
Il trasporto marittimo svolge a Civitavecchia, da sempre favorita dalla sua eccezionale posizione geografi ca, un ruolo determinante negli scambi interni e con l’estero. Negli ultimi quindici anni il traffi co commerciale ha avuto un trend di crescita incoraggiante pur risentendo delle carenze logistiche di raccordo con gli altri tipi di trasporto (intermodalità). Il traffi co di passeggeri è costantemenmte cresciuto: quello dei croceristi in misura esponenziale. I risultati raggiunti sono insomma più che soddisfacenti sia da noi che nel network, ed esistono prospettive di ulteriori miglioramenti nonostante la fase negativa del ciclo economico. Ma tante navi signifi cano anche tante emissioni che rischiano di compromettere il fragile equilibrio ambientale e di concorrere a un peggioramento dello stato di salute della popolazione. E’ da dire che su detto preoccupante aspetto dello sviluppo portuale gli organismi preposti - capitaneria, autorità portuale, enti locali, istituzioni e privati - consapevoli della delicatezza della situazione, stimolati dalle associazioni più sensibili ai problemi dell’ambiente, non si sottraggono al dovere di intervenire per arginare il fenomeno delle polveri sottili. Con l’adozione di importanti misure che vanno dalla comminazione di sanzioni ai controlli sui motori
marini e sui combustibili utilizzati, al monitoraggio della qualità dell’aria, all’elaborazione di un progetto di elettrifi cazione delle banchine. In questo quadro di diffusa responsabilizzazione è apparsa dissonante la minaccia di “serrata” di Confi tarma forse collegata alle denunce piovute sugli armatori. Una iniziativa fortunatamente contraddetta dalla maggiore impresa di navigazione, leader nel settore
croceristico, la Costa Crociere, che ha dichiarato di essere pronta, in un contesto di potenziamento e di adeguamento tecnologico della propria fl otta, a fare scalo nel nostro porto con Costa Favolosa, una nave recentissima e già predisposta per mantenere accesi i motori durante la sosta in porto alimentandoli alle banchine, una volta che siano elettrifi cate. Un esempio per tutti gli altri armatori, un invito ad attivarsi per far coesistere sviluppo ed ecologia, come già avviene in Scandinavia e in alcune realtà nordamericane.
Noi del POLO CIVICO avevamo però ragione a far presente che l’elettrifi - cazione delle banchine non risolve il problema se poi non si predispongono le navi all’utilizzo di tale tipo di alimentazione, se non le si rendono come si dice compatibili. Costa Crociere ha provveduto a tanto, e le navi da essa commissionate nascono munite di tale aggiornamento. Ma può bastare ad abbattere le emissioni la decisione di questa e magari di poche altre pure importantissime società? Pensiamo di no. Occorre l’emanazione di provvedimenti specifi ci quanto meno a livello europeo, e la previsione di incentivi comunitari diretti a stimolare la indispensabile trasformazione delle navi. E i rappresentanti al parlamento europeo dei maggiori partiti italiani dovrebbero farsi carico da subito del problema e avanzare le opportune proposte. Dal momento che a problemi che riguardano grandi aree geografi che occorre dare risposte globali. Non può essere infatti che alcuni porti si adeguino ed altri no, che determinati gruppi armatoriali ottemperino ed altri no. E bisogna guardare non solo all’inquinamento che le navi producono durante la sosta negli scali ma anche a quello che procurano durante la rotta con l’utilizzo di carburante di bassa qualità, sia nel trasporto di passeggeri che di merci. Se infatti non si provvede tempestivamente e nel modo giusto fi nirà che gli armatori avranno molte difficoltà ad affrontare i costi dell’adattamento del naviglio esistente e si limiteranno a far nascere compatibili le navi in cantiere.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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