
Gli organi di informazione riportano in questi giorni informazioni circa un tema ricorrente: le dichiarazioni, le iniziative e le attivazioni relative al finanziamento dei lotti della superstrada Civitavecchia- Orte, quelli che da Cinelli, attraverso Monteromano, dovranno diramarsi verso la nostra città. Nei mesi scorsi trattavano un altro importante argomento: l’avvio, dato per imminente, dei lavori per la realizzazione del tratto mancante dell’autostrada Civitavecchia – Livorno. Dedicavano inoltre molto spazio ad un altro tema che riguarda le comunicazioni: il cosiddetto “terzo aeroporto” laziale, riferendo che mentre sembra affievolirsi l’eventualità che possa sorgere a Viterbo, sembra prendere nuovamente quota l’ipotesi di una sua dislocazione a Tarquinia.
Si tratta di tematiche che rivestono un’importanza eccezionale per Civitavecchia ma che sembrano entrare solo surrettiziamente nel dibattito politico cittadino.
Ad essere obiettivi, le notizie citate, che poi sono tutt’altro che esaustive del tema infrastrutture, danno l’impressione di essere per Civitavecchia ragguagli d’importazione. Giacché vi saranno pure da noi istituzioni, enti e privati che caldeggiano in concreto la soluzione di questi annosi problemi, in quanto, anche da noi, come del resto a Viterbo, la carenza di infrastrutture sia stradali che ferroviarie, trasversali e longitudinali, è assunta come un tema di rilevanza fondamentale. Ma ci sembra che l’argomento si presti più ad essere inserito nei documenti ufficiali di istituzioni e partiti, come elemento giustificativo del mancato conseguimento di un adeguato sviluppo economico e sociale che come un concreto e circostanziato dato programmatico.
L’attenzione alle comunicazioni come condizione imprescindibile di crescita e di sviluppo si è sin qui prodotta, più che altro, verso le comunicazioni marittime. Portando come risultato che il porto, quando è stato pensato finalmente in un’ottica di sistema, è finalmente decollato, assumendo le grosse dimensioni che inutilmente per decenni erano state perseguite.
Tutto ciò per dire che sul versante della realizzazione di adeguate vie di comunicazione terrestri vi sono state, è vero, delle particolari difficoltà tecniche connesse all’orografia del territorio. Difficoltà che già nel passato hanno costretto al frequente ricorso a gallerie, viadotti e ponti grandiosi, argini di contenimento, soprattutto quando si è trattato di congiungere il Tirreno con la Tuscia e il cuore dell’Umbria. Ma tutti sappiamo che se si comprende appieno l’importanza della soluzione di un problema, e quando la questione diviene un elemento di vitale importanza, unificante delle pur diverse e varie posizioni politiche, tutte le difficoltà si riescono agevolmente a superare. Da ciò, pertanto, vogliamo trarre un auspicio e un incoraggiamento a migliorare la qualità del nostro confronto, che non deve tradursi necessariamente in uno scontro ma ogni volta che è possibile in un incontro.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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