
Partecipiamo al dibattito politico cittadino sia per avanzare proposte (ovviamente aperte al contributo di altri partiti) sia per modifi care l’impostazione del dibattito stesso, denunciandone i ritardi, le carenze e i limiti. Veniamo a nostra volta criticati, ma purtroppo in modo sommario, perché le censure rivolteci non sono accompagnate dalla confutazione delle nostre tesi.
Ci sforziamo di risolvere in positivo la cosa, ricavandone il vantaggio di poter meglio spiegare il nostro modo di ragionare,e anche per approfondire il nostro rapporto coi cittadini. Per dialogare con tutti, insomma, come è nostra vocazione. Tutto vogliamo apparire fuorchè dei soloni, e pensiamo di non avere affatto il possesso esclusivo della verità. Però l’obiettivo di fare un discorso di verità ce lo poniamo. Quello sì. Ci sforziamo quindi di meditare sulle questioni, e di esaminarle a fondo prima di dire la nostra, senza farci condizionare dalle ideologie, dalle circostanze e dalle convenienze del momento. D’altro canto, la cosiddetta “mission” di ogni forza politica è proprio quella di saper cogliere le problematiche di una società, di analizzarle, di proporre le soluzioni più appropriate in relazione alle condizioni storiche e ambientali, di convincere i cittadini della loro validità acquistandone il consenso: di fare un’opera di proselitismo che concorra alla formazione della pubblica opinione. E quindi di impegnarsi in un’azione di persuasione costante, non limitata al momento delle votazioni. E noi lavoriamo appunto in questa direzione. A chi insiste nel porci
questioni di schieramento noi rispondiamo che c’è modo e modo di stare dentro la
maggioranza e/o dentro l’opposizione. Nel nostro caso un cambio di schieramento non risolverebbe nulla: stiamo nella maggioranza perché convinti che così possiamo meglio tutelare gli interessi dei cittadini: assumendoci le relative responsabilità,
tenendo un atteggiamento vigile ma anche costruttivo, facendo prevalere le ragioni di
tutti su quelle di una parte soltanto. Altre formazioni politiche possono magari essere convinte di essere più utili alla collettività restando fuori dal governo della cosa pubblica.
Ma noi pensiamo che anche chi sta all’opposizione è chiamato ad assumersi le sue responsabilità, non soltanto manifestando tolleranza verso le posizioni politiche
altrui ma anche riconoscendo pienamente l’avversario politico. Concorrendo in ogni caso a tutelare gli interessi di natura generale. In altri termini non è chiamato a dire sempre NO: deve fare una distinzione tra le opere e i processi che vanno agevolati e quelli che invece vanno combattuti. Non deve, ad esempio, utilizzare le
problematiche ambientali - come il corteo di protesta di domenica scorsa contro i fumi delle navi – per obiettivi scopertamente partitici. Tutti infatti si sono chiesti perché mai chi dirige i partiti della sinistra e i movimenti ad essi collegati non abbia promosso un’azione analoga al tempo di Ciani, quando un processo di convergenza delle istituzioni al completo sul tema del contrasto a tale forma d’inquinamento era ben lungi dall’essersi delineato.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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