Insieme per il "PROGETTO CIVITAVECCHIA" Ideare e Realizzare Oltre i Colori della Politica

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domenica 21 novembre 2010

1° CONGRESSO DEL POLO CIVICO - CIVITAVECCHIA


1° CONGRESSO DEL POLO CIVICO - CIVITAVECCHIA
22.11.2010
M O Z I O N E F I N A L E

I sottoscritti componenti il gruppo dirigente uscente

Premesso che

Il movimento politico denominato POLO CIVICO si è costituito il 27 febbraio 2007 in Civitavecchia per promuovere lo sviluppo socio-economico e culturale della città e del suo comprensorio, per essere strumento di partecipazione e coinvolgimento nella vita politica cittadina, indipendente da qualsiasi appartenenza politica e libero da vincoli ideologici;

esso vuole rappresentare un necessario punto di riferimento e di incontro di persone di diversa estrazione sociale, esperienza e bagaglio culturale, e costituire la sintesi di questa pluralità di idee, valori e proposte;

in occasione delle elezioni comunali del maggio 2007 il movimento, vista la crisi politico-ammnistrativa in cui versava la città dopo tre sindaci che avevano terminato anticipatamente il loro mandato e altrettanti commissari prefettizi che gli erano succeduti, si è fatto promotore di una larga intesa fra tutte le forze politiche disposte a compiere, a prescindere dalle distinzioni di parte e di schieramento, uno sforzo comune inteso a stimolare il processo di rinascita e sviluppo della città. Ed ha contribuito efficacemente, con tale impostazione politica, all’avvento della Giunta Moscherini, guadagnando un seggio nel consiglio comunale e ottenendo un assessorato che tuttora mantiene;

l’anno successivo, al momento delle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione provinciale, a seguito di invito rivoltogli dall’Italia dei Valori che in quel periodo parlava la nostra stessa lingua giacchè guardava agli uomini e ai programmi anziché agli schieramenti, il movimento ha inserito nella lista dei candidati consiglieri provinciali Idv il segretario del POLO CIVICO Alvaro Balloni, che ha realizzato un grosso successo personale risultando eletto con una percentuale di voti dell’8,61% a Palazzo Valentini, dove è tuttora in carica;

anche durante la doppia militanza, inaugurata con l’adesione ad Italia dei Valori, i sottoscritti dirigenti del movimento, consapevoli dell’importanza della cultura del confronto, hanno continuato a dialogare con persone e organismi vari sulle scelte che andavano effettuando

per questa loro naturale disponibilità al confronto sono entrati in rotta di collisione con quei cultori della teoria dello scontro che in seno ad Idv premevano per convertirci ad una logica di schieramento che avrebbe dovuto condurci all’abbandono della Giunta di questa città e al conseguente passaggio all’opposizione

e che non riuscendovi si sono determinati, inopinatamente, a promuovere la revoca della candidatura di Balloni a consigliere regionale, iniziativa che ha indotto questo gruppo dirigente a rassegnare in blocco le dimissioni da Idv e quindi a procedere alla riorganizzazione



interna del POLO CIVICO per imprimergli, con la riconquista della totale libertà di azione, una maggiore e più estesa incisività;

cedere a tali insistenze avrebbe significato per noi rinunciare ai nostri principi che ci portano a privilegiare progetti, programmi ed uomini rispetto ai colori della politica. Rinunciare ad una candidatura importante e prestigiosa come quella a consigliere regionale del Lazio ha provocato senz’altro una grande amarezza, che però è stata superata dalla soddisfazione di essere rimasti, anche di fronte a tale proposta, noi stessi, leali con i nostri elettori;
conseguendo un obiettivo perfettamente centrato, dal momento che oggi tutti percepiscono il POLO CIVICO come l’unica formazione politica lontana da ambiguità, contraddizioni e laceranti spaccature interne;

un movimento che costruisce il suo crescente consenso sulla capacità di dar voce a settori della società di diversa matrice politica e ideologica e sulla capacità di creare e sviluppare una forte vicinanza alle molteplici e spesso inespresse esigenze dei cittadini;

dal momento che questi ultimi si sentono rappresentati soltanto da chi, nei fatti, dimostra di coltivare la trasparenza, il rispetto delle regole, l’uguaglianza, la giustizia, la partecipazione, l’iniziativa e la solidarietà;

a distanza di poco più di tre anni dall’avvio dell’esperienza delle larghe intese possiamo dire che i risultati sono stati apprezzabili e speriamo di poter confermare un giudizio positivo anche “a fine corsa”: la città sta gradualmente avviandosi verso la stabilità amministrativa, i primi progetti di riqualificazione si stanno attuando, altri di vero e proprio sviluppo sono stati messi in cantiere.
Certo questo non vuol dire che tutto ci piace e tutto è stato fatto come noi vorremmo ma quando si sta in una squadra, pure puntando a far valere il proprio punto di vista, bisogna essere pronti ad accettare quello degli altri, se prevale. Purchè ciò non diventi una costante, cosa che ad oggi non è stato.

