’analisi seria e approfondita nuocesse solo a noi poco male, ma il rischio è che il danno si estenda alla collettività. E la cosa è da evitare. Fra alcuni mesi si andrà alle urne per eleggere il Sindaco e il nuovo Consiglio comunale: è bene quindi che ai cittadini sia fornita la massima quantità di notizie, basate su fatti e informazioni serie e documentabili così da limitare al massimo la possibilità di sbagliare.
Anche noi saremo tra coloro che dovranno esser giudicati, e vogliamo che chi dovrà farlo, al di là di come la pensa, abbia il massimo delle notizie su ciò che abbiamo fatto, su ciò che abbiamo proposto e su ciò che ancora con la sua fiducia vorremmo
fare. Attenzione però alle sottovalutazioni, perché sono pericolose per tutti. Le nostre proposte per questo scorcio di mandato - come ad esempio quella sull’idrico a cui stiamo lavorando da diversi mesi - se accolte ci permetterebbero di garantire
l’erogazione e la qualità dell’acqua a quartieri come San Liborio e Aurelia e a tutta la zona a nord della città, dove sarebbe possibile l’erogazione ininterrotta
dell’acqua e l’eliminazione dell’arsenico. E queste non ci sembrano conquiste marginali, ma fondamentali. Il nostro lavoro nell’anno che si conclude è stato tanto, come importanti e di livello sono state le proposte avanzate. Al momento opportuno saremo in grado di documentare il ruolo svolto dal POLO CIVICO e di motivare ampiamente e a testa alta la richiesta di rinnovo della vostra fiducia. Perché alle prossime elezioni noi ci saremo e ci saremo con un ruolo da protagonisti. Però a vostro esclusivo vantaggio. Noi siamo il POLO CIVICO. Siamo con voi.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

domenica 20 novembre 2011

DAI RISULTATI NASCONO LE COALIZIONI


Caro Sindaco, stiamo rifl ettendo sulla scadenza elettorale della prossima primavera, un appuntamento che riteniamo di importanza cruciale per l’avvenire di Civitavecchia e del comprensorio. Premesso che a noi la corsa frenetica alle candidature non interessa - interessano piuttosto le puntuali realizzazioni a qualsiasi forza politica si possano ascrivere -, anche di recente ci siamo riuniti per fare il punto della situazione cittadina, e per vagliare con la massima obiettività ciò che la coalizione delle larghe intese ha prodotto e ciò che ancora può fare in questo ultimo scorcio di mandato, mettendo nel conto delle nostre valutazioni anche le responsabilità del comportamento tenuto dalla maggioranza e dall’opposizione. Dobbiamo dire che nei nostri incontri è emersa ancora una volta
una forte delusione per il divario avvertito tra il contributo di coesione e proposta che ci eravamo ripromessi di dare allo sviluppo della città in qualità di fautori di tale formula di governo e quello che in effetti ci è stato consentito di dare, sia nei rapporti interpartitici che nell’attività amministrativa. Ci siamo
soffermati sugli assurdi intralci frapposti all’attuazione di iniziative e progetti da noi presentatil che riteniamo essenziali per migliorare l’assetto complessivo della città e che sono peraltro provvisti, in gran parte, di una sostanziosa copertura fi nanziaria a carico di altri Enti. Il loro puntuale rigetto ci è sembrato un “remare contro” gli interessi della coalizione stessa e ha prodotto
costanti elementi di frizione nei rapporti con te, che come sindaco sei da ritenere
il primo responsabile delle scelte effettuate dall’Amministrazione comunale. E la cosa ci ha indotti a manifestare più volte il nostro scontento, talora anche tramite prese di posizione pubbliche con cui ti invitavamo ad attivarti per rimuovere gli ostacoli da noi denunciati. Le risposte ricevute non sono state convincenti, né sono state accompagnate da decisioni convenienti, così da rendere necessario esaminare con più attenzione la possibilità di bissare la nostra partecipazione ad un’alleanza che in pratica ci ha voluti relegare a un ruolo marginale che assolutamente non meritiamo per il nostro modo di intendere l’impegno politico nei riguardi della città. Per cui sospendiamo ogni decisione e ci diamo tempo fi no a tutto dicembre per operare la nostra scelta. Questa volta ci conterremo esclusivamente in base agli atti amministrativi che verrano emanati sui seguenti progetti: ingresso in ATO2 - bretella di collegamento idrico tra via Montanucci e Aurelia – serbatoio accumulo
acqua a San Liborio – stralcio villaggi casette di legno (3 a Campo Oro e 1 a San
Gordiano) di cui alla proposta da sottoporre al consiglio comunale – realizzazione parcheggio multipiano area F.S. – sì al confronto con l’assessorato manutenzioni ma
stop a limitazioni e interferenze sull’operato del settore che ne condizionano di
fatto l’operatività e l’effi cacia. Al punto in cui siamo dobbiamo soltanto verifi care se esistono prospettive per continuare l’attuale esperienza di governo e per intraprendere convintamente una campagna elettorale in seno all’attuale coalizione.
Cordiali saluti.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

sabato 19 novembre 2011

SIAMO ORMAI AL GOVERNO DEI TECNICI


Il cittadino mediamente informato ha visto le vicende politiche italiane di questi ultimi tempi assumere i contorni di una lotta senza esclusione di colpi di tutti contro tutti, che si alimenta di una demonizzazione reciproca. Gradualmente in assenza di riforme del sistema la situazione economica e finanziaria è precipitata e i rapporti di forza tra i partiti politici si sono alterati. Il governo ha perso la maggioranza, il Premier ha annunciato e poi rassegnato le proprie dimissioni. Il Capo dello Stato ha ritenuto di salvare in extremis la situazione promuovendo un governo tecnico – dei banchieri o dei bocconiani - avente il compito di effettuare le operazioni di emergenza e le riforme strutturali che i politici hanno omesso di adottare. La soluzione tecnica viene accolta dalle varie forze politiche con accettazioni, riserve o aperte opposizioni dal retrogusto poco autentico. Nel Paese non c’è più una guida. Se resta il riferimento soprattutto morale del Capo dello Stato, in pratica si è alla mercè di decisioni imposte dall’Unione Europea che controlla l’operato di un governo tecnico in fase di composizione.
A nostro avviso chi vede le cose in questo modo non sbaglia; vede giusto. E d’altro canto noi stessi, come movimento politico, abbiamo sempre sottolineato che la storica mancanza di un’etica pubblica nella conduzione dell’attività politica unita all’insufficienza della dimensione culturale conduce ad una continua irriducibile contrapposizione, alle più impensabili manifestazioni di odio, alla violenza verbale, al muro contro muro su ogni tentativo di provvedimento. La politica, che predica la solidarietà ma pratica l’intolleranza, che declama la pattocrazia e la smentisce immediatamente, continua ad essere praticata all’insegna della massima divisione, nonostante i ripetuti e i più autorevoli richiami al dialogo, al senso di responsabilità. La politica si manifesta totalmente incapace di perseguire obiettivi
comuni, di interpretare il senso dell’utilità sociale, di vedere l’interesse generale. Non comprende quale debba essere il corretto rapporto tra maggioranza
e minoranza, per cui ottiene il risultato di un governo che “sgoverna” e di un’opposizione non abbastanza credibile, in cui la sinistra liberale non decolla, tentata com’è di dare la “spallata” finale a chi governa. Che invece di costruire sente il dovere di alimentare l’insoddisfazione e l’odio, con i risultati che si vedono, dato il tipo di contestazione e gli insulti rivolti contro un Premier dimissionario che, al di là dei giudizi per la sua condotta politica e privata, deve essere trattato civilmente come chiunque. Ora è anche vero che quanto sta accadendo
è una conseguenza di una forma tanto esasperata di capitalismo fi nanziario che pare dar ragione a Marx che profetizzava la caduta dello stesso sotto il peso delle sue ingiustizie e contraddizioni che comporta. Tanto che siamo a un punto di svolta, nel quale va facendosi strada – anche su pressione della Chiesa - la convinzione che sia
necessario istituire un’autorità pubblica mondiale che regoli il sistema finanziario e monetario internazionale introducendovi un minimo di considerazione per i principi etici e del perseguimento del bene comune, dato il disastro procurato dal Fondo
monetario internazionale e dalla Banca mondiale, i due organismi creati con gli accordi di Bretton Woods che risalgono nientemeno che al 1944. Ma non si capisce che cosa si aspetti la politica da un simile esperimento di governo tecnico. Se non si
va presto al voto e non ci si autoriforma non se ne farà nulla. Deve cambiare il modo di fare politica senza demandare ai tecnocrati il “lavoro sporco”, gli immancabili sacrifici e le rinunce per le famiglie che non saranno così riconducibili ai Partiti che ne usciranno indenni e pronti a rigareggiare.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

CONGRATULAZIONI A GINO VINACCIA PER LA PRESIDENZA DELL'ATER


Esprimiamo vive congratulazioni a Gino Vinaccia per la nomina a Presidente dell'Ater. Siamo certi che saprà ricoprire l'importante incarico con autorevolezza e competenza, impegnandosi per il soddisfacimento delle esigenze abitative della città e del comprensorio.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

DUE AUTOVETTURE ALLE FORZE DELL'ORDINE, L'INIZIATIVA E' DEL CONSIGLIERE PROVINCIALE ALVARO BALLONI


Senza vena polemica ma per ristabilire la verità dei fatti il Polo Civico precisa, con riferimento agli annunci relativi all’oggetto apparsi sulla stampa, che l’iniziativa di sostenere il prezioso e apprezzato operato delle Forze dell’Ordine cittadine dotandole di due autovetture (una ai carabinieri e l’altra alla polizia) é da imputare unicamente all’On. Alvaro Balloni coadiuvato a livello locale dall’assessore Campidonico. Il consigliere provinciale è infatti l’autore della proposta, ed è lui che ha seguito passo passo l’iter amministrativo che ha condotto,
con l’avallo di Zingaretti e l’assenso di Moscherini per le rispettive competenze, alla consegna dei mezzi che è fissata per lunedì 14 c.m.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

domenica 13 novembre 2011

ACQUA, CIVITAVECCHIA IN ATO2


E’ facile accorgersi delle emergenze, diffi cile riconoscere uno stato di necessità. Guardiamo a Civitavecchia, a questa nostra città che facendo leva sul porto sta cercando di potenziare e diversifi care un’economia per troppo tempo asfittica e legata ai servizi, avvalendosi anche del turismo che ha come punti di forza l’ininterrotto fl usso di passeggeri, la vicinanza con Roma, il clima gradevole, il pregio del litorale e dell’hinterland. Ovviamente per sviluppare in queste direzioni la città deve munirsi di alcuni presupposti indispensabili. Tra questi un servizio
idrico effi ciente. Ebbene, non esiste forza politica e sociale che abbia espresso sul tema posizioni di dissenso. A mancare è stata però un’azione coerente. Noi sul punto abbiamo espresso da tempo una convinzione netta e marcata, col nostro schierarci apertamente per l’ingresso in ATO 2. Noi pensiamo infatti che requisito irrinunciabile perché la città progredisca sia quello di poter fare affidamento sul regolare approvvigionamento di acqua di qualità e sulla costante e capillare sua
distribuzione, al pari del soddisfacente funzionamento di fognature e impianti di depurazione.
Per una serie di motivi di cui sanno qualcosa quei concittadini che ancora subiscono i disagi delle perdite d’acqua, delle interruzioni e degli sforamenti del contenuto di arsenico o del ricorrente inquinamento del mare. Ai quali ci sentiamo in dovere di guardare per impostare la nostra attività politica e amministrativa, per superare le grosse difficoltà che persistono. Non vogliamo fare numeri, ma non si contano gli sforzi da noi compiuti come movimento politico per dare oggettive informazioni utili a modifi care l’impostazione del dibattito che si andava sviluppando in ordine al ventilato passaggio ad Acea ATO 2. Sforzi intesi a falsifi care il dilemma dentro o fuori il sistema, a far considerare che si versava, come si versa, in uno stato di necessità che procurava come procura un insostenibile passivo di bilancio al Comune. E abbiamo più volte rammentato che la gestione dell’acqua è un’operazione complessa che va ormai condotta con grossi investimenti: abbisogna di sicure fonti di approvvigionamento, di tecnologie evolute per assicurare la correttezza dei processi che investono l’intero ciclo dell’acqua, i controlli intesi a garantire la purezza del prodotto nel corso del suo utilizzo e la sua restituzione al mare assolutamente
depurato. Abbiamo scoperto gli altarini di quelli che l’opposizione la facevano con lo slogan che l’acqua è di tutti, e confutato le affermazioni di quegli altri che mettevano in dubbio la natura pubblica di ATO 2 e facevano temere un aumento incontrollato delle tariffe. A tutti vogliamo ricordare che su questa grossa carenza del settore idrico vi sono state, un anno e mezzo fa, delle concrete possibilità di promuovere un intervento risolutivo da parte degli organi competenti per legge in materia. Attraverso trattative serrate per un ingresso contrattato che fatti salvi i diritti del personale dei vari acquedotti assicurasse investimenti per il rifacimento delle condotte e degli impianti di depurazione. Per cifre consistenti che andavano dai trenta ai centoquindici milioni di euro per far seguire alle più urgenti riparazioni il rifacimento di condutture idriche e depuratori. Il fatto è che a livello di enti locali c’è stato il progressivo innesto di valutazioni di natura politica dei maggiori partiti di entrambe le coalizioni che hanno praticamente impedito il passaggio. Col risultato che ora si entra, ma senza condizioni… A dare una sicura tutela ai cittadini siamo stati solo noi, anche in questa circostanza.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 10 novembre 2011

