Insieme per il "PROGETTO CIVITAVECCHIA" Ideare e Realizzare Oltre i Colori della Politica

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domenica 27 novembre 2011

LEGALITA’ E SICUREZZA, FATTI NON PAROLE


I recenti arresti effettuati in molte località del litorale dimostrano ancora una volta l’esposizione del nostro territorio all’influenza delle cosche che gestiscono i traffici della droga e i proventi dell’usura. E non potrebbe essere altrimenti data la presenza del porto e delle centrali e considerata la crescente attenzione prestata a Civitavecchia dagli operatori economici in vista dello sviluppo atteso per la prossima saldatura della rete infrastrutturale. D’altronde non passa giorno che i media non riportino analisi allarmate sulla proliferazione della delinquenza comune, contornata dai fenomeni di microcriminalità, teppismo, bullismo, e di quella di stampo mafioso e camorristico. Cui si accompagnano appelli a fornire una maggiore sicurezza ai cittadini col rafforzamento di polizia e carabinieri: più uomini, più mezzi, più presidio del territorio dovrebbero dare più sicurezza. C’è da chiedersi se possa bastare accogliere acriticamente una simile richiesta.
Noi siamo sinceri estimatori delle forze dell’ordine e plaudiamo al loro prezioso e insostituibile lavoro nonché alla difficile azione investigativa della magistratura, e proprio perché pienamente convinti della necessità di potenziare le operazioni di polizia abbiamo sponsorizzato nella sede istituzionale della Provincia di Roma la consulta provinciale contro le mafie, e promosso la mozione del consiglio provinciale in difesa del nostro tribunale e la consegna di due autovetture ai locali comandi di carabinieri e polizia. Tuttavia riteniamo che il problema della sicurezza, legato a filo doppio a quello della legalità, non possa ricadere tutto sulle spalle delle forze dell’ordine e dei magistrati. Va affrontato anche e soprattutto a monte, con un’azione di radicale e capillare prevenzione, capace di operare una modifica profonda della società in tutti i suoi aspetti e di trasfondervi gli anticorpi contro il fenomeno malavitoso.
E abbiamo avanzato una serie di proposte intese a rendere più armonica e coesa la vita della comunità cittadina. Nell’attività politica locale abbiamo inviato chiari segnali: sui pericoli del consumo della droga – dando l’esempio con i test effettuati da Balloni e Campidonico - per l’assenza nelle nostre scelte di calcoli meschini, per la corretta gestione della cosa pubblica. Ed era giusto farlo, visto che sotto la lente d’ingrandimento delle Procure figurano una serie crescente di reati legati alla gestione degli appalti, casi di corruzione, di tangenti, di estorsioni e ricatti. Che ci auguriamo inducano i partiti a impostare diversamente l’attività degli organi interni, ad avvicinarsi ai cittadini, a rivedere la composizione delle liste elettorali e le nomine dei loro rappresentanti negli enti, a guardare con più attenzione alla trsparenza della loro attività. E più volte abbiamo posto l’accento sulla inderogabile necessità di creare nuova occupazione per i giovani favorendo l’insediamento di nuove attività produttive, e di attivarsi perché gli ambienti di lavoro diventino i luoghi in cui il merito la professionalità e l’impegno ricevano il giusto premio e le varie forme di disimpegno, di vessazione, di mobbing e bossing conclamati o meno, siano alfine debellate. Così da assicurare una produttività elevata, uno sviluppo sano ed equilibrato del tessuto economico fondato sulla gratificazione che l’individuo ricava dall’attività svolta. Circa lo smaltimento dei rifiuti abbiamo denunciato i pericoli di imposizioni dall’alto, e invitato ad effettuare con immediatezza le scelte più coraggiose, in considerazione degli interessi spesso ambigui che insistono sul settore. Sullo sviluppo urbanistico abbiamo perorato la causa di una città a misura d’uomo, che convogli le attività dei costruttori verso la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente e lasci spazio all’armonico, all’artistico e al bello. Che si coniughi con le stesse istanze culturali. Una serie di proposte mirate ad eliminare dalla città le zone grigie in cui maggiormente possono annidarsi le complicità con la malavita.
Auspichiamo che l’assieme di iniziative sollecitate a livello provinciale - nei termini sopra sinteticamente richiamati - e quelle assunte a livello locale costituiscano altrettanti motivi di impegno di tutto il territorio per restringere sempre più il campo di azione di ogni forma di delinquenza.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

venerdì 25 novembre 2011

RIFACIMENTO DEL VIALE DELLE STERLIZIE


Avranno inizio tra breve i lavori di rifacimento del manto stradale e dei marciapiedi di Viale delle Sterlizie, che di quella strada mediana che si snoda longitudinalmente tra la zona sud della città e la zona centrale costituisce uno dei tratti certamente più transitati.
E anche di maggiore importanza, perché funge da via di collegamento tra gli impianti sportivi – Geodetico, Stadio del Nuoto, San Gordiano Calcio – e la chiesa, la farmacia, le scuole e i complessi commerciali. Un connettivo veramente essenziale alla vita ordinata dei residenti di San Gordiano, che abbisognano ancora di tante e tante strutture di primaria importanza.
Per i motivi sopra esposti, chi scrive ha voluto studiare, d’intesa con gli uffici dell’Assessorato, le soluzioni più idonee ad una realizzazione dell’opera tale che restituisse comodità e lustro ad un quartiere che aveva accumulato negli anni un sensibile deficit di interventi pubblici e manutentivi. E in tale ottica ha disposto l’elaborazione di un progetto di natura complessiva, volto al rifacimento sia dei marciapiedi che del manto stradale e dello spartitraffico.
I lavori verranno effettuati seguendo una precisa scansione già sperimentata con successo in altre arterie cittadine.
Nella prima fase verranno infatti realizzati su ambo i lati della strada i nuovi marciapiedi, che a seguito dell’abbattimento delle barriere architettoniche dovranno costituire un itinerario pedonale sicuro, privo di ostacoli e di facile percorrenza. Nella seconda fase si effettuerà l’intervento sulla sovrastruttura spartitraffico, che verrà realizzata ex novo laddove manchi o accusi un forte deterioramento. Infine, verrà steso sul fondo stradale un manto d’asfalto omogeneo, in grado di consentire un transito veicolare in condizioni di assoluta sicurezza.

Mauro Campidonico - Assessore alle Manutenzioni

mercoledì 23 novembre 2011

LA CITTA' AL PRIMO POSTO, SEMPRE


Ci piace tornare al tema della lettera aperta indirizzata al Sindaco Moscherini per spiegare con più chiarezza il signifi cato e il valore delle richieste che vi sono contenute e il senso della nostra presenza oggi in maggioranza. Così da dare a chi ci
legge la possibilità di giudicarci con più informazioni a riguardo. E’ ovvio che siamo un movimento politico che non si fa guidare nelle proprie scelte da calcoli elettorali o da pregiudizi di schieramento: noi non ci schieriamo a favore dell’una o dell’altra coalizione in base alla collocazione politica: ne siamo convinti a tal punto di averlo scritto anche nel nostro statuto. Collaboriamo con le forze politiche con le quali ci è possibile dare un fattivo contributo, e non è determinante nella scelta il fatto che esse siano di destra o di sinistra. Assolutamente no. Noi anzi ci schieriamo a seconda della fi ducia che riponiamo nel candidato che in quel momento rappresenta la coaliziome e in quella che trasmette il suo programma elettorale.Siamo fatti così. Tra l’altro questa è una logica a cui, almeno a parole, tutti vogliamo obbedire. Ed allora anziché essere titubanti sposiamola tutti questa tesi, facciamola diventare la nostra idea, l’idea e la volontà dei cittadini di Civitavecchia. Diamo il nostro consenso a questo movimento,
condividiamo quello che il POLO CIVICO esprime. Tutti hanno potuto vedere come noi, a differenza di altri partiti che si sono affannati a dire sì, per ora non andiamo con nessuno. Abbiamo detto no: noi vogliamo riflettere, capire, valutare cosa si sta dando veramente ai cittadini, cosa possimo ancora dare in questo fine mandato e cosa si può concretamente proporre per il prossimo. Questo ci sembra, ne siamo convinti, un approccio che risponde con onestà e rispetto a chi ci ha accordato fi ducia la volta scorsa e ha potuto vedere in noi una forza politica seria, di sicuro affi damento, coerente e soprattutto rispettosa del mandato ricevuto. Un terreno questo
su cui non temiamo confronti. E’ chiaro quindi che la nostra presa di posizione risponde a quanto affermato, è l’espressione del nostro DNA politico, è attenzione ai giudizi perché quelli affrettati possono nuocere a tutta la collettività. Se l’assenza nelle decisioni di un’analisi seria e approfondita nuocesse solo a noi poco male, ma il rischio è che il danno si estenda alla collettività. E la cosa è da evitare. Fra alcuni mesi si andrà alle urne per eleggere il Sindaco e il nuovo Consiglio comunale: è bene quindi che ai cittadini sia fornita la massima quantità di notizie, basate su fatti e informazioni serie e documentabili così da limitare al massimo la possibilità di sbagliare.
Anche noi saremo tra coloro che dovranno esser giudicati, e vogliamo che chi dovrà farlo, al di là di come la pensa, abbia il massimo delle notizie su ciò che abbiamo fatto, su ciò che abbiamo proposto e su ciò che ancora con la sua fiducia vorremmo
fare. Attenzione però alle sottovalutazioni, perché sono pericolose per tutti. Le nostre proposte per questo scorcio di mandato - come ad esempio quella sull’idrico a cui stiamo lavorando da diversi mesi - se accolte ci permetterebbero di garantire
l’erogazione e la qualità dell’acqua a quartieri come San Liborio e Aurelia e a tutta la zona a nord della città, dove sarebbe possibile l’erogazione ininterrotta
dell’acqua e l’eliminazione dell’arsenico. E queste non ci sembrano conquiste marginali, ma fondamentali. Il nostro lavoro nell’anno che si conclude è stato tanto, come importanti e di livello sono state le proposte avanzate. Al momento opportuno saremo in grado di documentare il ruolo svolto dal POLO CIVICO e di motivare ampiamente e a testa alta la richiesta di rinnovo della vostra fiducia. Perché alle prossime elezioni noi ci saremo e ci saremo con un ruolo da protagonisti. Però a vostro esclusivo vantaggio. Noi siamo il POLO CIVICO. Siamo con voi.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

