
La città calpestata nelle più essenziali esigenze, nelle più autentiche aspirazioni, nel decoro.
Questo si deduce dalle scelte effettuate in materia di urbanistica, lunedì scorso, dal consiglio comunale, e dal comportamento tenuto da quei partiti che si ostinano ad imbrattare la città dei loro manifesti. Tanto che viene da chiedersi come mai quegli stessi politici che si dichiarano innamorati di questa città la violentano poi nel peggiore dei modi. E’ come se ad una persona bisognosa di una determinata cura medica si insista a propinargliene un’altra che provoca invece l’effetto contario a quello voluto.
Perchè, con i piani integrati, si spacciano per riqualificazione urbanistica e migliore utilizzo del territorio alcune soluzioni edilizie che favoriscono lo sfruttamento intensivo del suolo, che arricchiscono solo chi costruisce senza assicurare vantaggio alcuno ai cittadini. Non si fa altro, con tali misure, che infittire oltre ogni limite le aree edificate, annullare i pochi spazi ancora liberi, acuire gli scompensi tra le varie zone cittadine, consumare il terreno con la progressiva cementificazione. Lasciando non altro che pesanti inconvenienti una volta terminata quel po’ di occupazione offerta dal cantiere. Non è certo questo il rapporto tra urbanistica e territorio che noi del POLO CIVICO auspicavamo per Civitavecchia quando, per evitare che essa soccombesse alla pressione costante della speculazione edilizia, invitavamo a governare il fenomeno della crescita dell’abitato attraverso un autentico strumento urbanistico, evitando di ricorrere sistematicamente alle varianti e alle varianti delle varianti al PRG.
Sia chiaro che al punto in cui siamo proporremo puntuale ricorso avverso le decisioni che reputeremo non conformi alla legge tra quelle deliberate nella citata occasione dal consiglio comunale, e in caso di una nostra vittoria nelle amministrative ci determineremo per l’annullamento di quanto deliberato.
Non ci sembra poi tollerabile che si continui a procedere con l’affissione, ovunque vi sia uno spazio disponibile, dei soliti manifesti di propaganda politica, alcuni recanti per giunta inviti a mobilitarsi nella lotta al vandalismo.
E’ ora, insomma, che le buone intenzioni che i vari attori della campagna elettorale vanno professando siano messe alla prova. Noi li invitiamo a tradurli in atti concreti.
Il primo dei quali potrà consistere proprio nell’adesione formale alla proposta da noi già avanzata nel gennaio scorso di affidare ad un’agenzia terza il compito di gestire in esclusiva le diverse affissioni di natura elettorale, così da eliminare alla radice il problema della compromissione del decoro urbano.
Non ci vorrebbe molto a realizzarla: in tal caso tutto diverrebbe estremamente più semplice, dal momento che tutto il materiale propagandistico dei vari partiti/movimenti dovrebbe essere consegnato all’organismo incaricato, che ovviamente ne curerebbe l’affissione negli spazi assegnati.
Attendiamo che qualcosa di nuovo accada, e che la campagna elettorale si trasformi, anche in virtù dell’adozione di una tale misura, in una bella e civile competizione.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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