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domenica 13 novembre 2011

ACQUA, CIVITAVECCHIA IN ATO2


E’ facile accorgersi delle emergenze, diffi cile riconoscere uno stato di necessità. Guardiamo a Civitavecchia, a questa nostra città che facendo leva sul porto sta cercando di potenziare e diversifi care un’economia per troppo tempo asfittica e legata ai servizi, avvalendosi anche del turismo che ha come punti di forza l’ininterrotto fl usso di passeggeri, la vicinanza con Roma, il clima gradevole, il pregio del litorale e dell’hinterland. Ovviamente per sviluppare in queste direzioni la città deve munirsi di alcuni presupposti indispensabili. Tra questi un servizio
idrico effi ciente. Ebbene, non esiste forza politica e sociale che abbia espresso sul tema posizioni di dissenso. A mancare è stata però un’azione coerente. Noi sul punto abbiamo espresso da tempo una convinzione netta e marcata, col nostro schierarci apertamente per l’ingresso in ATO 2. Noi pensiamo infatti che requisito irrinunciabile perché la città progredisca sia quello di poter fare affidamento sul regolare approvvigionamento di acqua di qualità e sulla costante e capillare sua
distribuzione, al pari del soddisfacente funzionamento di fognature e impianti di depurazione.
Per una serie di motivi di cui sanno qualcosa quei concittadini che ancora subiscono i disagi delle perdite d’acqua, delle interruzioni e degli sforamenti del contenuto di arsenico o del ricorrente inquinamento del mare. Ai quali ci sentiamo in dovere di guardare per impostare la nostra attività politica e amministrativa, per superare le grosse difficoltà che persistono. Non vogliamo fare numeri, ma non si contano gli sforzi da noi compiuti come movimento politico per dare oggettive informazioni utili a modifi care l’impostazione del dibattito che si andava sviluppando in ordine al ventilato passaggio ad Acea ATO 2. Sforzi intesi a falsifi care il dilemma dentro o fuori il sistema, a far considerare che si versava, come si versa, in uno stato di necessità che procurava come procura un insostenibile passivo di bilancio al Comune. E abbiamo più volte rammentato che la gestione dell’acqua è un’operazione complessa che va ormai condotta con grossi investimenti: abbisogna di sicure fonti di approvvigionamento, di tecnologie evolute per assicurare la correttezza dei processi che investono l’intero ciclo dell’acqua, i controlli intesi a garantire la purezza del prodotto nel corso del suo utilizzo e la sua restituzione al mare assolutamente
depurato. Abbiamo scoperto gli altarini di quelli che l’opposizione la facevano con lo slogan che l’acqua è di tutti, e confutato le affermazioni di quegli altri che mettevano in dubbio la natura pubblica di ATO 2 e facevano temere un aumento incontrollato delle tariffe. A tutti vogliamo ricordare che su questa grossa carenza del settore idrico vi sono state, un anno e mezzo fa, delle concrete possibilità di promuovere un intervento risolutivo da parte degli organi competenti per legge in materia. Attraverso trattative serrate per un ingresso contrattato che fatti salvi i diritti del personale dei vari acquedotti assicurasse investimenti per il rifacimento delle condotte e degli impianti di depurazione. Per cifre consistenti che andavano dai trenta ai centoquindici milioni di euro per far seguire alle più urgenti riparazioni il rifacimento di condutture idriche e depuratori. Il fatto è che a livello di enti locali c’è stato il progressivo innesto di valutazioni di natura politica dei maggiori partiti di entrambe le coalizioni che hanno praticamente impedito il passaggio. Col risultato che ora si entra, ma senza condizioni… A dare una sicura tutela ai cittadini siamo stati solo noi, anche in questa circostanza.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

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