domenica 20 novembre 2011

DAI RISULTATI NASCONO LE COALIZIONI


Caro Sindaco, stiamo rifl ettendo sulla scadenza elettorale della prossima primavera, un appuntamento che riteniamo di importanza cruciale per l’avvenire di Civitavecchia e del comprensorio. Premesso che a noi la corsa frenetica alle candidature non interessa - interessano piuttosto le puntuali realizzazioni a qualsiasi forza politica si possano ascrivere -, anche di recente ci siamo riuniti per fare il punto della situazione cittadina, e per vagliare con la massima obiettività ciò che la coalizione delle larghe intese ha prodotto e ciò che ancora può fare in questo ultimo scorcio di mandato, mettendo nel conto delle nostre valutazioni anche le responsabilità del comportamento tenuto dalla maggioranza e dall’opposizione. Dobbiamo dire che nei nostri incontri è emersa ancora una volta
una forte delusione per il divario avvertito tra il contributo di coesione e proposta che ci eravamo ripromessi di dare allo sviluppo della città in qualità di fautori di tale formula di governo e quello che in effetti ci è stato consentito di dare, sia nei rapporti interpartitici che nell’attività amministrativa. Ci siamo
soffermati sugli assurdi intralci frapposti all’attuazione di iniziative e progetti da noi presentatil che riteniamo essenziali per migliorare l’assetto complessivo della città e che sono peraltro provvisti, in gran parte, di una sostanziosa copertura fi nanziaria a carico di altri Enti. Il loro puntuale rigetto ci è sembrato un “remare contro” gli interessi della coalizione stessa e ha prodotto
costanti elementi di frizione nei rapporti con te, che come sindaco sei da ritenere
il primo responsabile delle scelte effettuate dall’Amministrazione comunale. E la cosa ci ha indotti a manifestare più volte il nostro scontento, talora anche tramite prese di posizione pubbliche con cui ti invitavamo ad attivarti per rimuovere gli ostacoli da noi denunciati. Le risposte ricevute non sono state convincenti, né sono state accompagnate da decisioni convenienti, così da rendere necessario esaminare con più attenzione la possibilità di bissare la nostra partecipazione ad un’alleanza che in pratica ci ha voluti relegare a un ruolo marginale che assolutamente non meritiamo per il nostro modo di intendere l’impegno politico nei riguardi della città. Per cui sospendiamo ogni decisione e ci diamo tempo fi no a tutto dicembre per operare la nostra scelta. Questa volta ci conterremo esclusivamente in base agli atti amministrativi che verrano emanati sui seguenti progetti: ingresso in ATO2 - bretella di collegamento idrico tra via Montanucci e Aurelia – serbatoio accumulo
acqua a San Liborio – stralcio villaggi casette di legno (3 a Campo Oro e 1 a San
Gordiano) di cui alla proposta da sottoporre al consiglio comunale – realizzazione parcheggio multipiano area F.S. – sì al confronto con l’assessorato manutenzioni ma
stop a limitazioni e interferenze sull’operato del settore che ne condizionano di
fatto l’operatività e l’effi cacia. Al punto in cui siamo dobbiamo soltanto verifi care se esistono prospettive per continuare l’attuale esperienza di governo e per intraprendere convintamente una campagna elettorale in seno all’attuale coalizione.
Cordiali saluti.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

