
Cari amici che esprimete il vostro dissenso sull’acqua. C’è un proverbio che dice”non c’è più sordo di chi non vuol sentire”. E riteniamo che esso ben si addica a voi, che continuate a non voler capire, e a parlare a sproposito di cose che conoscete solo superficialmente. Almeno stando a quanto emerge dai vostri comunicati.
Rispondiamo.
Innanzi tutto il POLO CIVICO non vuole nessuna privatizzazione, vuole il trasferimento della gestione dell’acqua ad ATO2, come il Comune è sollecitato a fare da più parti, da ultimo dallo stesso Ministero dell’Ambiente. L’esito del referendum non ha nulla a che vedere con ciò, e pensarlo significa essere completamente fuori strada.
Acea ATO 2 dispone nel 2011 di più di 100 milioni di euro da investire per interventi sulla rete idrica dei comuni della provincia, per cui l’onere dell’adeguamento delle nostre condutture non ricade sulle spalle dei 4 milioni di utenti né tantomeno su quelle dei civitavecchiesi. Non è poi soltanto il nostro comune ma anche gli altri con esso consorziati a non avere i capitali necessari per affrontare lavori tanto dispendiosi.
La tariffa applicata è di ambito, unica cioè per tutti i comuni aderenti. Quella vigente è di 1 euro a MC, che applicata alla nostra realtà, ad esempio alla fascia massima di 160 metri cubi, comporta un canone annuo di 200/210 euro, tasse comprese. Se questa è la realtà, allora chi è che ha “interessi” in materia? Voi che volete restare inspiegabilmente in questa condizione o noi che vogliamo dare ai cittadini acqua garantita, qualità garantita, risparmio sull’acquisto di acqua minerale, ad una tariffa che non è elevata come alcuni sostengono. Tutti possono accertarsene andando sul sito di Acea ATO 2. E’ poi ben strano che ad essere guardato con sospetto sia proprio l’atteggiamento di un movimento come il nostro che da sempre si dichiara, e coerentemente opera, per il rispetto delle regole.
E ancora. Ognuno è libero di fare le scelte che vuole, usando però un po’ di umiltà. Non è dato lasciarsi andare ad affermazioni assolutamente gratuite, senza preoccuparsi di cercare la soluzione del problema, ma anzi facendo trasparire la voglia di conservarlo. Politici di differenti colori si sono avvicendati in questi anni al Comune, però il problema dell’acqua è rimasto. Allora, per favore, muoviamoci con senso di responsabilità e prendiamo le decisioni che tutelino il solo interesse apprezzabile, che è quello di dare ai cittadini il servizio che meritano.
Per quanto riguarda poi le elezioni e la ricerca dei voti, sappiano i nostri interlocutori che noi non pratichiamo la commercializzazione della politica. Siamo tra quelli che sostengono i progetti che ritengono utili o necessari per la crescita della città. La politica della caccia al voto ha generato distorsioni inammissibili e il permanere di grossi problemi irrisolti, uno dei quali è appunto quello dell’acqua. Noi vogliamo procedere con onestà e coraggio sulla via dell’innovazione e dello sviluppo, come la nostra natura di riformisti (e non di conservatori) ci suggerisce, mettendo la parola fine ad una situazione deficitaria che sottrae risorse allo sviluppo, al sociale, alla cultura e all’ambiente. Potremo anche non essere capiti nell’immediato, ma siamo convinti che a lungo andare la città ci darà ragione perché i fatti saranno dalla nostra parte.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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