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giovedì 30 dicembre 2010

SOLIDARIETA’ AI PASTORI SARDI


Un gruppo organizzato di pastori sardi è giunto ieri via mare nella nostra città con l’intenzione di proseguire in autobus verso la Capitale allo scopo – da essi dichiarato - di manifestare pacificamente alle autorità governative il disagio che in Sardegna e in tutta la Penisola il mondo della pastorizia avverte da troppo tempo per la irrisoria valutazione del latte proveniente da ovini e caprini e per l’esiguità dei contributi assegnati. Due punti di controversia che sono di capitale importanza per chi lavora nel settore dell’allevamento.
Ebbene, agenti delle forze dell’ordine li hanno stretti da presso non appena sbarcati impedendo loro di salire sugli automezzi, che già noleggiati sono stati addirittura sottoposti a sequestro. Ciò tra le comprensibili resistenze dei pastori che hanno ravvisato un eccesso di risolutezza nel trattamento loro riservato. Non sono mancati confronti ravvicinati e scontri, fermi e denunce. Controlli successivi.
Una cosa è certa. L’energico intervento, che ci sentiamo di disapprovare in toto - e di cui non vogliamo certamente addossare la responsabilità alle autorità locali di pubblica sicurezza perché appare evidente che abbiano operato su precise disposizioni delle autorità romane, ha praticamente impedito ai rappresentanti di una categoria benemerita, tradizionalmente pacifica e forse per questo rimasta inascoltata, non soltanto di procurare visibilità ai loro problemi attraverso una libera manifestazione del loro scontento, ma ne ha addirittura limitato i movimenti.
Mentre esprimiamo la nostra solidarietà ai pastori, ai quali ci sentiamo veramente vicini nelle loro vitali rivendicazioni, ma anche alle forze dell’ordine che si trovano a dover fronteggiare con modalità di utilizzo forse improprie mobilitazioni del genere, formuliamo l’auspicio che le controversie di lavoro trovino sempre in avvenire la necessaria attenzione da parte delle autorità e delle controparti, e che la relativa composizione avvenga nel modo più celere, pacifico e soddisfacente.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

martedì 14 dicembre 2010

PEDRINI, ANCORA PEGGIO DI PRIMA


Con riferimento alla nota del segretario FT Gabriele Pedrini apparsa sul suo quotidiano in data 11.12.10 sotto il titolo “Cdr a TVN: non è più il momento di scherzare sulla pelle dei cittadini” si chiede l’integrale pubblicazione, in base alla normativa che regola il diritto di replica, del seguente comunicato.

PEDRINI, ANCORA PEGGIO DI PRIMA

Alcune precisazioni che costituiscono a nostro avviso l’ABC dell’argomentare, ma che tuttavia ci sembrano estremamente opportune.
Sul tema dei rifiuti a scherzare non siamo certo noi.
Non facciamo propaganda a nessuno: prospettiamo soluzioni, e ovviamente rispondiamo a tono ai rilievi che ci vengono posti nel caso ci appaiano assolutamente incongrui.
Chi sostiene che i presupposti del nostro ragionamento non sono né obiettivi ne stringenti deve dimostre che così è: non può farci sopra dell’ironia o limitarsi a criticarli e basta.
Chi si dichiara contrario alla nostra proposta, che ci consente di ricavare le risorse da spendere per potenziare la raccolta differenziata sino ad almeno il 30%, di adottare concrete misure di contrasto all’inquinamento e giovare alle finanze cittadine, deve dire che cosa cambia in termini di emissioni sostituendo in una percentuale massima del 5% il carbone con CDR .
Data la facilità di assumere informazioni, che poi vanno attentamente elaborate, è ragionevole pensare che alla sequela dei dati ricavati da un’unica fonte riportati da Pedrini se ne potrebbero contrapporre degli altri, magari meno inquietanti, che prendono in considerazione anche altri importanti componenti delle emissioni, tratti da altre fonti.
Ma, restando aderenti al nocciolo del problema, qui non si tratta tanto, essendo già stato fatto un investimento in direzione della realizzazione della centrale a carbone, di suggerire il ricorso ad altre tecnologie o tipologie di fonti, invito oggi irricevibile da parte della società energetica, quanto invece di trasformare in positivo un dato negativo, di ottimizzare una servitù che ci è stata imposta utilizzandola per ribaltare a nostro vantaggio la situazione.
Una situazione, ricordiamolo, che ci vede per adesso deboli politicamente e ricattabili sotto il profilo occupazionale.
Noi la nostra proposta l’abbiamo elaborata e presentata, rischiando ovviamente l’impopolarità ma ricevendo anche, in via ufficiosa, molti consensi. Pedrini ha avuto modo per ben due volte di rispondere ai quesiti enunciando la sua “medicina”, ma non l’ha fatto.
Restiamo comunque a disposizione per ogni chiarimento.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

lunedì 13 dicembre 2010

RINGRAZIAMENTI PUBBLICI DA PARTE DELL'ASSESSORE CAMPIDONICO


Terminata l’emergenza idrica che ha colpito nei giorni scorsi tante zone della nostra città, ritengo doveroso ringraziare pubblicamente quanti si sono spontaneamente mobilitati, mettendo a disposizione risorse umane e mezzi, in particolare autobotti, per contribuire, spesso in misura decisiva, ad affrontare e risolvere i molti gravosi problemi che si erano nell’occasione determinati.
Si tratta di una serie (fortunatamente) numerosa, di enti e relativi rappresentanti e dipendenti, che spero di riuscire a menzionare senza omissione alcuna, a cominciare dall’assessore competente per la Protezione civile della Provincia di Roma Ezio Paluzzi, per continuare con il presidente di Acea ATO 2 Sandro Cecili, con i sindaci di Tarquinia Mauro Mazzola, di Tolfa Alessandro Battilocchio, di Albano Laziale Nicola Marini, e ancora con i comandanti la Logistica Esercito della Caserma Piave, la Protezione civile di Civitavecchia, di Tarquinia, di Tolfa e di Albano Laziale, e infine con i comandanti e gli agenti della Polizia municipale, del Commissariato di Polizia di Stato e della Stazione Carabinieri di Civitavecchia.
Un ringraziamento particolare vada poi a tutto il personale del servizio manutenzioni e a quei dipendenti comunali che, avvertendo la gravità del momento, hanno sentito il dovere di porsi a completa e totale disposizione dell’Ufficio lavorando sino a 14/16 ore al giorno pur di rifornire l’ospedale, le scuole, le attività pubbliche e private, le utenze dei cittadini. Avvalendosi, nella circostanza, delle autobotti e del personale, sempre attento e disponibile, della ditta Guerrucci.
Non posso inoltre esimermi dal chiedere scusa, pubblicamente, nonostante la imprevedibilità di un evento tanto grave ed esteso, ai nostri concittadini, che giustamente hanno elevato proteste per il forte disagio subito e per il comprensibile ritardo delle autorità competenti nell’apprestare i rimedi necessari. Posso comunque garantire che il servizio autobotti è stato gestito con serietà e puntualità, dando ovviamente la precedenza alle situazioni degne di maggiore considerazione, che, come abbiamo premesso, sono state le strutture sanitarie, le scuole, i soggetti disabili, gli anziani e simili.

Mauro Campidonico - Assessore alle Manutenzioni

venerdì 10 dicembre 2010

OCCORRE PIU’ ATTENZIONE AL TEMA DELLE INFRASTRUTTURE


Gli organi di informazione riportano in questi giorni informazioni circa un tema ricorrente: le dichiarazioni, le iniziative e le attivazioni relative al finanziamento dei lotti della superstrada Civitavecchia- Orte, quelli che da Cinelli, attraverso Monteromano, dovranno diramarsi verso la nostra città. Nei mesi scorsi trattavano un altro importante argomento: l’avvio, dato per imminente, dei lavori per la realizzazione del tratto mancante dell’autostrada Civitavecchia – Livorno. Dedicavano inoltre molto spazio ad un altro tema che riguarda le comunicazioni: il cosiddetto “terzo aeroporto” laziale, riferendo che mentre sembra affievolirsi l’eventualità che possa sorgere a Viterbo, sembra prendere nuovamente quota l’ipotesi di una sua dislocazione a Tarquinia.
Si tratta di tematiche che rivestono un’importanza eccezionale per Civitavecchia ma che sembrano entrare solo surrettiziamente nel dibattito politico cittadino.
Ad essere obiettivi, le notizie citate, che poi sono tutt’altro che esaustive del tema infrastrutture, danno l’impressione di essere per Civitavecchia ragguagli d’importazione. Giacché vi saranno pure da noi istituzioni, enti e privati che caldeggiano in concreto la soluzione di questi annosi problemi, in quanto, anche da noi, come del resto a Viterbo, la carenza di infrastrutture sia stradali che ferroviarie, trasversali e longitudinali, è assunta come un tema di rilevanza fondamentale. Ma ci sembra che l’argomento si presti più ad essere inserito nei documenti ufficiali di istituzioni e partiti, come elemento giustificativo del mancato conseguimento di un adeguato sviluppo economico e sociale che come un concreto e circostanziato dato programmatico.
L’attenzione alle comunicazioni come condizione imprescindibile di crescita e di sviluppo si è sin qui prodotta, più che altro, verso le comunicazioni marittime. Portando come risultato che il porto, quando è stato pensato finalmente in un’ottica di sistema, è finalmente decollato, assumendo le grosse dimensioni che inutilmente per decenni erano state perseguite.
Tutto ciò per dire che sul versante della realizzazione di adeguate vie di comunicazione terrestri vi sono state, è vero, delle particolari difficoltà tecniche connesse all’orografia del territorio. Difficoltà che già nel passato hanno costretto al frequente ricorso a gallerie, viadotti e ponti grandiosi, argini di contenimento, soprattutto quando si è trattato di congiungere il Tirreno con la Tuscia e il cuore dell’Umbria. Ma tutti sappiamo che se si comprende appieno l’importanza della soluzione di un problema, e quando la questione diviene un elemento di vitale importanza, unificante delle pur diverse e varie posizioni politiche, tutte le difficoltà si riescono agevolmente a superare. Da ciò, pertanto, vogliamo trarre un auspicio e un incoraggiamento a migliorare la qualità del nostro confronto, che non deve tradursi necessariamente in uno scontro ma ogni volta che è possibile in un incontro.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 9 dicembre 2010

ANCORA UNA VOLTA AVEVAMO VISTO GIUSTO


In merito alla recente dichiarazione della Ministra Prestigiacomo inerente alla centrale termolelettrica di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia diffusa dagli organi di informazione ci sentiamo di dire che

ANCORA UNA VOLTA AVEVAMO VISTO GIUSTO:
SE UN TERRITORIO NON INTENDE GESTIRSI IN RESPONSABILE E REALISTICA AUTONOMIA
E NEI PUNTI NODALI DELLA PROPRIA ATTIVITA’ SIA POLITICA CHE AMMINISTRATIVA EVITA DI ASSUMERE DECISIONI CORRE IL RISCHIO CONCRETO CHE ALTRI DECIDANO PER LUI.
E NON SEMPRE NE RICAVA UN VANTAGGIO.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

RIFIUTI: CARO PEDRINI, NON HAI CAPITO NIENTE


Siamo rimasti semplicemente sbigottiti nel leggere il commento del segretario di F.T. Gabriele Pedrini alla nostra proposta relativa alla gestione dei rifiuti. Da parte sua non una obiezione azzeccata, non una osservazione che entri nel merito della questione per dare conto del suo rifiuto del rifiuto, ma solo basse, veramente basse (e questo da lui non ce lo aspettavamo) insinuazioni,. che nulla hanno a che vedere col problema. E che assolutamente non aiutano a trovare una soluzione.
Avrebbe fatto meglio a leggere con attenzione la nostra proposta, e avrebbe potuto benissimo telefonarci se voleva chiarire i suoi dubbi: avrebbe così evitato di dire tutta una serie di stupidaggini che nulla hanno a che vedere con quanto da noi e dal nostro segretario sostenuto.
In sostanza, Pedrini ha perso una buona occasione per evitare una figuraccia: non sappiamo perché, ma sul tema inceneritore/termovalorizzatore e TAL QUALE ha completamente equivocato il senso delle nostre dichiarazioni. Forse la smania di apparire gli ha giocato un brutto schetrzo.
Infatti, noi non siamo animati come lui da pensieri malevoli, non pensiamo che abbia esordito così perché spinto da qualcuno o da qualche lobby. No, questo non lo pensiamo e non lo diciamo. Ma faccia attenzione il “Sig.” Pedrini, perchè con le sue dichiarazioni fa inconsapevolmente il gioco di chi non vuol bene a questa città ma pensa solo ai propri affari.
La nostra proposta, lo ribadiamo, è ad oggi l’unica che dalla gestione dei rifiuti può ricavare il vantaggio di contenere e abbattere l’inquinamento, di permettere una raccolta differenziata almeno al 30% e di portare ingenti risorse finanziarie alla città e non all’Enel. Se questo per lui vuol dire, come ha detto, fare gli interessi dei potentati economici, deve spiegarcene le ragioni: Per intanto, fornisce la piena conferma di non aver capito di che cosa stiamo parlando.
La nostra è una proposta assolutamente degna di essere capita e condivisa. E noi siamo a completa disposizione di chiunque voglia discuterne con noi schiettamente, con animo scevro da pregiudizi, e naturalmente in primo luogo con Pedrini e con gli iscritti alla sua formazione politica.
Si tratta, come va emergendo, di un problema estremamente serio, e su cui vale la pena di non prendere abbagli.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

martedì 7 dicembre 2010

IL POLO CIVICO A MARIETTA TIDEI: "SUI RIFIUTI A DECIDERE DEV’ESSERE IL NOSTRO TERRITORIO."


Abbiamo apprezzato il tono con cui il consigliere comunale Marietta Tidei è intervenuta sulla nostra proposta, e ci sembra di cogliere una certa disponibilità a misurarsi senza pregiudizi con il problema/opportunità dei rifiuti, anche se nel merito si è lasciata andare anche lei alla voglia di strumentalizzare.
E poiché lo scambio, seppur differito nel tempo, di opinioni di diverso segno deve servire a meglio focalizzare le tematiche, desideriamo mettere a punto i concetti che seguono.
Secondo noi non si può ignorare che su questo territorio le decisioni sono sempre piovute dall’alto, a prescindere dal colore politico di chi ci governava, e ci sono sempre state imposte delle scelte non effettute da noi, anche quando il territorio ha mostrato con forza di non condividerle. E pertanto siamo contrari, come e più di altri, all’ipotesi che la città possa divenire l’immondezzaio di Roma. Ma qui finisce la condivisione con la nostra interlocutrice, dal momento che siamo convinti che realizzando la politica dei rifiuti che abbiamo ripetutamente illustrato - e che non limita affatto alla sostituzione del 5% di carbone con il CDR - facciamo qualcosa di più del manifestare la nostra contrarietà all’eventualità sopra accennata; ci adoperiamo concretamente per scongiurarla.
Ed infatti, se emerge, come emrge, che il limite della politica locale storicamente intesa, è quello della mancata proposizione di soluzioni alternative, allora dobbiamo convenire che è improduttivo continuare a delegare ad altri le scelte che ci riguardano elevando proteste e basta, giocando una partita tutto sommato sulla difensiva. E’ l’ora che elaboriamo noi la soluzione che riteniamo più vantaggiosa, e cerchiamo di farla capire ai cittadini per ottenerne la massima condivisione.
Noi partiamo dalla consapevolezza dello stato in cui versa questo territorio e delle servitù che tuttora insistono su di esso, e dalla carenza sempre più avvertita di finanziamenti da utilizzare per migliorare l’ambiente ed attivare iniziative di sviluppo e occupazione. Ora, la molla che ci spinge ad avanzare la nostra proposta è proprio il fatto che la servitù di TVN noi ce l’abbiamo già. Non è che dobbiamo fare oggi la centrale a carbone per bruciarvi domani il CDR di qualità. No, quella c’è già, e se non brucia il CDR brucia comunque il carbone: non rimane certo ferma. Allora – ci domandiamo - perché non sfruttare una servitù, perché non ottimizzare il suo utilizzo, quando così facendo:

1-Non si aggiunge inquinamento;
2-Non si aumenta la quantità di combustibile bruciato perché il CDR, ripetiamo, è in sostituzione del carbone e non in aggiunta ad esso;
3-Si attivano risorse finanziarie ingenti che non sono erogate una tantum ma si ripetono anno dopo anno
4-Con le stesse si possono intraprendere tutte le iniziative atte a migliorare l’ambiente, facendo diminuire l’inquinamento e migliorando la qualità della vita dei cittadini, fondamentali per la crescita e lo sviluppo della città e del suo comprensorio;
5-La raccolta differenziata sarà finalmente resa possibile perché ci saranno le risorse per coprire gli elevati costi che ne derivano. Civitavecchia fa parte infatti della stragrande maggioranza di comuni della Provincia che la differenziata non l’hanno attivata perché appunto il contributo provinciale è dato per la fase di avvio e poi tutto deve ricadere sulle tasche dei cittadini, Tant’è che c’è già chi ha chiesto la proroga dei contributi per quei Comuni che sono già partiti e per i quali il sostegno è scaduto.
Ecco perché diciamo basta demagogia, basta contrapposizioni, basta divisioni ma ragioniamo con fredda determinazione cercando di essere noi stessi a decidere per noi, mettendo e richiedendo tutti i paletti possibili, pretendendo tutte le garanzie necessarie. Ma facendo attenzione, perché veramente con la politica del NO questo territorio potrebbe condannarsi alla servitù senza nessuna prospettiva possibile. Questo vogliamo evitarlo: perciò cerchiamo di far comprendere che la proposta che avanziamo offre tutte le condizioni per ottenere un domani migliore. Con un ambiente migliore.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

sabato 4 dicembre 2010

RIFIUTI: CHI SI NASCONDE DIETRO AL CDR A TVN ? NESSUNO


Riteniamo doveroso chiarire a chi sospetta che qualcuno o qualcosa si nasconda dietro la nostra proposta di bruciare il CDR a Torre Nord che dietro ad essa non altro si nasconde che un ragionamento stringente, basato su presupposti oggettivi. Unito alla volontà di fare uscire la città da un prolungato e insipiente stato di impasse. La volontà di migliorare l’ambiente e di attivare le iniziative di sviluppo rese possibili dai proventi che dall’attuazione della proposta possono derivare.
La città, come la stragrande maggioranza delle città d’Italia, è a corto di finanziamenti, anche a seguito dei tagli operati dallo Stato nei confronti di Regioni ed Enti locali. Disporrà quindi sempre di meno fondi. Per cui ci domandiamo perché mai Civitavecchia non dovrebbe ottimizzare una servitù come quella della centrale a carbone e servirsene per ricavarne ogni possibile risorsa utile a migliorare la situazione ambientale.
D’altro canto, chi argomenta concentrando l’attenzione sulle emissioni di TVN sa dire quanta diossina scaricano nell’aria le auto? E quanti veleni i fumi tossici delle navi ? Perché mai è restio a fare una valutazione sull’inquinamento ambientale più ampia e diversificata ‘? Perché continua a valutare una sola sorgente d’inquinamento che poi da ciò che proponiamo non aggraverebbe ma forse migliorebbe il grado complessivo di inquinamento ? Sa dire che cosa cambia se in luogo di 4 milioni di tonn. di carbone si bruciano 3 milioni e 800mila tonn.di carbone più 200mila di CDR ?
Ciò che sicuramente cambia è che sostituendo il carbone con CDR nella citata misura ci creiamo una fonte di guadagno, attiviamo per la città, per i nosri giovani, finanziamenti che non sono una tantum ma ripetuti anno dopo anno. Se invece si resta così, ci teniamo comunque l’inquinamento prodotto da 4 milioni di tonn. di carbone senza avere niente in cambio, senza possibilità di migliorare l’ambiente, senza possibilità di creare sviluppo.
Sostenere poi che si riesce a fare la raccolta differenziata prescindendo da risorse economiche sostanziose, come quelle che ad esempio si possono ricavare dall’attuazione della nostra proposta vuol dire fare pura demagogia, perché – è inutile negarlo - la raccolta differenziata ha dei costi, e da sola non si sostiene. Altrimenti quanti sino ad oggi hanno ricoperto incarichi di partito o di ammnistrazione in seno ad altre Giunte succedutesi in città avrebbero potuto già attivarla.
Al contrario, con i proventi della valorizzazione del CDR la via della differenziazione dei rifuti sarebbe più certa e spedita: si sarebbe costretti, per legge, a fare almeno il 30% di differenziata, ed i costi avrebbero la loro copertura.
E si badi che non parliamo per noi, per prima cosa perché non sappiamo quando e se la proposta verrà attuata. E poi perché, anche se si farà, durerà finchè la città non avrà trovato soluzioni migliori, e quindi potrebbero essere diverse le amministrazioni chiamate nel tempo a gestire le risorse che annualmente si otterranno, e logicamente ognuna attuerà le sue idee di sviluppo e miglioramento dell’ambiente.
Chi ci contesta non ci dice cosa vuole, a parte la differenziata sulla quale abbiamo risposto. Ci faccia sapere le sue idee: le metteremo a confronto con le nostre e le valuteremo con l’obiettivo di migliorare la qualità ambientale del luogo. Noi siamo convinti della bontà della nostra proposta e sta agli altri convincerci del contrario. Noi siamo disponibili, e lo abbiamo sempre affermato, a sposare le scelte che la città vorrà. Ma la città per poter scegliere deve essere informata su tutte le ipotesi, senza che nessuno si scaldi o si impaurisca. Deve sapere di che cosa si tratta, a che cosa va incontro, i vantaggi e gli svantaggi di ogni possibile soluzione, senza nessuna omissione.
Per quanto ci riguarda, sia chiaro a scanso di equivoci, che noi resteremo qui anche in caso di accettazione della nostra proposta, senza paura di respirare, coscienti e convinti che l’aria sarà migliore di quella che respiriamo oggi..

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

giovedì 2 dicembre 2010

RIFIUTI: CON LE STRUMENTALIZZAZIONI E LE CONTRAPPOSIZIONI IL PROBLEMA RESTA


Quello dei rifiuti è un problema che non si risolve quando le decisioni sono condizionate dagli interessi delle lobby del settore e dall’ipocrisia di quei politici che puntano al consenso elettorale facendo leva sulla paura della gente che guarda ormai con diffidenza persino alle soluzioni più ragionevoli e vantaggiose. E quanto alla nostra ipotesi di bruciare CDR di qualità nella centrale di Torre Nord, premettiamo che siamo allo stadio di una proposta - per la cui attuazione ci batteremo solo se verrà condivisa dalla città – messa a punto anche basandoci su quanto avviene in altre realtà italiane.

Prendiamo come esempio Fusina, città veneta che dopo aver sperimentato in centrale per un decennio la co-combustione CDR-carbone ha chiesto due anni fa di innalzare la quota di rifiuti da 38mila tonn. a 70mila, prefiggendosi tra l’altro un ulteriore abbattimento delle emissioni gassose, in particolare la CO2. Non va taciuto che a promuovere una soluzione del genere è stato un assessore regionale dei Verdi, Ezio Da Villa, a cui i fatti hanno dato ragione perché il comune di quella località incamera così la bella cifra di circa 3MLN di euro all’anno con cui può far fronte alle varie esigenze dei cittadini che peraltro a tutt’oggi godono di ottima salute. E poi Brescia, che ospita sul suo territorio una centrale a carbone, una ad olio combustibile, un cementificio, più di 70 aziende siderurgiche e in aggiunta il più grande termovalorizzatore del mondo che brucia più di un milione e 300mila tonn.di rifiuti TAL QUALE. Chiaramente dopo avere effettuato la raccolta differenziata. Anche in questa città, dove ci siamo recati tempo fa in delegazione, non siamo venuti a conoscenza di contestazioni né di eventi tragici legati a tale opzione. Abbiamo constatato piuttosto la realtà di un comune che grazie a circa 60 MLN di euro introitati ogni anno bruciando i rifiuti stava migliorando la vivibilità della città anche sotto il profilo ambientale.
Nel nostro caso non occorre neppure costruire un termovalorizzatore, che ingenera communque timori. E’ sufficiente ottimizzare la presenza di una servitù di cui purtroppo siamo già gravati, la centrale di TVN, dove si può bruciare senza problemi sino al 5% di CDR in sostituzione del carbone in quanto entro tale limite l’impianto non abbisogna di essere modificato. Basta porre in essere un duplice sforzo inteso a portare la raccolta differenziata, come legge prevede, ad una quota di almeno il 30% e a dotarci di un centro di produzione di CDR di qualità, inserendo nella convenzione con l’Enel una clausola che impegni l’azienda elettrica ad acquistare il detto materiale esclusivamente da tale impianto (così da rendere agevoli monitoraggi e controlli data la tracciabilità del prodotto).
Per dare una dimensione della scelta, ove si accettasse la taglia del 5% vi sarebbe la proporzione di 5 Kg di CDR per ogni quintale di carbone, se invece la taglia fosse solo del 2% la quota di CDR scenderebbe addirittura a 2 Kg per quintale. Si tratta, all’evidenza, di quantità minime, non comparabili con quelle di altre località che adottano soluzioni del genere, che veramente non dovrebbero mettere paura, perchè non ve n’è ragione alcuna. E proseguendo nel vaglio delle conseguenze di tali scelte, abbiamo che ad esempio, con la taglia del 5% (che non significa correre neppure lontanamente il pericolo di bruciare tutti i rifiuti della Capitale) il comune potrebbe incassare (dalla vendita del CDR, dall’acquisizione dei contributi regionali, ecc.) tra i 10 e i 15 MLN di euro ogni anno. Il che significherebbe in sostanza per una città come Civitavecchia voltare pagina, avviare una serie di processi economici che si sostengono e sviluppano a catena. Si potrebbe infatti ridurre la bolletta, affrontare i costi della raccolta differenziata, assegnare incentivi ad impianti energetici alternativi e a chi vuole cambiare auto acquistandone magari una elettrica, piantumare centinaia e centinaia di essenze arboree ogni anno, migliorare la circolazione con piani del traffico e dei parcheggi., ed altro. A noi pare, in definitiva, di additare una soluzione doppiamente vantaggiosa, che mentre ci libera dai rifiuti senza aumentare l’inquinamento, il cui conto va peraltro fatto sulla base del complesso delle fonti inquinanti, ci permette anzi di adoperarci efficacemente per diminuirlo.

Alvaro Balloni - Segretario Polo Civico

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO CIVITAVECCHIA