
Per crescere una società ha bisogno di una classe politica preparata, attenta, responsabile e dinamica. E’ un fatto di fondamentale importanza. Ma deve anche avere la possibilità di seguire l’attività degli eletti. E in questo contestpo la stampa deve offrire il giusto supporto, deve aiutarla a capire ciò che in effetti avviene.
Tutto bene quando questa mission viene svolta con sostanziale obiettività. Tutto male quando viene svolta all’insegna della partigianeria o della faziosità, distorcendo il senso degli avvenimenti, elogiando chi demerita e denigrando chi merita: in pratica sovvertendo il valore dei comportamenti. Ecco perché quando si stilano certi articoli così critici bisogna essere certi che quel che viene messo per iscritto corrisponde alla realtà dei fatti, comprendere se si sta dando o meno un contributo alla voglia di capire del lettore. Perché, senza presunzione, noi siamo fermamente persuasi, anzi nutriamo l’assoluto convincimento che quello del giornalista non è tanto un lavoro, un’occupazione seppur prestigiosa, quanto una sorta di missione, un servizio che si rende alla collettività per mantenere e sviluppare la democrazia, la crescita economica, sociale e culturale.
In base a tale convinzioni reputiamo che certi articoli che talvolta ci capita di leggere servano al massimo a farsi dire “bravo” dal potente di turno o da chi si vuole preservare dalle critiche. Non servono ad appurare la causa di determinati fatti.
Ecco perché appare strumentale il porre quesiti speciosi su questioni cui, come nessuno può ignorare, noi abbiamo già dato puntuali dettagliate risposte in più di una conferenza stampa: spiegando, documentando, illustrando le nostre proposte e dicendoci pronti, come ancora siamo, ad ascoltare rilievi e contestazioni in ogni possibile sede di confronto. Nessuna obiezione è stata posta in dette occasioni ma a posteriori e sulla carta stampata sì.
Lo ripetiamo, perché vediamo che con certe “orecchie” è proprio necessario: facciamo bene attenzione a ciò che si va sostenendo, perché se si sbaglia a riferire le questioni a rimetterci non è tanto il POLO CIVICO quanto i cittadini in considerazione della disinformazione che si offre loro. Parlare “a vanvera” di perdite idriche o di rifacimenti di fondi stradali non aiuta: sulle manutenzioni in generale, così come sull’acqua, si vada bene a vedere come stanno le cose e poi le si rendano pubbliche. La stessa cosa dicasi per la Braccianese Claudia, vista la situazione che si è venuta a creare non certo per colpa della Provincia ma per una serie di difficoltà insorte non per responsabilità dell’Ente, ma principalmente per l’impossibuilità di spendere i soldi stanziati a causa del Patto di Stabilità. E’ questo il motivo per cui abbiamo proposto di investire sulla creazione di un percorso pedonale nel tratto tra la città e la caserma De Carolis (meglio se fino al nuovo cimitero) quei 300mila euro della Regione che si vorrebbero impiegare per piazzetta Santa Maria. Si tratta di una proposta sensata, fino a prova contraria, dal momento che i fondi regionali sono immediatamente spendibili. Se poi si vuole solo boicottare la proposta lo si dica apertamente.
Noi siamo dell’avviso che di fronte ai problemi che insorgono si debba prendere posizione con chiarezza e senso di responsabilità.
Se ciò nonostante si nutrono delle riserve, o comunque si intende entrare più nello specifico delle questioni nulla ci impedisce di confrontarci in una nuova conferenza stampa.
In conclusione, ciò che si chiede nell’interesse generale e ai fini di un miglioramento del clima politico è la correttezza e l’imparzialità dell’informazione.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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