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giovedì 13 gennaio 2011

LE ACCUSE GRATUITE DI PEDRINI


Pedrini, commentando la preoccupante fuoriuscita dei fumi dalla centrale di Torre Nord, rivolge accuse e anatemi a destra e a manca coinvolgendo anche noi del POLO CIVICO in presunte responsabilità come al solito non provate né provabili, irride alla nostra ipotesi di soluzione senza presentare la sua.
Confermiamo che la nostra proposta si basa su un modo di argomentare ineccepibile, e si dipana alla luce del sole, cioè nel modo esattamente contrario a quello che sostiene il Federale.
Partiamo dal fatto che la presenza di una serie di fattori inquinanti (attività manifatturiere, centrali, navi, traffico automobilistico, ecc.) ha reso la situazione ambientale della città e del comprensorio decisamente compromessa. Ciò è dovuto ad una debolezza di fondo del nostro contesto socio-economico e alle scelte effettuate dal mondo politico. Per inciso, noi non apparteniamo ai partiti che hanno consentito la conversione a carbone della centrale di TVN. Anzi, siamo sempre stati in prima fila nei cortei per scongiurare una tale evenienza. Nel 2003 abbiamo fatto approvare, tra l’altro all’unanimità, dal Consiglio provinciale di Roma un ordine del giorno contro tale trasformazione. Ma alla fine ha vinto chi voleva tale centrale. La centrale, questa servitù esiste, e brucia carbone.
Quanto alla crescente quantità dei nostri rifiuti, dato che il conferimento in discarica non può durare in eterno, a causa dell’inquinamento del sottosuolo che comporta, noi sosteniamo che occorre farsi carico di come smaltirli. Su questo fronte, anche alla luce degli interessi economici presenti nel settore dello smaltimento, non ci conviene giocare una partita basata esclusivamente sui no che rischia di vederci ancora una volta perdenti. Ci conviene adottare invece una soluzione che dimostri che Civitavecchia sa gestire i rifiuti che produce.
E lo fa dotandosi di appositi impianti di trattamento dei RSU, che debitamente autorizzati e operando in ottemperanza alla normativa UNI, produrranno quel CDR di qualità elevata, che a norma di legge viene ora considerato in tutto e per tutto combustibile. Il quale possiede un basso contenuto di umidità, un basso residuo di ceneri e un buon potere calorico che comunque viene aumentato addizionando scarti legnosi e residui agroforestali. La lavorazione dei rifiuti passa attraverso varie fasi intese a separare l’umido dal secco e dai metalli, a stabilirne la dimensione, la miscelazione con componenti ad alto valore energetico, il confezionamento nelle forme idonee al trasporto. Previa stipula di una convenzione con Enel che obbliga l’azienda ad utilizzare nella misura massima del 5% esclusivamente il CDR-Q prodotto dalla città dietro il pagamento di adeguato corrispettivo, il prodotto viene consegnato alla centrale.
Andiamo cioè a suggerire una soluzione che non aggrava ma anzi alleggerisce il carico d’inquinamento (meno CO2, meno composti organoclurati, ) e che attraverso le risorse economiche che procura fa attestare su percentuali di almeno il 30% la raccolta differenziata, riduce l’utilizzo dela discarica, può attivare misure di contrasto all’inquinamento e di riequilibrio ambientale, far nascere attività economiche legate alla trasformazione dei rifiuti creando così occupazione e reddito. Una soluzione, insomma, che trasforma un problema in una opportunità, come è già avvenuto in altre città.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO - POLO CIVICO

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