
(Notizia del 06 Ottobre 2009)
Ormai non ci sono più dubbi: il clima politico a Civitavecchia ha raggiunto livelli di scontro inusitati, talmente elevati che non si riesce più a capire dove sta la politica e la tutela degli interessi della Città e dove invece c’è soltanto l’interesse particolare di qualcuno o di qualche gruppo. Diciamo questo perché la vicenda del documento di accusa nei confronti di Moscherini presenta aspetti veramente inquietanti, al di là della sua veridicità o meno e delle valutazioni che tutti, noi compresi, saremo chiamati a fare e delle decisioni che andremo a prendere. Tali da farci riflettere e capire che lo scontro tra i poteri forti in questa città è ormai diventato talmente aspro e violento che non accenna minimamente ad arrestarsi, anche a costo di determinare sviluppi e conseguenze imprevedibili ma sicuramente negativi e probabilmente devastanti. Per essere chiari, noi non siamo tra quelli che pensano che tutto sia frutto del caso, proprio no. Al contrario, siamo convinti che sia il frutto di una macchinazione ordita da un grande burattinaio che per raggiungere i suoi fini utilizza persone che non hanno nulla da perdere. Viene preliminarmente naturale chiedersi due cose: chi era il detentore del documento diffuso? E perché non ha denunciato lui il fatto? Nessuna delle due cose è stato sin qui rivelato. Mercoledì scorso c’è stata la divulgazione del documento, ma il mattino dello stesso giorno, sulla pagina locale di un quotidiano, era già apparso l’annuncio dell’imminente divulgazione di documenti scottanti su Moscherini. Si alludeva forse a questo documento? E se no, a quali altri? Resta da chiarirlo. Il giorno seguente apprendiamo la notizia, attribuita sempre al divulgatore dai giornali che hanno ricevuto e pubblicato la documentazione di cui si parla, che la stessa è stata fatta recapitare a tre parlamentari e ad alcuni ministri. Appare strano che si ricevano documenti di una simile portata nella cassetta della posta, in modo del tutto anonimo, e poi si venga tenuti al corrente di come questo documento stia viaggiando verso altre destinazioni. Ora - deve essere ben chiaro - da parte nostra non c’è assolutamente alcuna volontà di coprire le eventuali colpe di qualcuno, né di sottovalutare quanto viene reso di pubblico dominio, anzi ripetiamo che valuteremo con attenzione e serietà i fatti, anche alla luce di quanto accadrà nei prossimi giorni. Resta il fatto che la vicenda non ci convince, anche perché non è chiaro con quale logica si proceda prima alla divulgazione di una notizia di questa portata e ci si riservi di appurare poi la fondatezza della stessa, invertendo l’ordine di una logica suadente. Ci chiediamo se per la prima volta non siano approdati a Civitavecchia la mafia, o perlomeno i suoi metodi.
Il Consiglio Direttivo - Polo Civico
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