
I recenti arresti effettuati in molte località del litorale dimostrano ancora una volta l’esposizione del nostro territorio all’influenza delle cosche che gestiscono i traffici della droga e i proventi dell’usura. E non potrebbe essere altrimenti data la presenza del porto e delle centrali e considerata la crescente attenzione prestata a Civitavecchia dagli operatori economici in vista dello sviluppo atteso per la prossima saldatura della rete infrastrutturale. D’altronde non passa giorno che i media non riportino analisi allarmate sulla proliferazione della delinquenza comune, contornata dai fenomeni di microcriminalità, teppismo, bullismo, e di quella di stampo mafioso e camorristico. Cui si accompagnano appelli a fornire una maggiore sicurezza ai cittadini col rafforzamento di polizia e carabinieri: più uomini, più mezzi, più presidio del territorio dovrebbero dare più sicurezza. C’è da chiedersi se possa bastare accogliere acriticamente una simile richiesta.
Noi siamo sinceri estimatori delle forze dell’ordine e plaudiamo al loro prezioso e insostituibile lavoro nonché alla difficile azione investigativa della magistratura, e proprio perché pienamente convinti della necessità di potenziare le operazioni di polizia abbiamo sponsorizzato nella sede istituzionale della Provincia di Roma la consulta provinciale contro le mafie, e promosso la mozione del consiglio provinciale in difesa del nostro tribunale e la consegna di due autovetture ai locali comandi di carabinieri e polizia. Tuttavia riteniamo che il problema della sicurezza, legato a filo doppio a quello della legalità, non possa ricadere tutto sulle spalle delle forze dell’ordine e dei magistrati. Va affrontato anche e soprattutto a monte, con un’azione di radicale e capillare prevenzione, capace di operare una modifica profonda della società in tutti i suoi aspetti e di trasfondervi gli anticorpi contro il fenomeno malavitoso.
E abbiamo avanzato una serie di proposte intese a rendere più armonica e coesa la vita della comunità cittadina. Nell’attività politica locale abbiamo inviato chiari segnali: sui pericoli del consumo della droga – dando l’esempio con i test effettuati da Balloni e Campidonico - per l’assenza nelle nostre scelte di calcoli meschini, per la corretta gestione della cosa pubblica. Ed era giusto farlo, visto che sotto la lente d’ingrandimento delle Procure figurano una serie crescente di reati legati alla gestione degli appalti, casi di corruzione, di tangenti, di estorsioni e ricatti. Che ci auguriamo inducano i partiti a impostare diversamente l’attività degli organi interni, ad avvicinarsi ai cittadini, a rivedere la composizione delle liste elettorali e le nomine dei loro rappresentanti negli enti, a guardare con più attenzione alla trsparenza della loro attività. E più volte abbiamo posto l’accento sulla inderogabile necessità di creare nuova occupazione per i giovani favorendo l’insediamento di nuove attività produttive, e di attivarsi perché gli ambienti di lavoro diventino i luoghi in cui il merito la professionalità e l’impegno ricevano il giusto premio e le varie forme di disimpegno, di vessazione, di mobbing e bossing conclamati o meno, siano alfine debellate. Così da assicurare una produttività elevata, uno sviluppo sano ed equilibrato del tessuto economico fondato sulla gratificazione che l’individuo ricava dall’attività svolta. Circa lo smaltimento dei rifiuti abbiamo denunciato i pericoli di imposizioni dall’alto, e invitato ad effettuare con immediatezza le scelte più coraggiose, in considerazione degli interessi spesso ambigui che insistono sul settore. Sullo sviluppo urbanistico abbiamo perorato la causa di una città a misura d’uomo, che convogli le attività dei costruttori verso la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente e lasci spazio all’armonico, all’artistico e al bello. Che si coniughi con le stesse istanze culturali. Una serie di proposte mirate ad eliminare dalla città le zone grigie in cui maggiormente possono annidarsi le complicità con la malavita.
Auspichiamo che l’assieme di iniziative sollecitate a livello provinciale - nei termini sopra sinteticamente richiamati - e quelle assunte a livello locale costituiscano altrettanti motivi di impegno di tutto il territorio per restringere sempre più il campo di azione di ogni forma di delinquenza.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO










