
Salutiamo con estrema soddisfazione, anche perché costituisce testimonianza dell’impegno profuso dal POLO CIVICO nel recupero dei beni culturali, la ripresa dei lavori di restauro conservativo del cosiddetto Tempietto Bramantesco, il prezioso monumento del cimitero di via Aurelia Nord realizzato dall’architetto Piernicoti nel 1806 che accoglie le salme dei militari caduti nell’ultimo conflitto mondiale. Questo primo nucleo del cimitero monumentale fu il primo in Italia ad essere costruito all’esterno delle mura cittadine in attuazione dell’editto di Saint Cloud.
Per il recupero dell’edificio tutto è iniziato nell’anno 2000, quando il consigliere provinciale Alvaro Balloni, sensibile alle istanze delle associazioni ex combattentistiche e d’arma, e in particolare dell’associazione Famiglie dei caduti in guerra, concepì il disegno di promuovere il restauro del prezioso edificio. E in Provincia, in sede di assestamento di bilancio, propose al consiglio di Palazzo Valentini, che approvò, di stanziare 300 milioni di lire per il restauro di quel monumento. In parallelo, a Civitavecchia, in occasione dell’esame del bilancio comunale di competenza, il consiglio stanziò allo stesso fine 400 milioni di lire. Nel frattempo, un altro finanziamento fu reperito da Balloni in Provincia per avviare il ripristino della Galleria Calamatta. Nel 2001, ulteriori finanziamenti furono reperiti da Balloni in Provincia per il restauro della facciata della Cattedrale e della chiesa di San Giuseppe e per sostenere le iniziative culturali di varie associazioni locali. Nell’anno 2002, in conseguenza della partecipazione del nostro Comune ad un bando di restauro dei beni culturali, la Provincia deliberò l’assegnazione per il recupero del Tempietto di ulteriori 360mila euro. Cosicchè la disponibilità complessiva degli stanziamenti raggiunse un importo non troppo inferiore al totale preventivato per il completo recupero dell’opera. Dopo tante sollecitazioni, a maggio 2004 si dette finalmente il via ai lavori del Tempietto, che produssero poco più che il consolidamento dell’opera. In tempi recenti, sia Balloni e Campidonico sono stati assiduamente impegnati per mettere al sicuro in Provincia il finanziamento di 360mila euro a suo tempo concesso, e presso la Sovrintendenza ai beni architettonici per la messa a punto del progetto di restauro conservativo ai fini dell’espletamento della gara relativa. Esprimiamo quindi pieno compiacimento per il fatto che il lavoro svolto con impegno e assiduità encomiabili da Balloni e Campidonico si stia traducendo in realizzazione, perché questo era il nostro e loro obiettivo finale.
Ma quanto richiamato non esaurisce il tema dell’attenzione rivolta dal POLO CIVICO al recupero e alla valorizzazione del patrimonio monumentale, architettonico e artistico della città. Tutti infatti ricorderanno come ripetutamente, in questi anni, abbiamo sollecitato con vari comunicati l’ente locale e la pubblica opinione ad attivarsi per il completamento del restauro dell’Infermeria Presidiaria, il ripristino del Museo Civico e della Galleria Calamatta, il restauro del muro perimetrale esterno e del Sacrario del cimitero di Via Aurelia Nord. E come gli appelli lanciati e le iniziative svolte rientrassero in un disegno organico di progressivo recupero e valorizzazione del centro storico e di salvaguardia dell’aspetto architettonico complessivo della città. Ebbene, alcune di queste istanze si sono realizzate, altre no. Ma troveremo il modo, se i concittadini ci sosterranno alle elezioni di maggio, per tradurre in realtà tutte le altre importanti opere di recupero non attuate o rimaste in sospeso.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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