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martedì 17 maggio 2011

QUALE COMMERCIO


Nella nostra città il commercio costituisce un comparto sicuramente rilevante del settore terziario in considerazione della capillare presenza di numerosi esercizi al dettaglio, in sede fissa e non, provvisti per lo più di una loro intrinseca validità. Il quadro generale di questa attività è caratterizzato dalla forte presenza di imprese di piccole dimensioni a carattere individuale o familiare, dal prevalere di attività specializzate, dal basso numero di addetti per impresa, e infine dall’emergere di canali innovativi quali gli hard discount, gli outlet e le vendite per corrispondenza, telefono, internet.
La realtà che noi del POLO CIVICO vorremmo si consolidasse a Civitavecchia è quella di un commercio sano, che previene gli stati di crisi - che al momento si evidenziano purtroppo con particolare gravità - attraverso la capacità di rinnovarsi, di rischiare, e di ricorrere alle possibili sinergie tra territorio ed enti privati, ai servizi comuni, agli enti fiera, alle appendici on-line, all’ampliamento delle aree pedonali e simili. Concepiamo la funzione commerciale strettamente connessa con l’assetto urbanistico e con lo sviluppo turistico della città, alla ricerca continua della competitività, del giusto equilibrio tra i proventi del commerciante e i risparmi dell’acquirente, essendo poi i consumatori l’altro polo delle dette iniziative meritevole di ricavare i dovuti benefici dalla prosperità del mercato.
Il nostro movimento, in conseguenza delle idee qui esposte, circa la ristrutturazione e messa a norma del mercato centrale di piazza Regina Margherita, ha proposto, già nella veste di sodalizio che gli era propria nell’anno 2003, una riduzione della taglia e lo spostamento di alcune attività in esubero presso i mercati rionali a servizio delle realtà periferiche e del porto.
Richiamando l’attenzione sulla presenza dei reperti archeologici, sui pericoli della congestione e dello stravolgimento dell’assetto architettonico, cercando di scongiurare il pericolo di un iter amministrativo accidentato, compromesso già in partenza. Puntualmente, infatti, dopo il lungo affastellarsi di ipotesi, polemiche, opposizioni e ricorsi, anche l’ultimo tentativo di procedere all’avvio dei lavori si è arenato. Aggravato dal prematuro spostamento degli operatori, che mentre fa lievitare i costi dell’operazione a carico della collettività, genera uno stato di degrado e di precarietà che danneggia gli operatori e allontana il momento del conseguimento dell’obiettivo posto: riqualificare e regolarizzare la struttura sotto i profili della sicurezza e dell’agibilità igienico-sanitaria. Che ci sembra un risultato di grande importanza che tutta la città attende.
E quanto accade dimostra che molto dipende dalla gestione politica delle problematiche, cioè dalla tempestività e dall’adeguatezza delle misure che il Comune prende per risolvere le difficoltà e le situazioni di crisi.
Misure che quando non sono insufficienti o sbagliate, sono addirittura contraddittorie. Come quando si preclude la possibilità di aprire un Farmer’s Market e poi si autorizza la sopraelevazione del Maurys e l’apertura di un altro supermercato a Campo dell’Oro. Due iniziative che non è detto siano di aiuto a commercianti e consumatori.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO POLO CIVICO

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