CIVITAVECCHIA, UN'IDENTITA' DA RITROVARE


L’evoluzione di un organismo sociale sfugge spesso alla percezione di coloro che vi vivono immersi nell’attualità, e viene colta nel suo pieno signifi cato soltanto molto tempo dopo. A Civitavecchia, poi, si è soliti commentare gli avvenimenti che stiamo vivendo senza porsi il problema di porli in relazione col passato storico della città e in particolare con la lacerazione profonda sofferta nel lontano (ma non troppo) anno 1943. Per cui si incappa in conclusioni incongrue, venate da eccessi di pessimismo che impediscono di constatare che la città sta invece vivendo cambiamenti profondi e radicali che la proiettano verso un avvenire migliore. Va infatti ricordato che un primo grosso cambiamento in seno alla comunità cittadina è avvenuto nei primi venticinque anni del dopoguerra, quando i civitavecchiesi, a seguito delle grosse distruzioni causate dai bombardamenti e dall’affrettata opera di ricostruzione, rimasero privi dei loro tradizionali punti di riferimento sia morali che fisici. Dato che la guerra aveva prodotto non solo distruzione e morte, ma anche una interruzione drammatica della continuità culturale. Questa generazione diede vita a una società ancora memore del passato, ma incapace sia di rinverdirlo che di sostituirlo con una realtà di segno diverso. Nei venti anni successivi nuove generazioni sono subentrate e il loro distacco dal passato è divenuto evidente. Benchè i giovani fossero più istruiti, investiti di un benessere maggiore, aperti ai contatti sociali, trovavano difficoltà ad innestarsi nelle antiche radici, su un
terreno culturale solido. E poi, del passato, magari in teoria conosciuto, non riuscivano a rinvenire tracce materiali o spirituali. E’ stato solo negli anni novanta che la comunità cittadina ha preso coscienza, con un ripensamento doloroso
ed anche critico, del trauma da essa vissuto, ed ha iniziato a pensare ad una politica locale coerente, anche sotto l’aspetto delle iniziative culturali, con l’obiettivo di raccordarsi in qualche misura col passato. E pur tra limiti, contraddizioni e passi falsi si è posta il problema di andare oltre il quotidiano e di riprogrammare in tale ottica il proprio futuro. Riconoscendo che nel passato è la nostra identità. Oggi i concittadini sembrano avere una maggiore consapevolezza
delle loro radici, del ruolo svolto da Civitavecchia nel suo importante passato, e di quello che essa è in grado di svolgere in avvenire, anche se permangono limiti evidenti nella dimensione politica, economica culturale: carenza di dialogo intrapartitico e interpartitico, debolezza strutturale dell’economia, alta disoccupazione, ritardo nel recupero/valorizzazione dei beni culturali, artistici e monumentali, assetto urbanistico da correggere. Lunga e faticosa è la strada del
progresso. E tuttavia l’approccio alla soluzione dei problemi è cambiato. Non si ipotizza più una crescita legata prevalentemente a una diversa divisione amministrativa del territorio. La città il suo ruolo di capoluogo lo cerca nella crescita del suo peso economico e socio-culturale. Dimostrando di sapere effettivamente svolgere funzioni organizzative migliorando l’esercizio del suo ruolo nei suoi diversi circondari – marittimo, portuale, militare, giudiziario, dei comandi
carabinieri, guardia di fi nanza, polizia di stato, finanziario, sanitario, sindacale, previdenziale e via dicendo - di importanza ed estensione variabile, ora comprensoriale, ora di area provinciale o regionale, ora addirittura internazionale. E ci sembra questo un modo proficuo di procedere verso obiettivi più ambiziosi.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

lunedì 7 novembre 2011

E' IL PORTO IL NOSTRO FUTURO


Il trasporto marittimo svolge a Civitavecchia, da sempre favorita dalla sua eccezionale posizione geografi ca, un ruolo determinante negli scambi interni e con l’estero. Negli ultimi quindici anni il traffi co commerciale ha avuto un trend di crescita incoraggiante pur risentendo delle carenze logistiche di raccordo con gli altri tipi di trasporto (intermodalità). Il traffi co di passeggeri è costantemenmte cresciuto: quello dei croceristi in misura esponenziale. I risultati raggiunti sono insomma più che soddisfacenti sia da noi che nel network, ed esistono prospettive di ulteriori miglioramenti nonostante la fase negativa del ciclo economico. Ma tante navi signifi cano anche tante emissioni che rischiano di compromettere il fragile equilibrio ambientale e di concorrere a un peggioramento dello stato di salute della popolazione. E’ da dire che su detto preoccupante aspetto dello sviluppo portuale gli organismi preposti - capitaneria, autorità portuale, enti locali, istituzioni e privati - consapevoli della delicatezza della situazione, stimolati dalle associazioni più sensibili ai problemi dell’ambiente, non si sottraggono al dovere di intervenire per arginare il fenomeno delle polveri sottili. Con l’adozione di importanti misure che vanno dalla comminazione di sanzioni ai controlli sui motori
marini e sui combustibili utilizzati, al monitoraggio della qualità dell’aria, all’elaborazione di un progetto di elettrifi cazione delle banchine. In questo quadro di diffusa responsabilizzazione è apparsa dissonante la minaccia di “serrata” di Confi tarma forse collegata alle denunce piovute sugli armatori. Una iniziativa fortunatamente contraddetta dalla maggiore impresa di navigazione, leader nel settore
croceristico, la Costa Crociere, che ha dichiarato di essere pronta, in un contesto di potenziamento e di adeguamento tecnologico della propria fl otta, a fare scalo nel nostro porto con Costa Favolosa, una nave recentissima e già predisposta per mantenere accesi i motori durante la sosta in porto alimentandoli alle banchine, una volta che siano elettrifi cate. Un esempio per tutti gli altri armatori, un invito ad attivarsi per far coesistere sviluppo ed ecologia, come già avviene in Scandinavia e in alcune realtà nordamericane.
Noi del POLO CIVICO avevamo però ragione a far presente che l’elettrifi - cazione delle banchine non risolve il problema se poi non si predispongono le navi all’utilizzo di tale tipo di alimentazione, se non le si rendono come si dice compatibili. Costa Crociere ha provveduto a tanto, e le navi da essa commissionate nascono munite di tale aggiornamento. Ma può bastare ad abbattere le emissioni la decisione di questa e magari di poche altre pure importantissime società? Pensiamo di no. Occorre l’emanazione di provvedimenti specifi ci quanto meno a livello europeo, e la previsione di incentivi comunitari diretti a stimolare la indispensabile trasformazione delle navi. E i rappresentanti al parlamento europeo dei maggiori partiti italiani dovrebbero farsi carico da subito del problema e avanzare le opportune proposte. Dal momento che a problemi che riguardano grandi aree geografi che occorre dare risposte globali. Non può essere infatti che alcuni porti si adeguino ed altri no, che determinati gruppi armatoriali ottemperino ed altri no. E bisogna guardare non solo all’inquinamento che le navi producono durante la sosta negli scali ma anche a quello che procurano durante la rotta con l’utilizzo di carburante di bassa qualità, sia nel trasporto di passeggeri che di merci. Se infatti non si provvede tempestivamente e nel modo giusto fi nirà che gli armatori avranno molte difficoltà ad affrontare i costi dell’adattamento del naviglio esistente e si limiteranno a far nascere compatibili le navi in cantiere.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 3 novembre 2011

UN MILIONE DI EURO PER LA CULTURA, MOLTO BENE


E’ proprio una bella notizia quella fornitaci dal sottosegretario Francesco Giro: l’erogazione di un milione di euro immediatamente spendibili per recuperare e valorizzare i nostri beni artistici, monumentali e culturali, in particolare il Museo
Nazionale Archeologico, il Forte Michelangelo e le Terme Taurine. E anche il proposito di stanziare altri milioni di euro nel 2012 per attrezzare Civitavecchia nel suo ruolo di porta di Roma in vista della candidatura della Capitale a sede dei Giochi Olimpici del 2020. Ecco l’esempio di come dialogando con senso di responsabilità, accentuando l’espetto amministrativo del loro mandato e procurando delle tangibili utilità alla popolazione e al territorio i politici possono recuperare la fi ducia dei cittadini. I beni culturali rappresentano un capitolo particolarmente importante del nostro patrimonio e un elemento irrinunciabile dell’identità locale. Avere la possibilità di intervenire sul loro recupero avvantaggia noi e il territorio, permette alla città di pianifi - care tale essenziale aspetto del suo sviluppo. E ciò avviene in una fase in cui con fatica ma non senza risultati si sta operando sul piano della logistica per adeguare la rete dei collegamenti stradali, ferroviari e aerei col preciso intento di potenziare l’economia reale e ci si sforza di rimodulare la dimensione amministrativa cittadina
rispetto al territorio. La cultura (e quanto ne costituisce manifestazione) è per tanti versi ricchezza, occorre confermare ed estendere questa convinzione. E Stato, regioni ed enti locali devono spendere di più su di essa e permettere ai privati di fi nanziarla senza assoggettarli a pesanti trafi le burocratiche. Infatti è sotto gli occhi di tutti che mentre sul fronte economico tutto rallenta il business della cultura non si arresta, anzi cresce. E stando a uno studio commissionato dal ministero competente l’investimento di un euro che si effettua in attività e beni culturali rende in Italia da quattro a sedici volte tanto. Noi ci crediamo fermamente nella valenza della cultura e puntiamo da sempre ad uno sviluppo alternativo basato soprattutto sui beni culturali. Sul complesso del vecchio ospedale il nostro obiettivo è raggiunto, sul Tempietto Bramantesco siamo prossimi alla ripresa dei lavori; Galleria Calamatta, Museo civico e restauro dell’Emiciclo
nel Cimitero monumentale non possono più attendere: non possiamo assolutamente privarci dei loro pregi artistici e storici. Più in generale riteniamo di dover ribadire che l’estetica ha un enorme valore economico. Di un aspetto architettonico e monumentale gradevole, di un panorama urbano fatto di edifi ci restaurati e curati,
di teatri, auditori, musei, gallerie d’arte, pinacoteche, archivi storici, biblioteche, istituzioni culturali, centri di studio di ricerca e sperimentazione,
spazi espositivi, sedi congressuali e simili si può vivere. Anche a Civitavecchia. Con tali presenze si può aprire uno scenario inedito dalle mille opportunità e prospettive quando, come sempre accade, vi si abbinano le iniziative più idonee, quali celebrazioni di eventi, grandi mostre, revival, riunioni, congressi, competizioni, rassegne, raduni, gare e simili. Insomma dall’estetica e dall’arte si può trarre un enorme valore economico. La cultura può dare non solo ricchezza, ma occupazione. Così, attraverso un sapiente utilizzo dei beni culturali, si può indulgere alla tendenza dei tempi ma anche incidere in positivo su di essa, emendarla e conferirle una valenza culturale. Dal turismo tout court si può ricavare il turismo culturale. Purchè ci si lavori con continuità ed impegno.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

mercoledì 2 novembre 2011

CAMPAGNA ELETTORALE, MEGLIO SE DI ALTO PROFILO


Non si può dire che non sia così: la campagna elettorale è già iniziata. Quello che apprendiamo di giorno in giorno e che leggiamo sulla stampa ci conferma che la campagna elettorale è già partita. E di ciò non siamo davvero soddisfatti - a prescindere dai toni del suo esordio – perché stando così le cose, è facile intuire che le varie considerazioni, proposte e iniziative che si susseguono nel lasso di tempo che va da qui al momento delle elezioni rischiano di essere in- ficiate da un dato oggettivo: il dubbio della loro strumentalità.
E ci dispiace che a correre un rischio del genere siano anche gli incontri attivati dal comune sul tema più che mai attuale dello sviluppo - un tema di fondamentale importanza e a noi quanto mai caro, e sul quale, come i lettori ricorderanno, abbiamo più volte invitato gli organi competenti, quelli che in qualche modo hanno responsabilità di “governo” nei riguardi della comunità locale ad appuntare l’attenzione. Incontri che avrebbero certamente avuto un sapore molto diverso se
effettuati in uno spazio temporale più lontano si vanno svolgendo invece in questi giorni. Ora è chiaro che è meglio tardi che mai, e che in tempi di crisi è meglio muoversi che star fermi, e che comunque è lecito aggrapparsi a tutto, anche ai sogni, E infatti la nostra preoccupazione è proprio questa: che quello che si costruisce in un periodo prematuramente caratterizzato da esigenze propagandistiche trovi diffi coltà ad essere realizzato in un futuro prossimo. Perché una cosa è certa. Tra sei mesi la città sarà chiamata a esprimersi su chi dovrà governarla per il prossimo lustro, ed è chiaro che a seconda delle scelte che essa farà si saprà se
quello che si concorda oggi ha la possibilità di andare avanti speditamente e senza eccessiva opposizione domani. Vogliamo solo sperare per l’interesse di tutti che le nostre preoccupazioni si rivelino all’atto pratico eccessive e vengano smentite dai fatti. E’ più che ovvio, per quanto abbiamo sempre sostenuto, che noi ci schieramo sempre per lo sviluppo, e a favore di quelle scelte che possono far crescere anche sotto l’aspetto economico la città, incrementare l’occupazione, distribuire ai
nostri concittadini ulteriori redditi. E noi saremo vigili affi nchè ciò accada, e senza compromettere, vogliamo affermarlo con forza, la salute e la sicurezza della popolazione. Tematiche come l’inquinamento, il dissesto idrogeologico, la mobilità e la qualità della vita devono essere valutate attentamente per dare la migliore risposta possibile. Non siamo per la estremizzazione strumentale di concetti del genere ma neppure per una loro sottovalutazione. Ciò deve essere chiaro. Vorremmo evitare inoltre, e per quanto ci riguarda faremo anche stavolta la nostra parte,
che la campagna elettorale si trasformi in una sorta di “regolamento di conti” tra opposti schieramenti perché la cosa sarebbe veramente mortifi cante per i cittadini che invece si aspettano un dibattito di alto profi lo incentrato sulle prospettive
di crescita della città. Delle beghe personali essi possono farne tranquillamente a meno. In occasione delle elezioni i cittadini vogliono essere messi al corrente di ciò che si vuole fare in concreto e ricavare tutti gli elementi di giudizio necessari per operare una scelta oculata e giusta. E noi abbiamo il dovere di darglieli questi elementi, di ascoltare la loro voce e di operare con la massima serietà e nel massimo rispetto verso chiunque. Questo atteggiamento pensiamo abbia la possibilità di essere premiato dagli elettori.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

venerdì 28 ottobre 2011

TASK FORCE CONTRO LE AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE


Si rende noto che il Servizio 6 – Manutenzioni ordinarie e straordinarie -, in considerazione dello stato di “allerta per avverse condizioni meteorologiche” annunciato dalla Protezione Civile per la data del 26 ottobre 2011, ha predisposto un piano di emergenza rivolto a far fronte ad ogni evenienza.
Questa struttura si è infatti dotata di una piccola task force composta di squadre operative appartenenti agli uffici Viabilità, Fognature e Acquedotti, che nei limiti delle risorse economiche e umane disponibili sono pronte a fornire qualsiasi prestazione che si renda necessaria. Già da subito, cioè dalle ore 7.30, questi operai stanno procedendo alla sistematica rimozione del fogliame che ostruisce le varie caditoie e alla pulizia straordinaria dei pozzetti presenti in punti critici della città, quali i Viali Garibaldi e Baccelli e i sottopassi che si susseguono da Campo dell’Oro a San Gordiano e ancora lungo la Via Aurelia.
Ad iniziare dalle ore 11, che stando alle previsioni coincideranno col momento più critico del maltempo, sarà svolta un’attività di monitoraggio svolto tramite le suddette squadre che stazioneranno lungo le vie della città per garantire il più rapido intervento.
Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare il funzionario responsabile ing, Della Corte e i vari addetti al Servizio per il prezioso contributo offerto nell’adozione delle misure sopra indicate.

MAURO CAMPIDONICO - Assessore alle Manutenzioni

martedì 25 ottobre 2011

UNA CORRETTA INFORMAZIONE E’ UN FATTORE DI CRESCITA PER LA CITTA’