Tutto ciò premesso,
in occasione del presente congresso

i sottoscritti vogliono, oggi e in avvenire, condividere con gli iscritti, i sostenitori e i simpatizzanti le scelte strategiche che guideranno il nostro lavoro a Civitavecchia e in Provincia per analizzare le posizioni da assumere nei vari settori d’intervento:

INFRASTRUTTURE
Per svilupparsi, il territorio ha bisogno di una maggiore attenzione al tema delle infrastrutture che pensiamo sia stato sinora piuttosto trascurato. Il nostro modo di vedere le cose ci porta a ritenere essenziali i seguenti grossi interventi:
l’allargamento e la messa in sicurezza della Braccianese Claudia, che collega Civitavecchia con Bracciano e Roma;
la costruzione della bretella A12-Porto, che collega lo scalo marittimo con l’uscita dell’autostrada a Civitavecchia Nord;
il completamento dell’autostrada litoranea, la Civitavecchia-Livorno;
il completamento della superstrada Civitavecchia-Orte.
Nella rete viaria cittadina, che abbiamo contribuito, con l’azione del nostro assessorato a migliorare sensibilmente anche tramite l’inserimento delle rotatorie (di cui siamo da sempre i



più convinti fautori) che aboliscono i semafori e fluidificano il traffico abbattendo sensibilmente l’inquinamento, vanno ricavati più parcheggi. Per intanto occorre accelerare
l’iter per la costruzione di quel parcheggio di scambio (il multipiano) in prossimità della stazione ferroviaria da tempo progettato e finanziato dalla Provincia, opera che è in grado di
dare una risposta alle attese dei pendolari, studenti e lavoratori.
Ma un ulteriore passo avanti va compiuto con la realizzazione a Tarquinia dell’aeroporto a servizio di tutto l’Alto Lazio, obiettivo strategico su cui speriamo converga una buona volta anche Viterbo che ha ormai sperimentato l’impossibilità di vederlo nascere in quel capoluogo.

URBANISTICA
Premesso che a nostro avviso Civitavecchia presenta marcate caratteristiche di disomogeneità e disordine edilizio, con edifici spesso sovradimensionati, di scarso pregio architettonico e di insignificanza sociale, contornata com’è da periferie cresciute spesso in modo spontaneistico e che versano tuttora in uno stato di separatezza e di dipendenza dal centro, nel settore urge mettere un po’ d’ordine. Occorre un nuovo piano regolatore che si armonizzi con quello provinciale e che faccia intendere a chi ha voglia di investire nella nostra città quali prospettive gli si offrono. Uno strumento che eviti il frequente ricorso, come invece avviene oggi, a continue varianti che abbisognano di tempi lunghi per essere approvate così da procurare abbandoni di progetti e conseguente perdita di occasioni di lavoro.
E’ noto che la variante 29 ha visto confronti - scontri tra diverse ed opposte posizioni, e alla fine la soluzione approvata è tale che lascia una scia di malcontento, nonostante lo sforzo fatto per accogliere i rilievi che gli sono stati mossi: per cui pensiamo che sia bene cercare di migliorarla ulteriormente.

FEDERALISMO FISCALE E ROMA CAPITALE
La promozione della Città Eterna al rango di Roma Capitale rappresenta senza meno un fatto che possiamo definire di portata storica, che attribuendo a Roma vantaggi economici e autonomia normativa fa nascere una situazione assolutamente inedita che sicuramente porterà ad un diverso equilibrio di poteri non solo con la Regione ma soprattutto con la Provincia di Roma.
E veniamo a Civitavecchia.
E’ chiaro che noi guardiamo con attenzione al nuovo assetto amministrativo che si sta delineando. Per cui se non dovessero esserci quelle risposte che ci aspettiamo, se la Città Capitale o Metropolitana che dir si voglia dovesse vedere l’esclusione di Civitavecchia, a quel punto dovremmo guardare in altra direzione, e ciò non può rappresentare una sorpresa per nessuno.

ECONOMIA- LAVORO
Se consideriamo la forte percentuale di disoccupazione presente soprattutto tra i giovani ci rendiamo conto della impellente necessità di accelerare sul fronte del lavoro, puntando su un’economia diversificata che ci metta al riparo dalle crisi che affliggono periodicamente l’uno o l’altro settore imprendotoriale. E’ chiaro che in questo campo, oltre agli insediamenti attesi in zona industriale, riveste un’importanza decisiva, con le sue molteplici attività e la rilevanza che va assumendo l’industria cantieristica e il relativo indotto, il nostro scalo. Tanti sarebbero gli argomenti da trattare, su cui peraltro ci siamo più volte espressi, ma, per essere concisi, riteniamo che la logistica avanzata vada ripresa con decisione per dare corpo ai due punti inseriti nel programma del primo cittadino e fatti propri dalla coalizione, il Terminal Cina e il District Park.

SANITA’
Siamo favorevoli ad una revisione dell’ambito territoriale della nostra Asl, la RmF, che al momento accorpa zone con caratteristiche eccessivamente diverse, affette da avvertibili


difficoltà di comunicazione. Puntiamo poi ad avere un ospedale più moderno ed efficiente, adeguatamente finanziato, provvisto di più spazi e attrezzature.
A tal proposito rinnoviamo l’invito all’amministrazione comunale a provvedere all’acquisto della risonanza magnetica.
Riteniamo poi che il concentrasi nel nostro scalo di un movimento estremamente denso di passeggeri provenienti dai più vari paesi del mondo debba indurci a meglio considerare le esigenze di natura sanitaria che ne derivano, e quindi ci facciamo portavoci dell’esigenza, da tempo rappresentata dall’Ammnistrazione comunale, della costruzione di un Port Hospital munito delle fondamentali capacità d’intervento per una diagnostica funzionale e di livello, che svolga anche l’attività di pronto soccorso.
Vogliamo inoltre scongiurare il pericolo che le ambulanze dell’Ares vengano spostate da Civitavecchia ad altra città.

BENI CULTURALI
Costituisce un punto chiave del nostro sviluppo e va detto che non è sin qui mancata una visione complessiva degli interventi da effettuare.
Di fondamentale importanza è stato l’inserimento nella restaurata Infermeria Presidiaria della Cittadella della Musica, oltre all’esecuzione di interventi di riqualificazione su vari manufatti che sono stati resi possibili grazie ai fondi provinciali acquisiti ad iniziativa di Balloni. Ora si tratta di andare oltre, e di procedere, all’interno del cimitero monumentale, al completamento del restauro del Tempietto Bramantesco e di porre le basi per iniziare quello sull’Emiciclo, che appare improcrastinabile.
Siamo convinti, poi, della indifferibilità e della convenienza di allestire una rinnovata Galleria Calamatta in cui esporre finalmente le opere del grande incisore civitavecchiese e di ripristinare il Museo Civico.

SCUOLA E FORMAZIONE
Anche in relazione alla forte crisi economica e ai deludenti livelli occupazionali che affliggono la nostra zona e agli evidenti legami che esistono tra questi preoccupanti fenomeni e il grado di istruzione e cultura della popolazione, riteniamo doveroso impegnarci per una politica che moltiplichi gli investimenti sulle risorse umane. E in particolare che punti su una formazione mirata di figure professionali di alto livello atte ad essere rapidamente inserite nel mondo del lavoro e a far crscere il tessuto sociale ed economico cittadino e territoriale.
Avvertiamo inoltre la necessità di migliorare le strutture scolastiche dotandole dei laboratori e dei supporti anche informatici indispensabili per lo svolgimento di una didattica valida e al passo con i tempi.

SICUREZZA E PROTEZIONE CIVILE
Il nostro territorio è fortemente a rischio sul fronte della sicurezza in quanto ospita oltre ad attività produttive di ridotte dimensioni ben due centrali termoelettriche e un porto che vanta un sostenuto traffico passeggeri e merci, potenziali fonti di grossi rischi la cui ampiezza non è esattamente valutabile. Nel caso si verifichino eventi del genere occorrerebbe che i Vigili del Fuoco, sia di mare che di terra, di stanza nella nostra città, fossero provvisti di mezzi ed organici adeguati e che il loro intervento fosse strettamente integrato con quelli di altri corpi.
E’ per questo motivo che abbiamo presentato all’Amministrazione provinciale la proposta di farsi promotrice di un investimento, da attivare in comune con l’Autorità portuale, il Comune, la Regione e il Ministero degli interni, mirato a realizzare nella nostra città un grande Polo di eccellenza per la Sicurezza, che sarebbe poi unico in tutta Italia.
Il progetto prevede la costruzione di una struttura unica da adibire a sede dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e di quel Port Hospital cui abbiamo già fatto cenno, per la sicurezza sanitaria.



Connesso alla realizzzazione del progetto è il conseguimento dell’obiettivo del passaggio del porto di Civitavecchia ad una categoria superiore, che tra l’altro gli compete per le trasformazioni che hanno portato il nostro scalo a livelli di traffico di rilevanza mondiale.
La misura, se adottata, consentirebbe l’adeguamento di uomini e mezzi del pronto soccorso e della protezione civile alle reali esigenze.

RETE IDRICA
Continuiamo a ritenere che sia giovevole per la nostra città il passaggio ad Acea ATO 2, scelta che ormai s’impone soprattutto a causa della vetustà della rete di distribuzione e della necssità di interventi competenti e mirati sul ciclo completo dell’acqua, depurazione compresa. Solo così avremmo importanti garanzie sul fronte degli investimenti e del contenimento delle tariffe, evitando le evidenti disfunzioni funzionali e organizzative.
Ricordiamo che il Comune di Civitavecchia accusa la perdita mediamente dell’ordine di 4 milioni di euro l’anno dalla gestione idrica, e perciò il passaggio ad Acea garantirebbe l’eliminazione di questo pesante passivo di bilancio, senza contare il beneficio infrastrutturale e il miglioramento del servizio offerto ai cittadini. Come già detto, questa società gestirebbe non solo gli impianti di fornitura dell’acqua, ma anche quelli di smaltimento, quindi si farebbe carico anche del necessario investimento infrastrutturale sul depuratore.

RIFIUTI
Sul problema dello smaltimento dei rifiuti siamo dell’avviso che si debba trovare una soluzione condivisa con la città e il suo comprensorio, un accordo - vogliamo sottolinearlo con forza - che offra la soluzione immediata ad uno stato critico di pre-emergenza nel territorio e in aggiunta la possibilità di ricavare garanzie e risorse da investire nello sviluppo di politiche ambientali ecosostenibili.
Ciò che dobbiamo assolutamente evitare è che perdurando la mancanza di scelte, si verifichi l’eventualità di un intervento d’imperio dell’autorità governativa che, con decreto giustificato dallo stato di emergenza, bypassi la Regione Lazio, favorisca l’adozione di soluzioni suscettibili di determinare un inquinamento aggiuntivo in una zona che come la nostra non ne ha proprio bisogno, e al quale siamo fermamente contrari.
Riteniamo invece che sarebbe più sensato affrontare la questione attrezzandoci per la produzione di CSS e utilizzarlo non in aggiunta ma in sostituzione del carbone nella centrale di Torre Nord. Per noi, una clausola della convenzione dovrebbe imporre all’Enel innanzitutto l’obbligo di rifornimento del detto prodotto da un unico centro di produzione (tale da favorire monitoraggi e controlli) che poi non dovrebbe superare la soglia massimale del 5% sul totale del combustibile bruciato. Misura per cui la società non sarebbe costretta a strutturare diversamente l’impianto e quindi a firmare impegni a lungo termine. Il caso della centrale di Fusina fa comunque scuola.
Per completare, l’Amministrazione comunale dovrebbe assumere il preciso impegno ad investire le risorse ricavate da ciò (acquisto del CDR da parte dell’Enel, conferimenti di altri comuni del comprensorio, contributi regionali) nelle politiche ambientali, con particolare attenzione alla sperimentazione e alla realizzazione di impianti innovativi. Misura che consentire nel più breve tempo possbile la sostituzione di quanto conferito in centrale.
Siamo in definitiva per una soluzione doppiamente vantaggiosa - che ci libera dei rifiuti senza aumentare l’inquinamento -, e procura inoltre una serie di risorse da impiegare per l’adozione di misure idonee ad abbattere ulteriormente il livello d’inquinamento.

A conclusione dei lavori il gruppo dirigente uscente sottopone alla volontà dell’Assemblea, che è invitata a decidere con votazione palese, la nomina tra gli iscritti, del nuovo Segretario e dei membri del nuovo Consiglio Direttivo.

I Componenti del gruppo dirigente uscente

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