
Il Consiglio Comunale dell’8 u.s. che ha espresso la terna di nomi da sottoporre al Ministro Matteoli ai fini della nomina del Presidente dell’Autorità Portuale francamente non lo abbiamo capito. E per vari motivi.
Il primo è che a norma di legge l’indicazione dei nomi da sottoporre al ministro compete al sindaco e non al consiglio. Il secondo è che il sindaco l’indicazione l’aveva già data un mese prima in conferenza stampa, anche se non ha fatto seguire l’invio del nominativo al ministro. Il terzo è che ove ci si fosse voluto confrontare con la massima assise cittadina allora l’organo andava convocato prima, senza oltrepassare il limite dei trenta giorni indicato nella richiesta ministeriale. Il quarto è che se si vuole il confronto anche quando la legge non lo prescrive allora bisogna farlo nel modo più corretto possibile, lasciando esprimere a scrutinio segreto due nomi alla maggioranza e uno alla minoranza. Non può essere, infatti, che sia la maggioranza a scegliere il nome della minoranza, qualunque esso sia. Il quinto è che ancora una volta la nostra città ha dimostrato di non sapersi contenere usando la dovuta tempestività, unità e chiarezza di idee su cosa vuole e chi vuole per programmare e gestire il proprio sviluppo.
Che cosa invece ci saremmo aspettati?
1)Un confronto con il sindaco prima della conferenza stampa per condividere anche noi la scelta di Pasqualino Monti. 2) Fatta la conferenza stampa, e verificato il gradimento ampio e convinto che giungeva da più parti, l’invio tempestivo del nominativo al ministro. 3) che fosse proprio Moscherini a nome della città a sollecitare l’indicazione di Monti agli altri soggetti deputati ad esprimersi (comuni, province, camere di commercio) con un’azione visibile e percettibile, visto che l’azione del primo cittadino successiva alla conferenza stampa è parsa un po’ sotto tono. 4) Che il nome di Moscherini non comparisse nella terna, tanto più che l’interessato si dichiarava non in corsa per la carica. 5) Che dopo l’indicazione secca del sindaco anche il consiglio comunale avesse fatto esclusivamente il nome di Pasqualino Monti, perché la cosa avrebbe conferito più forza al candidato, alla città, al porto. Avrebbe dato più autorevolezza al candidato e impostato in termini di collaborazione, sin dall’inizio, il rapporto Città-Porto.
I commenti successivi alla seduta tenuta dal consiglio fanno poi riflettere sul livello, certamente incongruo, del dibattito politico cittadino. Si è arrivati all’assurdo di dire che Monti è un uomo di Moscherini, quando si sa che Monti è semplicemente persona preparata professionalmente come pochi, seria, capace ma soprattutto intelligente. E che quindi non appartiene ad altri che a sé stesso, anche se stringe legami a volte anche forti con altre persone legati alla condivisione di scelte di programmazione e di gestione.
Monti è stato indicato sino ad oggi da tutti i comuni, le province e le camere di commercio che si sono pronunciate: nove indicazioni su nove. In più ha avuto anche le indicazioni di tutti gli operatori portuali. In aggiunta, vive e lavora a Civitavecchia. Può rappresentare il massimo per noi.
C’è da pensare che chi è autore di affermazioni del genere che abbiamo riferito si aspetti che in luogo di Monti venga nominato un Pinco Pallino qualunque che proviene da fuori e che gestisce lo scalo alla stregua di come lo è stato in questi ultimi anni. Miglioriamoci, dunque, tiriamo fuori in circostanze importanti come queste quel senso di serietà e responsabilità che sempre ci dovrebbe contraddistinguere, specie quando è in ballo lo sviluppo del nostro territorio, e quindi il lavoro per i nostri giovani.
Lasciamo la terna nei nostri cassetti e tutti insieme chiediamo con forza che sia Monti il nuovo presidente dell’autorità portuale di Civitavecchia.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
Nessun commento:
Posta un commento