Per crescere una società ha bisogno di una classe politica preparata, attenta, responsabile e dinamica. E’ un fatto di fondamentale importanza. Ma deve anche avere la possibilità di seguire l’attività degli eletti. E in questo contestpo la stampa deve offrire il giusto supporto, deve aiutarla a capire ciò che in effetti avviene.
Tutto bene quando questa mission viene svolta con sostanziale obiettività. Tutto male quando viene svolta all’insegna della partigianeria o della faziosità, distorcendo il senso degli avvenimenti, elogiando chi demerita e denigrando chi merita: in pratica sovvertendo il valore dei comportamenti. Ecco perché quando si stilano certi articoli così critici bisogna essere certi che quel che viene messo per iscritto corrisponde alla realtà dei fatti, comprendere se si sta dando o meno un contributo alla voglia di capire del lettore. Perché, senza presunzione, noi siamo fermamente persuasi, anzi nutriamo l’assoluto convincimento che quello del giornalista non è tanto un lavoro, un’occupazione seppur prestigiosa, quanto una sorta di missione, un servizio che si rende alla collettività per mantenere e sviluppare la democrazia, la crescita economica, sociale e culturale.
In base a tale convinzioni reputiamo che certi articoli che talvolta ci capita di leggere servano al massimo a farsi dire “bravo” dal potente di turno o da chi si vuole preservare dalle critiche. Non servono ad appurare la causa di determinati fatti.
Ecco perché appare strumentale il porre quesiti speciosi su questioni cui, come nessuno può ignorare, noi abbiamo già dato puntuali dettagliate risposte in più di una conferenza stampa: spiegando, documentando, illustrando le nostre proposte e dicendoci pronti, come ancora siamo, ad ascoltare rilievi e contestazioni in ogni possibile sede di confronto. Nessuna obiezione è stata posta in dette occasioni ma a posteriori e sulla carta stampata sì.
Lo ripetiamo, perché vediamo che con certe “orecchie” è proprio necessario: facciamo bene attenzione a ciò che si va sostenendo, perché se si sbaglia a riferire le questioni a rimetterci non è tanto il POLO CIVICO quanto i cittadini in considerazione della disinformazione che si offre loro. Parlare “a vanvera” di perdite idriche o di rifacimenti di fondi stradali non aiuta: sulle manutenzioni in generale, così come sull’acqua, si vada bene a vedere come stanno le cose e poi le si rendano pubbliche. La stessa cosa dicasi per la Braccianese Claudia, vista la situazione che si è venuta a creare non certo per colpa della Provincia ma per una serie di difficoltà insorte non per responsabilità dell’Ente, ma principalmente per l’impossibuilità di spendere i soldi stanziati a causa del Patto di Stabilità. E’ questo il motivo per cui abbiamo proposto di investire sulla creazione di un percorso pedonale nel tratto tra la città e la caserma De Carolis (meglio se fino al nuovo cimitero) quei 300mila euro della Regione che si vorrebbero impiegare per piazzetta Santa Maria. Si tratta di una proposta sensata, fino a prova contraria, dal momento che i fondi regionali sono immediatamente spendibili. Se poi si vuole solo boicottare la proposta lo si dica apertamente.
Noi siamo dell’avviso che di fronte ai problemi che insorgono si debba prendere posizione con chiarezza e senso di responsabilità.
Se ciò nonostante si nutrono delle riserve, o comunque si intende entrare più nello specifico delle questioni nulla ci impedisce di confrontarci in una nuova conferenza stampa.
In conclusione, ciò che si chiede nell’interesse generale e ai fini di un miglioramento del clima politico è la correttezza e l’imparzialità dell’informazione.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

lunedì 24 ottobre 2011

Balloni in Provincia per il Tribunale


È necessario intervenire con decisione presso il Governo e il Ministero della Giustizia affinché si soprassieda alla soppressione del Tribunale di Civitavecchia o alla sua trasformazione in sezione distaccata di quello di Roma. Un tale provvedimento, se nonostante tutto fosse attuato, così come si può paventare che avvenga per effetto di un’applicazione rigida del piano ministeriale di riordino e ridefinizione degli uffi ci giudiziari, non produrrebbe alcun risparmio di spesa, ma provocherebbe piuttosto un arretramento di campo nel versante della sicurezza e del controllo del territorio”. È quanto affermato oggi da Alvaro Balloni, che ha presentato come primo fi rmatario in Consiglio provinciale una mozione per coagulare gli sforzi interistituzionali intesi a mantenere la presenza degli uffi ci giudiziari
nella nostra città, seconda per importanza, anche nel campo giudiziario, della provincia. Il Capogruppo IdV, unitamente al Capogruppo PD Minnucci, altro firmatario della mozione, fa notare - interpretando il comune sentire di larga parte della politica locale - che nel circondario civitavecchiese sussistono condizioni del tutto particolari, quali la presenza di tutte le Forze di Polizia dello Stato, Guardia Costiera, Vigili del Fuoco, casa circondariale, carcere di massima sicurezza, confi ne marittimo (che comporta traffi co di merci, attività doganali ed
ispettive giudiziarie collegate), polo energetico tra i più importanti d’Europa, primo porto crocieristico e passeggeri del Mediterraneo, aeroporto internazionale di Fiumicino, etc. che non permettono di valutare le esigenze della città tirrenica con lo stesso metro di giudizio che può essere usato per altre sedi di tribunale che
pure capoluoghi di provincia non sono. Specie nel settore della Giustizia, come per la Sanità, sono i servizi essenziali, soprattutto se le aree sono geografi camente vaste e molto decentrate, che devono arrivare ai cittadini e non il contrario. E i tribunali situati esclusivamente nei capoluoghi di provincia, tutti fortemente
geografi camente decentrati rispetto ai vasti territori di riferimento, comporterebbero un evidente aumento delle spese degli operatori, professionisti ed ausiliari della giustizia, costretti alle trasferte su lunghe distanze. Spese e disagi che si trasferirebbero inevitabilmente sugli utenti. Balloni chiude l’atto di impegno richiesto alla Provincia di Roma con innovativi suggerimenti: “Chiediamo a Zingaretti di farsi portatore delle istanze condivise nella mozione, e di adoperarsi in ogni sede istituzionale per garantire la piena operatività del Tribunale di Civitavecchia, una struttura su cui peraltro Stato ed Ente locale hanno effettuato nel tempo sostanziosi investimenti. Ma non solo. La Provincia deve intraprendere presso il Ministro della Giustizia ogni azione che valga ad assicurare una maggior presenza presso i tribunali della provincia di personale del ruolo civile, così da «restituire» al servizio sul territorio tutti gli operatori appartenenti agli Organi di Polizia, impiegati attualmente nelle procure, sollecitare l’assegnazione al Ministero della Giustizia del personale degli enti pubblici in via di soppressione; stipulare protocolli con le facoltà di giurisprudenza al fi ne di realizzare, presso le strutture giudiziarie, attività di tirocinio con crediti formativi ovvero borse di studio che impegnino gli studenti nelle attività paragiudiziali. In conclusione un “Fiat iustitia et pereat mundus!” adattato alla circostanza.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

martedì 18 ottobre 2011

POLITICA E INFORMAZIONE, UNA RESPONSABILITA’ PER DUE


Tramontata la stagione degli organi di partito viviamo quella dei giornali indipendenti ma di parte, che data la connessione forte che esiste tra politica e informazione svolgono il loro ruolo con modalità scorrette e ingannevoli che travisano sistematicamente il senso degli avvenimenti.
La politica ha i suoi limiti, i suoi difetti, le sue inadeguatezze, quei suoi modi di porsi rispetto alle problematiche della società e degli individui che più volte abbiamo criticato, anche rivolgendo pressanti inviti a cambiare registro. La nostra disapprovazione è andata talora ai pregiudizi ideologici, al massimalismo, all’incapacità, soprattutto, di andare oltre il contingente, di sapersi quindi proiettare su lunghezze temporali più estese. Fatto sta che al diffuso disinteresse verso l’attività politica si è sostituito, nel tempo, un interesse specioso verso di essa, perché chiaramente concepita da molti come lo strumento privilegiato per la propria personale affermazione. Tanto che ormai sono in molti a ritenersi preparati a fare politica attiva procurando i danni propri degli apprendisti politici, che non sono lievi. Invece chi pratica la politica ha necessità di acquisire una vasta esperienza della varietà di condizioni culturali, sociali, religiose e politiche del contesto in cui è immerso, così da fondare su basi concrete i propri interventi nel dibattito politico. Chi esercita con senso di responsabilità la politica deve tendere a cooperare nelle sedi istituzionali alla ricerca delle soluzioni più idonee a risolvere i molti problemi del sociale, come i massimi esponenti dello Stato ci esortano a fare per uscire con il concorso di tutti dal tunnel della crisi.
Ma non minori né meno preoccupanti sono le pecche che si riscontrano nell’informazione: in un certo tipo d’informazione che appare più interessata a parteggiare piuttosto che a informare correttamente e obiettivamente, più a dividere che a favorire l’emergere di un giudizio obiettivo degli amministrati sugli amministratori. Che non si riesce a percepire sé stessa come lo strumento privilegiato per rendere più corretta ed equa la gestione della cosa pubblica. Rispetto ad alcune macroscopiche deviazioni dal compito non è mancata nel tempo la nostra presa di posizione, la nostra critica, tanto più in quanto mentre il politico non di rado sconta con il giudizio sfavorevole degli elettori le sue colpe chi informa in modo scorretto non paga.
Non vogliamo essere prescrittivi, né eccessivi, ma pensiamo che anche chi informa dovrebbe vincere questa voglia di ergersi a giudice palesemente di parte, e concepire come missione quella di dare le notizie nel modo più obiettivo possibile. Una informazione che inserisca eventuali giudizi su avvenimenti locali in contesti e problematiche di più vaste aree geografiche e sappia guardare ad obiettivi di natura concreta e di carattere sostanziale. Che sappia preservare la propria autonomia rifiutando lo sbilanciamento a fasi alterne da una posizione all’altra. Qualcuno potrà dirci che offriamo una visione sbagliata della situazione, ma noi rispondiamo che non è così. Soprattutto perché la responsabilità dell’andamento delle cose del Paese, è duale, della politica come dell’ informazione, ed enormi sono i danni che quest’ultima procura quando anticipa giudizi magari anche severi e inappellabili invece di mettere in grado il cittadino di maturare autonomamente un’opinione esatta delle cose e dare lui i giudizi.
E’ chiaro che qui non si ragiona per categorie, essendo in tanti i politici assolutamente esenti dalle colpe cui all’inizio accennavamo, e altrettanti gli operatori del settore dell’informazione parimenti degni di elogio perchè svolgono con onestà, con passione e competenza il loro compito, e che anzi pagano di persona il proprio spirito d’indipendenza. A non meritare il nostro plauso sono invece quelli che deliberatamente distorcono i fatti e alcune volte, peccando di presunzione, si sostituiscono incautamente ai professionisti nel redigere inattendibili classifiche. E si sentono addirittura in grado di assegnare dei voti.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO