
Nella nostra città il commercio costituisce un comparto sicuramente rilevante del settore terziario in considerazione della capillare presenza di numerosi esercizi al dettaglio, in sede fissa e non, provvisti per lo più di una loro intrinseca validità. Il quadro generale di questa attività è caratterizzato dalla forte presenza di imprese di piccole dimensioni a carattere individuale o familiare, dal prevalere di attività specializzate, dal basso numero di addetti per impresa, e infine dall’emergere di canali innovativi quali gli hard discount, gli outlet e le vendite per corrispondenza, telefono, internet.
La realtà che noi del POLO CIVICO vorremmo si consolidasse a Civitavecchia è quella di un commercio sano, che previene gli stati di crisi - che al momento si evidenziano purtroppo con particolare gravità - attraverso la capacità di rinnovarsi, di rischiare, e di ricorrere alle possibili sinergie tra territorio ed enti privati, ai servizi comuni, agli enti fiera, alle appendici on-line, all’ampliamento delle aree pedonali e simili. Concepiamo la funzione commerciale strettamente connessa con l’assetto urbanistico e con lo sviluppo turistico della città, alla ricerca continua della competitività, del giusto equilibrio tra i proventi del commerciante e i risparmi dell’acquirente, essendo poi i consumatori l’altro polo delle dette iniziative meritevole di ricavare i dovuti benefici dalla prosperità del mercato.
Il nostro movimento, in conseguenza delle idee qui esposte, circa la ristrutturazione e messa a norma del mercato centrale di piazza Regina Margherita, ha proposto, già nella veste di sodalizio che gli era propria nell’anno 2003, una riduzione della taglia e lo spostamento di alcune attività in esubero presso i mercati rionali a servizio delle realtà periferiche e del porto.
Richiamando l’attenzione sulla presenza dei reperti archeologici, sui pericoli della congestione e dello stravolgimento dell’assetto architettonico, cercando di scongiurare il pericolo di un iter amministrativo accidentato, compromesso già in partenza. Puntualmente, infatti, dopo il lungo affastellarsi di ipotesi, polemiche, opposizioni e ricorsi, anche l’ultimo tentativo di procedere all’avvio dei lavori si è arenato. Aggravato dal prematuro spostamento degli operatori, che mentre fa lievitare i costi dell’operazione a carico della collettività, genera uno stato di degrado e di precarietà che danneggia gli operatori e allontana il momento del conseguimento dell’obiettivo posto: riqualificare e regolarizzare la struttura sotto i profili della sicurezza e dell’agibilità igienico-sanitaria. Che ci sembra un risultato di grande importanza che tutta la città attende.
E quanto accade dimostra che molto dipende dalla gestione politica delle problematiche, cioè dalla tempestività e dall’adeguatezza delle misure che il Comune prende per risolvere le difficoltà e le situazioni di crisi.
Misure che quando non sono insufficienti o sbagliate, sono addirittura contraddittorie. Come quando si preclude la possibilità di aprire un Farmer’s Market e poi si autorizza la sopraelevazione del Maurys e l’apertura di un altro supermercato a Campo dell’Oro. Due iniziative che non è detto siano di aiuto a commercianti e consumatori.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO
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