sabato 19 novembre 2011

SIAMO ORMAI AL GOVERNO DEI TECNICI


Il cittadino mediamente informato ha visto le vicende politiche italiane di questi ultimi tempi assumere i contorni di una lotta senza esclusione di colpi di tutti contro tutti, che si alimenta di una demonizzazione reciproca. Gradualmente in assenza di riforme del sistema la situazione economica e finanziaria è precipitata e i rapporti di forza tra i partiti politici si sono alterati. Il governo ha perso la maggioranza, il Premier ha annunciato e poi rassegnato le proprie dimissioni. Il Capo dello Stato ha ritenuto di salvare in extremis la situazione promuovendo un governo tecnico – dei banchieri o dei bocconiani - avente il compito di effettuare le operazioni di emergenza e le riforme strutturali che i politici hanno omesso di adottare. La soluzione tecnica viene accolta dalle varie forze politiche con accettazioni, riserve o aperte opposizioni dal retrogusto poco autentico. Nel Paese non c’è più una guida. Se resta il riferimento soprattutto morale del Capo dello Stato, in pratica si è alla mercè di decisioni imposte dall’Unione Europea che controlla l’operato di un governo tecnico in fase di composizione.
A nostro avviso chi vede le cose in questo modo non sbaglia; vede giusto. E d’altro canto noi stessi, come movimento politico, abbiamo sempre sottolineato che la storica mancanza di un’etica pubblica nella conduzione dell’attività politica unita all’insufficienza della dimensione culturale conduce ad una continua irriducibile contrapposizione, alle più impensabili manifestazioni di odio, alla violenza verbale, al muro contro muro su ogni tentativo di provvedimento. La politica, che predica la solidarietà ma pratica l’intolleranza, che declama la pattocrazia e la smentisce immediatamente, continua ad essere praticata all’insegna della massima divisione, nonostante i ripetuti e i più autorevoli richiami al dialogo, al senso di responsabilità. La politica si manifesta totalmente incapace di perseguire obiettivi
comuni, di interpretare il senso dell’utilità sociale, di vedere l’interesse generale. Non comprende quale debba essere il corretto rapporto tra maggioranza
e minoranza, per cui ottiene il risultato di un governo che “sgoverna” e di un’opposizione non abbastanza credibile, in cui la sinistra liberale non decolla, tentata com’è di dare la “spallata” finale a chi governa. Che invece di costruire sente il dovere di alimentare l’insoddisfazione e l’odio, con i risultati che si vedono, dato il tipo di contestazione e gli insulti rivolti contro un Premier dimissionario che, al di là dei giudizi per la sua condotta politica e privata, deve essere trattato civilmente come chiunque. Ora è anche vero che quanto sta accadendo
è una conseguenza di una forma tanto esasperata di capitalismo fi nanziario che pare dar ragione a Marx che profetizzava la caduta dello stesso sotto il peso delle sue ingiustizie e contraddizioni che comporta. Tanto che siamo a un punto di svolta, nel quale va facendosi strada – anche su pressione della Chiesa - la convinzione che sia
necessario istituire un’autorità pubblica mondiale che regoli il sistema finanziario e monetario internazionale introducendovi un minimo di considerazione per i principi etici e del perseguimento del bene comune, dato il disastro procurato dal Fondo
monetario internazionale e dalla Banca mondiale, i due organismi creati con gli accordi di Bretton Woods che risalgono nientemeno che al 1944. Ma non si capisce che cosa si aspetti la politica da un simile esperimento di governo tecnico. Se non si
va presto al voto e non ci si autoriforma non se ne farà nulla. Deve cambiare il modo di fare politica senza demandare ai tecnocrati il “lavoro sporco”, gli immancabili sacrifici e le rinunce per le famiglie che non saranno così riconducibili ai Partiti che ne usciranno indenni e pronti a rigareggiare.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

CONGRATULAZIONI A GINO VINACCIA PER LA PRESIDENZA DELL'ATER


Esprimiamo vive congratulazioni a Gino Vinaccia per la nomina a Presidente dell'Ater. Siamo certi che saprà ricoprire l'importante incarico con autorevolezza e competenza, impegnandosi per il soddisfacimento delle esigenze abitative della città e del comprensorio.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

DUE AUTOVETTURE ALLE FORZE DELL'ORDINE, L'INIZIATIVA E' DEL CONSIGLIERE PROVINCIALE ALVARO BALLONI


Senza vena polemica ma per ristabilire la verità dei fatti il Polo Civico precisa, con riferimento agli annunci relativi all’oggetto apparsi sulla stampa, che l’iniziativa di sostenere il prezioso e apprezzato operato delle Forze dell’Ordine cittadine dotandole di due autovetture (una ai carabinieri e l’altra alla polizia) é da imputare unicamente all’On. Alvaro Balloni coadiuvato a livello locale dall’assessore Campidonico. Il consigliere provinciale è infatti l’autore della proposta, ed è lui che ha seguito passo passo l’iter amministrativo che ha condotto,
con l’avallo di Zingaretti e l’assenso di Moscherini per le rispettive competenze, alla consegna dei mezzi che è fissata per lunedì 14 c.m.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

domenica 13 novembre 2011

ACQUA, CIVITAVECCHIA IN ATO2


E’ facile accorgersi delle emergenze, diffi cile riconoscere uno stato di necessità. Guardiamo a Civitavecchia, a questa nostra città che facendo leva sul porto sta cercando di potenziare e diversifi care un’economia per troppo tempo asfittica e legata ai servizi, avvalendosi anche del turismo che ha come punti di forza l’ininterrotto fl usso di passeggeri, la vicinanza con Roma, il clima gradevole, il pregio del litorale e dell’hinterland. Ovviamente per sviluppare in queste direzioni la città deve munirsi di alcuni presupposti indispensabili. Tra questi un servizio
idrico effi ciente. Ebbene, non esiste forza politica e sociale che abbia espresso sul tema posizioni di dissenso. A mancare è stata però un’azione coerente. Noi sul punto abbiamo espresso da tempo una convinzione netta e marcata, col nostro schierarci apertamente per l’ingresso in ATO 2. Noi pensiamo infatti che requisito irrinunciabile perché la città progredisca sia quello di poter fare affidamento sul regolare approvvigionamento di acqua di qualità e sulla costante e capillare sua
distribuzione, al pari del soddisfacente funzionamento di fognature e impianti di depurazione.
Per una serie di motivi di cui sanno qualcosa quei concittadini che ancora subiscono i disagi delle perdite d’acqua, delle interruzioni e degli sforamenti del contenuto di arsenico o del ricorrente inquinamento del mare. Ai quali ci sentiamo in dovere di guardare per impostare la nostra attività politica e amministrativa, per superare le grosse difficoltà che persistono. Non vogliamo fare numeri, ma non si contano gli sforzi da noi compiuti come movimento politico per dare oggettive informazioni utili a modifi care l’impostazione del dibattito che si andava sviluppando in ordine al ventilato passaggio ad Acea ATO 2. Sforzi intesi a falsifi care il dilemma dentro o fuori il sistema, a far considerare che si versava, come si versa, in uno stato di necessità che procurava come procura un insostenibile passivo di bilancio al Comune. E abbiamo più volte rammentato che la gestione dell’acqua è un’operazione complessa che va ormai condotta con grossi investimenti: abbisogna di sicure fonti di approvvigionamento, di tecnologie evolute per assicurare la correttezza dei processi che investono l’intero ciclo dell’acqua, i controlli intesi a garantire la purezza del prodotto nel corso del suo utilizzo e la sua restituzione al mare assolutamente
depurato. Abbiamo scoperto gli altarini di quelli che l’opposizione la facevano con lo slogan che l’acqua è di tutti, e confutato le affermazioni di quegli altri che mettevano in dubbio la natura pubblica di ATO 2 e facevano temere un aumento incontrollato delle tariffe. A tutti vogliamo ricordare che su questa grossa carenza del settore idrico vi sono state, un anno e mezzo fa, delle concrete possibilità di promuovere un intervento risolutivo da parte degli organi competenti per legge in materia. Attraverso trattative serrate per un ingresso contrattato che fatti salvi i diritti del personale dei vari acquedotti assicurasse investimenti per il rifacimento delle condotte e degli impianti di depurazione. Per cifre consistenti che andavano dai trenta ai centoquindici milioni di euro per far seguire alle più urgenti riparazioni il rifacimento di condutture idriche e depuratori. Il fatto è che a livello di enti locali c’è stato il progressivo innesto di valutazioni di natura politica dei maggiori partiti di entrambe le coalizioni che hanno praticamente impedito il passaggio. Col risultato che ora si entra, ma senza condizioni… A dare una sicura tutela ai cittadini siamo stati solo noi, anche in questa circostanza.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 10 novembre 2011

CIVITAVECCHIA, UN'IDENTITA' DA RITROVARE


L’evoluzione di un organismo sociale sfugge spesso alla percezione di coloro che vi vivono immersi nell’attualità, e viene colta nel suo pieno signifi cato soltanto molto tempo dopo. A Civitavecchia, poi, si è soliti commentare gli avvenimenti che stiamo vivendo senza porsi il problema di porli in relazione col passato storico della città e in particolare con la lacerazione profonda sofferta nel lontano (ma non troppo) anno 1943. Per cui si incappa in conclusioni incongrue, venate da eccessi di pessimismo che impediscono di constatare che la città sta invece vivendo cambiamenti profondi e radicali che la proiettano verso un avvenire migliore. Va infatti ricordato che un primo grosso cambiamento in seno alla comunità cittadina è avvenuto nei primi venticinque anni del dopoguerra, quando i civitavecchiesi, a seguito delle grosse distruzioni causate dai bombardamenti e dall’affrettata opera di ricostruzione, rimasero privi dei loro tradizionali punti di riferimento sia morali che fisici. Dato che la guerra aveva prodotto non solo distruzione e morte, ma anche una interruzione drammatica della continuità culturale. Questa generazione diede vita a una società ancora memore del passato, ma incapace sia di rinverdirlo che di sostituirlo con una realtà di segno diverso. Nei venti anni successivi nuove generazioni sono subentrate e il loro distacco dal passato è divenuto evidente. Benchè i giovani fossero più istruiti, investiti di un benessere maggiore, aperti ai contatti sociali, trovavano difficoltà ad innestarsi nelle antiche radici, su un
terreno culturale solido. E poi, del passato, magari in teoria conosciuto, non riuscivano a rinvenire tracce materiali o spirituali. E’ stato solo negli anni novanta che la comunità cittadina ha preso coscienza, con un ripensamento doloroso
ed anche critico, del trauma da essa vissuto, ed ha iniziato a pensare ad una politica locale coerente, anche sotto l’aspetto delle iniziative culturali, con l’obiettivo di raccordarsi in qualche misura col passato. E pur tra limiti, contraddizioni e passi falsi si è posta il problema di andare oltre il quotidiano e di riprogrammare in tale ottica il proprio futuro. Riconoscendo che nel passato è la nostra identità. Oggi i concittadini sembrano avere una maggiore consapevolezza
delle loro radici, del ruolo svolto da Civitavecchia nel suo importante passato, e di quello che essa è in grado di svolgere in avvenire, anche se permangono limiti evidenti nella dimensione politica, economica culturale: carenza di dialogo intrapartitico e interpartitico, debolezza strutturale dell’economia, alta disoccupazione, ritardo nel recupero/valorizzazione dei beni culturali, artistici e monumentali, assetto urbanistico da correggere. Lunga e faticosa è la strada del
progresso. E tuttavia l’approccio alla soluzione dei problemi è cambiato. Non si ipotizza più una crescita legata prevalentemente a una diversa divisione amministrativa del territorio. La città il suo ruolo di capoluogo lo cerca nella crescita del suo peso economico e socio-culturale. Dimostrando di sapere effettivamente svolgere funzioni organizzative migliorando l’esercizio del suo ruolo nei suoi diversi circondari – marittimo, portuale, militare, giudiziario, dei comandi
carabinieri, guardia di fi nanza, polizia di stato, finanziario, sanitario, sindacale, previdenziale e via dicendo - di importanza ed estensione variabile, ora comprensoriale, ora di area provinciale o regionale, ora addirittura internazionale. E ci sembra questo un modo proficuo di procedere verso obiettivi più ambiziosi.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

lunedì 7 novembre 2011

E' IL PORTO IL NOSTRO FUTURO


Il trasporto marittimo svolge a Civitavecchia, da sempre favorita dalla sua eccezionale posizione geografi ca, un ruolo determinante negli scambi interni e con l’estero. Negli ultimi quindici anni il traffi co commerciale ha avuto un trend di crescita incoraggiante pur risentendo delle carenze logistiche di raccordo con gli altri tipi di trasporto (intermodalità). Il traffi co di passeggeri è costantemenmte cresciuto: quello dei croceristi in misura esponenziale. I risultati raggiunti sono insomma più che soddisfacenti sia da noi che nel network, ed esistono prospettive di ulteriori miglioramenti nonostante la fase negativa del ciclo economico. Ma tante navi signifi cano anche tante emissioni che rischiano di compromettere il fragile equilibrio ambientale e di concorrere a un peggioramento dello stato di salute della popolazione. E’ da dire che su detto preoccupante aspetto dello sviluppo portuale gli organismi preposti - capitaneria, autorità portuale, enti locali, istituzioni e privati - consapevoli della delicatezza della situazione, stimolati dalle associazioni più sensibili ai problemi dell’ambiente, non si sottraggono al dovere di intervenire per arginare il fenomeno delle polveri sottili. Con l’adozione di importanti misure che vanno dalla comminazione di sanzioni ai controlli sui motori
marini e sui combustibili utilizzati, al monitoraggio della qualità dell’aria, all’elaborazione di un progetto di elettrifi cazione delle banchine. In questo quadro di diffusa responsabilizzazione è apparsa dissonante la minaccia di “serrata” di Confi tarma forse collegata alle denunce piovute sugli armatori. Una iniziativa fortunatamente contraddetta dalla maggiore impresa di navigazione, leader nel settore
croceristico, la Costa Crociere, che ha dichiarato di essere pronta, in un contesto di potenziamento e di adeguamento tecnologico della propria fl otta, a fare scalo nel nostro porto con Costa Favolosa, una nave recentissima e già predisposta per mantenere accesi i motori durante la sosta in porto alimentandoli alle banchine, una volta che siano elettrifi cate. Un esempio per tutti gli altri armatori, un invito ad attivarsi per far coesistere sviluppo ed ecologia, come già avviene in Scandinavia e in alcune realtà nordamericane.
Noi del POLO CIVICO avevamo però ragione a far presente che l’elettrifi - cazione delle banchine non risolve il problema se poi non si predispongono le navi all’utilizzo di tale tipo di alimentazione, se non le si rendono come si dice compatibili. Costa Crociere ha provveduto a tanto, e le navi da essa commissionate nascono munite di tale aggiornamento. Ma può bastare ad abbattere le emissioni la decisione di questa e magari di poche altre pure importantissime società? Pensiamo di no. Occorre l’emanazione di provvedimenti specifi ci quanto meno a livello europeo, e la previsione di incentivi comunitari diretti a stimolare la indispensabile trasformazione delle navi. E i rappresentanti al parlamento europeo dei maggiori partiti italiani dovrebbero farsi carico da subito del problema e avanzare le opportune proposte. Dal momento che a problemi che riguardano grandi aree geografi che occorre dare risposte globali. Non può essere infatti che alcuni porti si adeguino ed altri no, che determinati gruppi armatoriali ottemperino ed altri no. E bisogna guardare non solo all’inquinamento che le navi producono durante la sosta negli scali ma anche a quello che procurano durante la rotta con l’utilizzo di carburante di bassa qualità, sia nel trasporto di passeggeri che di merci. Se infatti non si provvede tempestivamente e nel modo giusto fi nirà che gli armatori avranno molte difficoltà ad affrontare i costi dell’adattamento del naviglio esistente e si limiteranno a far nascere compatibili le navi in cantiere.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 3 novembre 2011

UN MILIONE DI EURO PER LA CULTURA, MOLTO BENE


E’ proprio una bella notizia quella fornitaci dal sottosegretario Francesco Giro: l’erogazione di un milione di euro immediatamente spendibili per recuperare e valorizzare i nostri beni artistici, monumentali e culturali, in particolare il Museo
Nazionale Archeologico, il Forte Michelangelo e le Terme Taurine. E anche il proposito di stanziare altri milioni di euro nel 2012 per attrezzare Civitavecchia nel suo ruolo di porta di Roma in vista della candidatura della Capitale a sede dei Giochi Olimpici del 2020. Ecco l’esempio di come dialogando con senso di responsabilità, accentuando l’espetto amministrativo del loro mandato e procurando delle tangibili utilità alla popolazione e al territorio i politici possono recuperare la fi ducia dei cittadini. I beni culturali rappresentano un capitolo particolarmente importante del nostro patrimonio e un elemento irrinunciabile dell’identità locale. Avere la possibilità di intervenire sul loro recupero avvantaggia noi e il territorio, permette alla città di pianifi - care tale essenziale aspetto del suo sviluppo. E ciò avviene in una fase in cui con fatica ma non senza risultati si sta operando sul piano della logistica per adeguare la rete dei collegamenti stradali, ferroviari e aerei col preciso intento di potenziare l’economia reale e ci si sforza di rimodulare la dimensione amministrativa cittadina
rispetto al territorio. La cultura (e quanto ne costituisce manifestazione) è per tanti versi ricchezza, occorre confermare ed estendere questa convinzione. E Stato, regioni ed enti locali devono spendere di più su di essa e permettere ai privati di fi nanziarla senza assoggettarli a pesanti trafi le burocratiche. Infatti è sotto gli occhi di tutti che mentre sul fronte economico tutto rallenta il business della cultura non si arresta, anzi cresce. E stando a uno studio commissionato dal ministero competente l’investimento di un euro che si effettua in attività e beni culturali rende in Italia da quattro a sedici volte tanto. Noi ci crediamo fermamente nella valenza della cultura e puntiamo da sempre ad uno sviluppo alternativo basato soprattutto sui beni culturali. Sul complesso del vecchio ospedale il nostro obiettivo è raggiunto, sul Tempietto Bramantesco siamo prossimi alla ripresa dei lavori; Galleria Calamatta, Museo civico e restauro dell’Emiciclo
nel Cimitero monumentale non possono più attendere: non possiamo assolutamente privarci dei loro pregi artistici e storici. Più in generale riteniamo di dover ribadire che l’estetica ha un enorme valore economico. Di un aspetto architettonico e monumentale gradevole, di un panorama urbano fatto di edifi ci restaurati e curati,
di teatri, auditori, musei, gallerie d’arte, pinacoteche, archivi storici, biblioteche, istituzioni culturali, centri di studio di ricerca e sperimentazione,
spazi espositivi, sedi congressuali e simili si può vivere. Anche a Civitavecchia. Con tali presenze si può aprire uno scenario inedito dalle mille opportunità e prospettive quando, come sempre accade, vi si abbinano le iniziative più idonee, quali celebrazioni di eventi, grandi mostre, revival, riunioni, congressi, competizioni, rassegne, raduni, gare e simili. Insomma dall’estetica e dall’arte si può trarre un enorme valore economico. La cultura può dare non solo ricchezza, ma occupazione. Così, attraverso un sapiente utilizzo dei beni culturali, si può indulgere alla tendenza dei tempi ma anche incidere in positivo su di essa, emendarla e conferirle una valenza culturale. Dal turismo tout court si può ricavare il turismo culturale. Purchè ci si lavori con continuità ed impegno.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

mercoledì 2 novembre 2011

CAMPAGNA ELETTORALE, MEGLIO SE DI ALTO PROFILO


Non si può dire che non sia così: la campagna elettorale è già iniziata. Quello che apprendiamo di giorno in giorno e che leggiamo sulla stampa ci conferma che la campagna elettorale è già partita. E di ciò non siamo davvero soddisfatti - a prescindere dai toni del suo esordio – perché stando così le cose, è facile intuire che le varie considerazioni, proposte e iniziative che si susseguono nel lasso di tempo che va da qui al momento delle elezioni rischiano di essere in- ficiate da un dato oggettivo: il dubbio della loro strumentalità.
E ci dispiace che a correre un rischio del genere siano anche gli incontri attivati dal comune sul tema più che mai attuale dello sviluppo - un tema di fondamentale importanza e a noi quanto mai caro, e sul quale, come i lettori ricorderanno, abbiamo più volte invitato gli organi competenti, quelli che in qualche modo hanno responsabilità di “governo” nei riguardi della comunità locale ad appuntare l’attenzione. Incontri che avrebbero certamente avuto un sapore molto diverso se
effettuati in uno spazio temporale più lontano si vanno svolgendo invece in questi giorni. Ora è chiaro che è meglio tardi che mai, e che in tempi di crisi è meglio muoversi che star fermi, e che comunque è lecito aggrapparsi a tutto, anche ai sogni, E infatti la nostra preoccupazione è proprio questa: che quello che si costruisce in un periodo prematuramente caratterizzato da esigenze propagandistiche trovi diffi coltà ad essere realizzato in un futuro prossimo. Perché una cosa è certa. Tra sei mesi la città sarà chiamata a esprimersi su chi dovrà governarla per il prossimo lustro, ed è chiaro che a seconda delle scelte che essa farà si saprà se
quello che si concorda oggi ha la possibilità di andare avanti speditamente e senza eccessiva opposizione domani. Vogliamo solo sperare per l’interesse di tutti che le nostre preoccupazioni si rivelino all’atto pratico eccessive e vengano smentite dai fatti. E’ più che ovvio, per quanto abbiamo sempre sostenuto, che noi ci schieramo sempre per lo sviluppo, e a favore di quelle scelte che possono far crescere anche sotto l’aspetto economico la città, incrementare l’occupazione, distribuire ai
nostri concittadini ulteriori redditi. E noi saremo vigili affi nchè ciò accada, e senza compromettere, vogliamo affermarlo con forza, la salute e la sicurezza della popolazione. Tematiche come l’inquinamento, il dissesto idrogeologico, la mobilità e la qualità della vita devono essere valutate attentamente per dare la migliore risposta possibile. Non siamo per la estremizzazione strumentale di concetti del genere ma neppure per una loro sottovalutazione. Ciò deve essere chiaro. Vorremmo evitare inoltre, e per quanto ci riguarda faremo anche stavolta la nostra parte,
che la campagna elettorale si trasformi in una sorta di “regolamento di conti” tra opposti schieramenti perché la cosa sarebbe veramente mortifi cante per i cittadini che invece si aspettano un dibattito di alto profi lo incentrato sulle prospettive
di crescita della città. Delle beghe personali essi possono farne tranquillamente a meno. In occasione delle elezioni i cittadini vogliono essere messi al corrente di ciò che si vuole fare in concreto e ricavare tutti gli elementi di giudizio necessari per operare una scelta oculata e giusta. E noi abbiamo il dovere di darglieli questi elementi, di ascoltare la loro voce e di operare con la massima serietà e nel massimo rispetto verso chiunque. Questo atteggiamento pensiamo abbia la possibilità di essere premiato dagli elettori.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO