
Sul capitolo intercettazioni sono all’ordine del giorno polemiche e proteste intese a sostenere perentoriamente che il provvedimento introduce limiti insostenibili alle indagini, imbavaglia la stampa e lede il diritto d’informazione del cittadino.
A noi, che siamo favorevoli alle intercettazioni solo in presenza di fondati sospetti, strumentali appaiono le ragioni della protesta.
Chi protesta ha una visione unilaterale del problema degli ascolti. Non considera che si è prodotta in questi anni una pesante invasione della sfera personale del cittadino. La privacy è un bene sicuramente prezioso, che merita una tutela pari alla libertà d’investigazione e d’informazione
E’ di pubblico dominio, infatti, che in Italia non si è soltanto usato, ma anche abusato di questo mezzo d’indagine. Lo dicono i dati. Si è giunti ormai ad una mole di intercettazioni tale che non ha eguali nel mondo, e che supera addirittura quella degli Usa, che pure hanno una popolazione cinque volte superiore alla nostra e interessi di natura politica ed economica incomparabilmente più vasti e importanti dei nostri. In pratica, mentre un tempo, da noi, l’intercettazione era limitata a pochi ambiti socioeconomici e militari, col tempo si è estesa un po’ a tutti i settori della vita di relazione. Con l’aggravante che in determinati casi la protezione del contenuto delle conversazioni, inspiegabilmente, viene ad allentarsi, filtra al giornalista e compare sulla stampa, integralmente, anche nelle sue parti private, procurando un grosso danno alla reputazione delle persone spiate, siano esse colpevoli o innocenti. Con i tempi del funzionamento della giustizia è vano sperare nella tempestiva riabilitazione di chi, in attesa di giudizio, incassa i danni del procurato disdoro.
Insomma, il problema intercettazioni c’è, ed è grave. Anche perché, per l’estensione raggiunta, comporta costi, finanziari e di tempo, insostenibili, un po’ come l’abitudine di avviare le cosiddette indagini a 360 gradi. C’è da chiedersi se non sia percorribile una strada diversa. Tanto più che lo stesso Giuliano Vassalli ricordava che non è affatto vero che l’intercettazione non possa essere sostituita da altri mezzi d’indagine che si rivelano talora di efficacia e affidabilità pari o superiore.
Troviamo quindi soluzioni alternative alle intercettazioni, che non intacchino la riservatezza delle persone, quali ad esempio i controlli afferenti agli immobili posseduti, alle società create o controllate, ai conti correnti intestati, e così via. Si pensa forse che accertamenti del genere risultino meno mirate ed efficaci dei controversi ascolti?
Il Consiglio Direttivo - Polo Civico
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