
E’ proprio una bella notizia quella fornitaci dal sottosegretario Francesco Giro: l’erogazione di un milione di euro immediatamente spendibili per recuperare e valorizzare i nostri beni artistici, monumentali e culturali, in particolare il Museo
Nazionale Archeologico, il Forte Michelangelo e le Terme Taurine. E anche il proposito di stanziare altri milioni di euro nel 2012 per attrezzare Civitavecchia nel suo ruolo di porta di Roma in vista della candidatura della Capitale a sede dei Giochi Olimpici del 2020. Ecco l’esempio di come dialogando con senso di responsabilità, accentuando l’espetto amministrativo del loro mandato e procurando delle tangibili utilità alla popolazione e al territorio i politici possono recuperare la fi ducia dei cittadini. I beni culturali rappresentano un capitolo particolarmente importante del nostro patrimonio e un elemento irrinunciabile dell’identità locale. Avere la possibilità di intervenire sul loro recupero avvantaggia noi e il territorio, permette alla città di pianifi - care tale essenziale aspetto del suo sviluppo. E ciò avviene in una fase in cui con fatica ma non senza risultati si sta operando sul piano della logistica per adeguare la rete dei collegamenti stradali, ferroviari e aerei col preciso intento di potenziare l’economia reale e ci si sforza di rimodulare la dimensione amministrativa cittadina
rispetto al territorio. La cultura (e quanto ne costituisce manifestazione) è per tanti versi ricchezza, occorre confermare ed estendere questa convinzione. E Stato, regioni ed enti locali devono spendere di più su di essa e permettere ai privati di fi nanziarla senza assoggettarli a pesanti trafi le burocratiche. Infatti è sotto gli occhi di tutti che mentre sul fronte economico tutto rallenta il business della cultura non si arresta, anzi cresce. E stando a uno studio commissionato dal ministero competente l’investimento di un euro che si effettua in attività e beni culturali rende in Italia da quattro a sedici volte tanto. Noi ci crediamo fermamente nella valenza della cultura e puntiamo da sempre ad uno sviluppo alternativo basato soprattutto sui beni culturali. Sul complesso del vecchio ospedale il nostro obiettivo è raggiunto, sul Tempietto Bramantesco siamo prossimi alla ripresa dei lavori; Galleria Calamatta, Museo civico e restauro dell’Emiciclo
nel Cimitero monumentale non possono più attendere: non possiamo assolutamente privarci dei loro pregi artistici e storici. Più in generale riteniamo di dover ribadire che l’estetica ha un enorme valore economico. Di un aspetto architettonico e monumentale gradevole, di un panorama urbano fatto di edifi ci restaurati e curati,
di teatri, auditori, musei, gallerie d’arte, pinacoteche, archivi storici, biblioteche, istituzioni culturali, centri di studio di ricerca e sperimentazione,
spazi espositivi, sedi congressuali e simili si può vivere. Anche a Civitavecchia. Con tali presenze si può aprire uno scenario inedito dalle mille opportunità e prospettive quando, come sempre accade, vi si abbinano le iniziative più idonee, quali celebrazioni di eventi, grandi mostre, revival, riunioni, congressi, competizioni, rassegne, raduni, gare e simili. Insomma dall’estetica e dall’arte si può trarre un enorme valore economico. La cultura può dare non solo ricchezza, ma occupazione. Così, attraverso un sapiente utilizzo dei beni culturali, si può indulgere alla tendenza dei tempi ma anche incidere in positivo su di essa, emendarla e conferirle una valenza culturale. Dal turismo tout court si può ricavare il turismo culturale. Purchè ci si lavori con continuità ed impegno.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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